GIORNO 4: La grotta Landre Scur e le orme di dinosauro

Siamo ai piedi del Parco delle Dolomiti Friulane, un luogo di tale bellezza da essere iscritto dal 2009 nella “Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità” dell’UNESCO. Per l’esattezza siamo a Claut (PD), dove abbiamo trovato disponibilità presso una delle sistemazioni dell’Albergo Diffuso del paese. Qui non troverete nulla con Booking o Airb&b perchè le case per le vacanze fanno quasi tutte parte del circuito degli Alberghi Diffusi. Il meteo è brutto, la nuvolosità è diffusa e le piogge sono da mettere in conto. Fortunatamente ci siamo tenuti di scorta quella che reputavamo la gita tappabuchi in modo da tenerci occupati per la mattinata: la grotta Landre Scur. In friulano landre vuol dire caverna, grotta, anfratto e scur, ovviamente, vuol dire scura, buia.


DORMIRE A CLAUT

Anche questa notte il campanile di Claut, ci ha ricordato che la vita è sofferenza, esattamente alle 5.45 del mattino, l’ora delle lodi mattutine. Lo fa anche alle 20.45, l’ora dei vespri. È la chiamata alla preghiera, una tradizione che è rimasta in tutti i paesi della valle, quindi non pensiate di scamparvela spostandovi di qualche km. Ammettiamo anche che esista qualcuno che alle 5.45 senta un particolare trasporto per la preghiera e voglia essere svegliato, ma noi poveri turisti perché dobbiamo essere allertati alle 5.45 come in una esercitazione antincendio? Forse questi campanili, più simili a minareti iraniani, sono uno dei motivi per cui il turismo in Friuli é in crisi. Chissà.


LA CASERA CASAVENTO

Per raggiungere l’imbocco del sentiero che conduce alla grotta occorre proseguire per qualche km oltre Claut, sino alla frazione di Lesis dove è necessario pagare un pedaggio di 1 euro/h oppure 5 euro/tutto il giorno tramite la macchinetta a monete posta al limite a pagamento. Questo vi consentirà di risparmiare un sacco di strada e salita sino al parcheggio della Casera Casavento, una bella struttura comunale, appena presa in gestione da una giovane coppia con due figli e quindici tra mucche e vitelli. Se i vitelli lasciano qualcosa, producono formaggio primosale e ricotta affumicata. Alla Casera chiediamo un caffè, sono le 10.30 del mattino e il gestore Rino ci porta la grappa, che beviamo volentieri per riprenderci dalla bruttura del risveglio col muezzin.
Davvero vi invitiamo caldamente a venire alla Casera Casavento per conoscere Rino perché è un ragazzo di qui, volenteroso, che sta cercando di mettersi in gioco nonostante tutte le difficoltà della burocrazia italiana. Vi faccio un esempio. Rino deve, per legge, posizionare le trappole per i topi e questo va bene, ma deve anche produrre uno schema tecnico con la distribuzione delle trappole in modo che i controllori possano venire sin qui a verificare la scadenza senza diventare matti. Voi immaginate cosa voglia dire abbandonare una Casera costruita in una valle sperduta, con le vacche da mungere, il formaggio da produrre, i figli da seguire, l’attivià da portare avanti, e per cosa? Per trovare qualcuno che gli faccia una benedetta planimetria tecnica. Sorvoliamo.
Dalla Casera potete fare due cose: salire alla Grotta Landre Scur (1113 m) oppure allontanarvi a piedi per altri dieci minuti e vedere le Orme di Dinosauro.


