GIORNO 9: Riserva Naturale Regionale Foci dello Stella (UD)

È Ferragosto, anno 2018. Siamo nella pianura sparata veneta, il cielo è nuvoloso, la luce è malata, ha piovuto tutta la notte e Il Fabio, il mio uomo, credendo di aver già varcato la fresca porta dell’autunno, decide che è la giornata giusta per pagaiare in laguna e più precisamente alla Riserva Naturale Regionale Foci dello Stella, in Friuli Venezia Giulia. In questa riserva si fanno diverse attività: si pesca, si mangia, si beve (tanto), si va in barca e canoa e si fa bird watching. Una delle poche equazioni che ho imparato precocemente alle elementari è UCCELLI=INSETTI.  E infatti, dopo una sosta al Bar degli Sportivi di Precenicco, luogo popolato da rubicondi anziani che come medicina assumono spritz alle 9.45 di mattina (noi caffè), ci infiliamo in una stradina di campagna, parcheggiamo, apriamo la portiera e veniamo aggrediti da tre tafani che si mettono a ridere mentre chiamano gli amici per il party. Welcome to the Lagoon!


Quello che scopriamo è un lurido canale maleodorante, suddiviso a pettine che ospita nunerose barchette di un club. Bolle e ribolle e penso che quando dovrò sbarazzarmi di un cadavere lo butteró proprio qui dentro. Un socio del club, preso a compassione, ci dà la dritta di tornare indietro a Titiano, che descrive come luogo ameno e bellissimo. Litighiamo coi tafani chiusi in auto e ci spostiamo a nord, entrando nel viale alberato che accoglie i fedeli della Chiesetta della Beata Vergine della Neve di Titiano, con un tempismo perfetto: l’uscita dalla messa per l’Assunzione.  Il Fabio comincia a sclerare per le anziane fedeli che passeggiano per la via senza dar speranza di volersi spostare.

Il luogo è bello, ma tra noi e la laguna ci sono 4 km di fiume Stella da percorrere e mentre prendiamo le distanze, migliaia di zanzare saltellano felici a pelo d’acqua, comincia a fare un caldo malato e sto fiume Stella puzza (e diciamolo!). Niente, ce ne andiamo e siamo costretti a tornare a Precenicco per trovare il primo ponte utile per accedere all’altra sponda dello Stella. Il bar degli sportivi è sempre più allegro. Ci infiliamo in una stradina di campagna e parcheggiamo a pochi metri dalla Laguna. C’è della musichetta che esce da un cancello, sbirciamo all’interno: sdraio qua e là, una piscina, vecchie canoe appese. Un cartello ci avvisa che siamo arrivati alla Bilancia di Bepi, dove si possono noleggiare barche e canoe, ma la sensazione è che si siano nascosti tutti per evitare di lavorare proprio a Ferragosto e per di più con due milanesi imbruttiti.

Guardiamo sconsolati l’acqua putrida della laguna, fa caldo, ci guardiamo negli occhi e mandiamo a cagare canoa, riserva, zanzare e pure il Bepi che si nascosto! Si va a caccia di un ristorante a Marano Lagunare. Arriviamo in piena festa del paese con un grande tendone al sole dove si frigge pesce a camionate, decine di persone in coda sotto al sole, ristoranti tutti prenotati, gente che si ammazza di spritz ridendo. Tutto molto bello, ma mangiare è impossibile. Ce ne andiamo sconsolati. Finiamo nel primo ristorante libero sulla strada del ritorno e in costume, calzoncini e ciabatte veniamo messi nel tavolo più nascosto del locale. Siamo inguardabili mentre tutti gli altri clienti sono festiti a festa. Ci portano due bavaglioli usa e getta e poi un grande spaghettino allo scoglio. Siamo salvi!
Io odio il Ferragosto italiano.


INFO SULLA RISERVA
http://www.parks.it/riserva.foci.stella/index.php
http://visitmaranolagunare.it/


I CAPITOLI DELLA NOSTRA AVVENTURA FRIULI E DINTORNI 2018

 

 

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