Val di Scalve: Passo di Valzellazzo e Bivacco don Giulio Corini (+/- 620 m)

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Il sentiero 218 in val di Scalve è stato tracciato di recente, nel 2017. Conduce ad uno dei passi della splendita balconata rocciosa delle Piccole Dolomiti Scalvine, il Passo di Valzellazzo (m. 2.016), ove nel settembre 2017 è stato inaugurato un bivacco dedicato a don Giulio Corini,  il “prete della montagna” di Lozio (BS), così soprannominato per la sua passione per le escursioni. Il bivacco si trova a metà strada tra il Cimon della Bagozza  (m. 2.407) e il Passo del Lifretto (m. 1.997), collegati dal sentiero camuno 6 (106), alquanto pericoloso, esposto e scivoloso, soprattutto in direzione del Cimon della Bagozza. C’erano, quindi, tutti gli elementi per solleticare la nostra curiosità e per tentare una progressione meno impegnativa e alternativa al Cimon della Bagozza. E invece, quello che collega la località Cimalbosco (m. 1.550 m) al Passo di Valzellazzo (m. 2.016), non è un sentiero, bensì una via crucis dove espiare ogni declinazione di peccato. Verticale, totalmente assolato, tracciato probabilmente con l’accetta da chi considera superfluo l’aiuto dei tornanti nella progressione in montagna. Bisogna solo salire dritto, a testa china, senza tregua, tra un sasso scivoloso e uno scivolo di fango. Sono appena 620 metri di dislivello per 5,3 km, ma ve li dovete guadagnare tutti col sudore. L’unico conforto è il ristoro della Baracca al parcheggio, che accoglie gli escursionisti da 40 anni: birretta fresca e tagliere di formaggio e salumi, ma se arrivate presto e prenotate (cell. 3283016639) la mega grigliata è garantita!

E’ un sentiero da consigliare? Ni. Andateci solo se avete l’intenzione di pernottare in una struttura nuova e di moderna concezione con pannelli solari e impianto eolico e, soprattutto, non avventuratevi oltre il bivacco senza preparazione, allenamento ed attitudine alla progressione su sentiero esposto.

Consigliatissimi i bastoncini da trekking!

Altre escursioni in Val di Scalve


Il parcheggio: località Cimalbosco (m 1.550)

Lasciato l’abitato di Schilpario (BG), si prosegue verso il Passo del Vivione lungo la provinciale 294, che diventa via via sempre più stretta e tortuosa, un susseguirsi di tornanti dove è difficile il passaggio di due automobili contemporaneamente, a cui si aggiungono le moto e i ciclisti. In verità è un percorso molto bello nel bosco, semplicemente è da evitare nelle ore di maggiore affluenza. Il consiglio che vi diamo è di partire prestissimo in modo da arrivare non oltre le 8.30-9.00 nel weekend. Svariati posti auto sono disponibili lungo la strada tra il Rifugio Bagozza e La Baracca. Il sentiero parte prorpio dalla bacheca in legno posta lungo la curva.

parcheggio


Tappe del percorso

1° PARTE
Località Cimalbosco
(m. 1.550) –> sentiero 428 –> deviazione per sentiero 418 –> bivio col sentiero 428 –> sentiero 418 –> Passo di Valzellazzo (m. 2016)

2° PARTE
Passo di Valzellazzo (m. 2016) –> sentiero 418 –> bivio col sentiero 428 –> sentiero 428 –> sentiero 419 –> Località Cimalbosco (m. 1.550)

cartografica 418-428-106


1° PARTE: da loc. Cimalbosco (m. 1.550) al Passo di Valzellazzo (m. 2.016)

Appena sotto al Rifugio Bagozza, una bacheca in legno riporta la mappa della zona. Alla destra della bacheca, una palina segnaletica indica il sentiero 428 in direzione Passo Campelli (1h e 10′) e Rifugio Campione (1h e 30′). Seguitela.