LA GROTTA LANDRE SCUR

Partiamo alla volta della grotta lungo il sentiero 962, confinato tutto nel bosco, che, in un’oretta e circa 200 m di dislivello, porta ad un immensa cavità di origine carsica di 20×15 metri, appunto la Landre Scur.  Dopo 100 m di dislivello belli in piedi, convinti di un’imminente annunciazione da parte dell’Arcangelo Gabriele (che fatica!), ci appare all’improvviso una vera emergenza geologica che definire suggestiva è riduttivo.
La grotta è percorribile solo per alcuni metri ma ne vale davvero la pena, anche solo per l’aria gelida che ne esce e che rinfresca in estate. Dopo le foto di rito ed una breve incursione con le pile, comincia a tuonare decisamente. Non è mai bello camminare sui calcari bagnati perché sono scivolosi come saponette, per cui cominciamo a correre e raggiungiamo la Casera appena in tempo.
La Casera Casavento ha due bei tendoni e panche all’aperto ma dentro è piccolissima con un unico tavolone intorno al quale troviamo tutti riparo ed è così che facciamo amicizia con dei friulani emigrati a Roma e Milano, che tornano qui ogni anno per le vacanze. Ci parlano della crisi del turismo in questa zona che dura ormai da almeno cinque anni ed effettivamente problemi a trovar posto per dormire senza prenotazione qui non ce ne sono. I paesi non offrono nulla e sono deserti ma per chi, come noi, impiega la giornata a fare le escursioni è quasi un valore aggiunto. Alla Casera si mangiano gli gnocchi al ragù di cervo o burro e salvia e non manca mai la ricotta affumicata da grattuggiare sopra. Poi polenta, salsiccia, frico, cioè tortino di formaggio e patate fritto e balancia (o qualcosa del genere) cioè primo sale fritto. Ma soprattutto vino e grappa, tanta grappa.


LE ORME DI DINOSAURO

Ecco, dicevamo la grappa. Siamo ormai completamente sbronzi quando ci avviamo verso il sito dove vedere le fantomatiche impronte dei dinosauri, ai piedi della Cascata del Rio di Casavento. Pensate un po’ che fortuna: un masso a caso si stacca, rotola e finisce integro nel torrente con due impronte, una destra e una sinistra, belle visibili dal sentiero.  Si tratta di due impronte di un individuo di Teropode del Triassico (215 Mln di anni), in pratica un dinosauro bipede e carnivoro, alto 140-175 cm all’anca, lungo quindi ben 5-7 metri. E niente, noi siamo brilli e non prendiamo seriamente la questione. Perdonateci.


RIEPILOGO DEL SENTIERO
Dislivello in salita: 450 m
Dislivello in discesa: 450 m
9 km
Tempo in movimento: 2 h e 15′
Tempo con soste e pranzo: 5 h e 20′

Vuoi ricevere la traccia GPS di questo percorso? Scrivi a oggiescoblog@gmail.comlandre scur 1landre scur 2landre scur 3


DOVE MANGIARE

Casera Casavento
cellulare: +39 320 814 6151
Il ristoro Casera Casavento si trova alla fine della Valcellina in un pianoro prativo a quota 947 m, dista 8 km da Claut (PN) e 5 km dal parcheggio di Pian del Muscol di Lesis (frazione di Claut). Si può arrivare a piedi percorrendo la strada (in parte asfaltata) in circa un’ora e un quarto o si può arrivare in auto fino a 300 m dalla casera, dove la strada poi è interdetta al traffico. Non dispone di posti letto per turisti. Chiamare per verificare le aperture.

Albergo Vittoria

Tel. +39
SITO WEB
E’ come andare a mangiare dalla nonna, la cuoca esce continuamente a chiedere se avete mangiato abbastanza. Consigliatissimo! Hanno fatto un po’ di storie per il cane ma l’occhio languido di Yuma convincerebbe chiunque a farla entrare.


DOVE DORMIRE

Albergo Diffuso Valcellina e Val Vajont
Via Roma, 43, 33080 Claut PN
Telefono: 0427 878445
E-mail: info@albergodiffusovalcellinavalvajont.it
SITO WEB


I CAPITOLI DELLA NOSTRA AVVENTURA FRIULI E DINTORNI 2018

 

 

 

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