GIORNO 8: Il Lago di Sauris (UD)

È la vigilia di Ferragosto e, nonostante tutti i nostri sforzi, dal Friuli dobbiamo andarcene perché qualcuno più avveduto di noi ha prenotato tutto il prenotabile: Hotel, Guesthouse, B&B, Alberghi diffusi. Abbiamo tutto il giorno per arrivare alla casa di Silea a Treviso, ma il meteo è apocalitico e non consente escursioni, quindi optiamo per un sopralluogo in auto alla scoperta del resto del FVG. Da quando sono arrivata a Forni di Sotto ho la curiosità di visitare il Lago di Sauris, cosicché il povero Fabio viene convinto a guidare verso il Passo Pura dal quale, attraverso un’area forestale quasi vergine, si scende per raggiungere il lago. Ad interrompere il nostro viaggio solo una Heidi ed un Peter, due ragazzini giovanissimi ma già alla guida della loro mandria di mucche al pascolo. È sbalorditivo quanto questo territorio sia poco colonizzato dall’uomo. Finalmente un po’ di suolo italiano non rovinato dalle brutture edificate dai geometri negli anni del boom economico.


Non c’è assolutamente niente, solo foresta e il lago si percepisce per il suo colore ciano-petrolio artificiale solo alla fine della discesa perchè la vegetazione è così fitta da nasconderlo anche quando ci si trova in posizione elevata al Passo Pura. Pochi metri dalla fine della discesa e si entra in una lunga galleria che proietta l’automobilista in un vecchio film in bianco e nero. Il tempo si ferma e si ferma anche il respiro quando, all’uscita della galleria, i 136 m dell’altezza della Diga del Lago di Sauris ti costringono a confrontarti con le vertigini provocate dalla stretta e ripida Forra del Lumiei (pensate che è stata la diga più alta d’Europa nel dopoguerra).

All’imbocco della galleria, il font fascista usato per l’iscrizione della data di costruzione, ci ricorda chi la progettò e realizzò, la SADE, tra il ’41 e il ’47, ovvero la stessa società della diga del Vajont.
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Oltrepassata la diga si apre un nuovo scenario, ovvero Sauris e il territorio della Alpi Carniche, un’area sottoposta a vincolo paesaggistico dove al massimo si possono recuperare vecchie strutture ma non costruirne di nuove, quindi la ricettività alberghiera è ridotta all’osso. Come nelle Dolomiti Friulane, anche qui l’unico modo per trovare un posto per dormire è chiamare e prenotare per tempo una delle soluzione offerte dagli Alberghi diffusi. Qui non c’è spazio nè per Booking nè per AirB&B anche perchè il cellulare non prende quasi mai.
Stando ad un report del settore turistico, citato da un gestore di un bar locale, in quest’area stanno arrivando pian piano i turisti lombardi in fuga dai costi e dal caos delle dolomiti trentine. I clienti del bar partecipano alla discussione e ci descrivono splendidi percorsi tra le malghe ed indimenticabili pranzi alle casere per cui ci appuntiamo questi nuovi to do per l’anno prossimo.
20180814_113418Il rientro per Ampezzo (brutta) e Tramonti di Sopra (brutta) fatelo solo se non soffrite di mal d’auto. Un unico dubbio mi rimane nel viaggio di ritorno. A Sauris viene prodotto il famoso Prosciutto IGP di Sauris che è possibile assaggiare un po’ ovunque nei locali della zona. Si distingue tra tutti i prosciutti italiani tutelati per la leggera affumicatura ottenuta per combustione naturale esclusivamente di legna di faggio. Ma i maiali dove sono? Di allevamenti, infatti, non ne abbiamo visti. Ebbene i maiali provengono da undici regioni italiane del nord e centro Italia perchè quello che conta è la dieta dei suini destinati alla produzione che deve avvenire secondo un rigoroso Disciplinare di Produzione e gli ingredienti ammessi che sono esclusivamente il sale, il pepe e l’aglio. Sono vietati i conservanti e il ciclo produttivo deve durare 10 mesi di cui almeno 8 in stagionatura naturale. Ci vogliamo credere? Sì dai, basta con il qualunquismo.
Quando ci fermiamo a Tramonti di Sotto per il pranzo, veniamo raggiunti dalla terribile notizia del ponte di Genova e ci passa tutto l’entusiasmo. Si guida verso Silea sprofondati nello sconforto finchè scopriamo che un mio collaboratore si è salvato miracolosamente insieme alla fidanzata incinta. La sua vettura si è arrestata proprio dietro al furgone Basko immortalato sull’orlo del baratro nelle immagini che hanno fatto il giro del mondo. La serata è un susseguirsi di whatsapp, immagini in diretta dalla galleria in cui i nostri amici hanno trovato ricovero, dirette TV, Twitter…momenti terribili per la nostra cara Italia.


I CAPITOLI DELLA NOSTRA AVVENTURA FRIULI E DINTORNI 2018

 

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