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Trattasi di una strada bianca, percorribile anche da escursionisti non allenati o dai bambini.

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Superate la deviazione per il M.te Gardena (1h e 30′) mentre imboccate, poco più avanti a quota m. 1580 la deviazione per il sentiero 418 che porta al Passo Valzellazzo (2h). Il sentiero, almeno all’inizio, sembra una strada di servizio.

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Superati gli abeti, il sentiero inizia poi a salire con alcune svolte in un bosco di ontani. Questa parte del sentiero, essendo una zona molto umida, è spesso scivolosa e il sottobosco, particolarmente fitto, ostacola il cammino. Usciti dal bosco di ontani il paesaggio si apre e inizia ad assumere un aspetto più simile ad un panorama d’alta quota. Il clima freddo che caratterizza la zona favorisce la crescita di pini mughi e rododendri.

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L’ultima parte da affrontare è il ghiaione che porta infine al Passo di Valzellazzo (2016 m) e al bivacco don Giulio Corini. Al valico si può osservare, verso sud, parte della bella valle di Lozio (BS), mentre, verso nord, l’alta Val di Scalve (BG).

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il nostro consiglio è di salire ancora qualche metro sulla destra lungo il sentiero che prosegue verso il Passo del Lifretto per una visione aerea del passo e per dare una sbirciata al sentiero camuno 106 in ambedue le direzioni.

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Il Bivacco don Giulio Corini

La struttura, inaugurata solo nel settembre 2017, è di moderna concezione in quanto è dotata di pannelli solari e di un piccolo impianto eolico che forniscono energia elettrica a un fornello e all’illuminazione a led. L’interno è in legno e le pareti esterne sono dotate di doppio rivestimento in fibra di carbonio. Dispone di 6 posti letto su tavolati con altrettanti materassini e coperte, due tavoli, un fornello con piastra elettrica e alcune stoviglie. Manca l’acqua. Posto sul sentiero camuno n° 106, il bivacco don Corini è circa equidistante dal Bivacco della val Baione e dal Rifugio Laeng.

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2° PARTE: dal Passo di Valzellazzo (m. 2.016) alla loc. Cimalbosco (m. 1.550) al

Dal Passo di Valzellazzo (m. 2016) occorre scendere dal medesimo sentiero 218 dell’andata, attraversare il ghiaione, la zona a rododendri e pini mughi, la zona con sottobosco infestante e prestare attenzione al bivio per il sentiero 428 sulla sinistra. Finalmente si entra in un bel bosco ombroso e fresco, dove non c’è alcuna possibilità di perdersi. Seguite i bolli biancorossi sino al bivio con il sentiero 419 e imboccate questo sentiero sulla destra. L’escursione termina, ahimè in salita, al parcheggio della loc. Cimalbosco

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Dati riepilogativi del sentiero

Punto di partenza: Loc. Cimalbosco (BG)
Punto di arrivo: Passo di Valzellazzo
Quota minima: 1.476 m
Quota massima: 2.047 m
Dislivello: +/- 620 m
Distanza: 5,3 km
Percorso: anello parziale
Tempo in movimento: 2h e 10′ (A/R)
Tempo con le soste: 4h (A/R)
Pranzo: La Baracca

Per ricevere la traccia GPS scrivete a oggiescoblog@gmail.com

Sul Geoportale del CAI di Bergamo è possibile verificare il profilo altimetrico ed aprire e scaricare la mappa di questo e di altri sentieri orobici. Cliccare QUI

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Dove mangiare e pernottare

RIFUGIO CIMON DELLA BAGOZZA
24020 Schilpario BG
Telefono:
0346 56300 – 3493016270
Pagina Facebook
Profilo Instagram
Posti Letto: 20 – Posti Pranzo: 35 – Posti Tavola Esterni: 25 – Posti Locale Invernale: 20IMG_20190831_123308

LA BARACCA
SP294, 24020 Schilpario BG
Cellulare +39 328 301 6639

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