Triangolo Lariano: il Monte Palanzone

C’è ancora qualcuno che non è salito sul Monte Palanzone? Noi, sino a Sabato scorso, giuro. Nella testa di ciascun escursionista, un bel giorno, si fa largo l’idea che fare un trekking facile, magari sotto casa, senza una vera cima rocciosa da raggiungere o senza la sfida dei mille metri di dislivello, sia da sfigato. Abbiamo tutti un portfolio di gite tappabuchi, quelle che ci teniamo buone per il dopo influenza o per il periodo di recupero dopo una distorsione. E senza mezzi termini, la salita al Palanzone è una di queste. Viene considerata insindacabilmente una gita da pensionati, tuttavia, a causa della nefasta congiuntura economica che ha trasformato il pensionato in una sorta di figura mitologica, decine di escursioni sfigate sono state riabilitate, semplicemente perché i pensionati non esistono più. Battutacce  a parte, vogliamo spiegarvi il motivo del perché anche un escursionista giovane, sano e forte, dovrebbe salire almeno una volta sul Monte Palanzone: il panorama.
Continua a leggere “Triangolo Lariano: il Monte Palanzone”

Il Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola (VGR). Ognisanti tra natura, storia e leggende.

Quante volte mi sono chiesta quale fosse il preciso confine tra l’Emilia e la Romagna. Per chi vive in altre regioni d’Italia, come me, il confine è solo una sfumatura di colline pettinate da alberi di pesco e vigneti tra l’emiliana Bologna e la romagnola Rimini. Scopro che il confine geografico, invece, esiste e condiziona tradizioni, dialetti e leggende: è il fiume Sillaro.
La sorgente del Sillaro è in Toscana ma, dopo 4 km, penetra in Emilia Romagna e divide, da tempi immemorabili, gli emiliani di qua e i romagnoli di là, fino alla confluenza nel Reno e dal Reno al mare. Ohibò, sono cose, queste, che aggiungono certezze alla mia confusa esistenza. Ora riesco a collocare Ferrara in Emilia e Ravenna in Romagna….sorbole!
La valle del Sillaro segna un altro confine, quello del Parco regionale della Vena del Gesso Romagnola, una alta e spettacolare dorsale gessosa che irrompe nel dolce profilo collinare con un affioramento di 25 km ed una larghezza di un chilometro e mezzo sino a Brisighella, uno dei Borghi più belli d’Italia, nella Valle del Lamone.
Questa è la storia (o favola) del nostro viaggio nella selvaggia terra dei Gessi di Romagna, una storia fatta di geologia e speleologia, natura ed escursionismo, storia e leggende, feste e tradizioni enogastronomiche e, a fare da contorno, gli effetti del rinnovato conflitto tra il lupo e l’uomo.

IMG_20181103_124826.jpg Continua a leggere “Il Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola (VGR). Ognisanti tra natura, storia e leggende.”

VGR Capitolo 1: Geologia e Carsismo, Speleologia e NUVOLE 2018

MINERALOGIA E GEOLOGIA
Erica, una vispa ed attenta bambina di 8 anni, ad un certo punto, porge al gruppo con cui viaggiamo, una domanda spontanea ma per nulla scontata: ma questo gesso è quello che si usa sulla lavagna? Più o meno sì, visto che di mezzo c’è la trasformazione dell’uomo.
Il Gesso è un minerale composto da solfato di calcio biidrato CaSO4·2(H2O). Per poterlo utilizzare nelle sue forme merceologiche, va però estratto e cotto a calore moderato (80°-150° C). Questo processo, detto calcinazione, produce la perdita di circa il 75% di acqua, ottenendo gesso anidro, detto anidrite. A questo punto può diventare il nostro bel gessetto da lavagna, nonchè materiale per edilizia (es cartongesso). Erica, però, ha avuto la fortuna di vedere il gesso nella sua forma più bella, la Selenite, cioè la varietà cristallina, che, in natura, si presenta in scaglie traslucide e per questo impiegate dai greci nella produzione di lastre trasparenti da utilizzare come vetro. La luce quasi lunare che da esse traspariva, fece guadagnare a questo minerale proprio il nome della luna, selene in greco.

IMG_20181103_094622 Continua a leggere “VGR Capitolo 1: Geologia e Carsismo, Speleologia e NUVOLE 2018”

VGR Capitolo 2: l’Anello del Monte Mauro

Il Monte Mauro (515 m) è la cima più alta della Vena del Gesso Romagnola e rappresenta la zona più caratteristica di tutto il Parco Regionale. Se avete, quindi, pochi giorni a disposizione, è doveroso posizionare l’anello del Monte Mauro in cima al vostro programma. Complessivamente l’anello è lungo 11 km ed occorrono circa 5-6 ore di cammino e 900 metri di dislivello. Noi siamo partiti da Borgo Rivola, parcheggiando in prossimità dello stadio e proseguendo sulla strada che porta al piccolo borgo di Crivellari da cui parte il sentiero 511 che in due ore e mezza vi porterà all’Eremo di Monte Mauro.
IMG_20181103_111800
Continua a leggere “VGR Capitolo 2: l’Anello del Monte Mauro”

VGR Capitolo 5: La Grotta di Re Tiberio

Tutta l’area del Parco della Vena del Gesso Romagmola è importantissima dal punto di vista del carsismo ipogeo (sotterraneo), con sistemi carsici complessi ed estesi (LEGGI IL CAPITOLO 1).

Per chi fosse interessato ad avvicinarsi al meraviglioso mondo della speleologia, la Grotta del Re Tiberio, una ex risorgente carsica di estremo interesse archeologico, costituisce una valida proposta poichè offre tre gradi di esplorazione. La Grotta di Re Tiberio si trova a Borgo Rivola- Riolo Terme (RA)

Continua a leggere “VGR Capitolo 5: La Grotta di Re Tiberio”

GIORNO 4: La grotta Landre Scur e le orme di dinosauro

Siamo ai piedi del Parco delle Dolomiti Friulane, un luogo di tale bellezza da essere iscritto dal 2009 nella “Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità” dell’UNESCO. Per l’esattezza siamo a Claut (PD), dove abbiamo trovato disponibilità presso una delle sistemazioni dell’Albergo Diffuso del paese. Qui non troverete nulla con Booking o Airb&b perchè le case per le vacanze fanno quasi tutte parte del circuito degli Alberghi Diffusi. Il meteo è brutto, la nuvolosità è diffusa e le piogge sono da mettere in conto. Fortunatamente ci siamo tenuti di scorta quella che reputavamo la gita tappabuchi in modo da tenerci occupati per la mattinata: la grotta Landre Scur. In friulano landre vuol dire caverna, grotta, anfratto e scur, ovviamente, vuol dire scura, buia.
Continua a leggere “GIORNO 4: La grotta Landre Scur e le orme di dinosauro”