I racconti di OggiEsco. Una mattinata di inizio agosto di Manu-In-Metro

Riceviamo e volentieri pubblichiamo un racconto di Manu-In-Metro, intollerante alla noia e MM writer (nel senso che scrive proprio in metropolitana, mentre va al lavoro), con ironia.


UNA MATTINA DI INIZIO AGOSTO

H.8.30 mi sveglio con un sonno tossico dopo una veglia di circa 3 ore. Il vandalo è rimasto insonne dalle 2 alle 5 passate. Bevo un’intera caffettiera, gli do un biberon, lo cambio, lancio i vestiti alla 8enne, indosso qualcosa a caso anch’io e ci scapicolliamo giù dalla montagna con il passeggino, per la lezione di tennis.  Continua a leggere “I racconti di OggiEsco. Una mattinata di inizio agosto di Manu-In-Metro”

Dieci cose da fare e vedere in Valsugana. La selezione di OggiEsco

Se, come noi, partite da Milano, il tempo per arrivare a Castello Tesino in auto è di circa 3 ore abbondanti, quindi è possibile riempire la giornata con attività di avvicinamento alla vacanza vera e propria in modo da arrivare allo Chalet Maso Pino verso le 16.30, giusto in tempo per godervi il primo tramonto sull’altopiano del Celado.
Potete fare tappa, per esempio, allo splendido Castel Beseno (2h e 20′ da Milano), la più grande fortezza antica della regione a guardia della Valle dell’Adige (durata visita 1h e vista panoramica da urlo) e poi proseguire per Trento dove fare acquisti ai mercatini di Natale o pranzare (consigliatissimo il Ristorante Al Vo’).
Se state viaggiando di Sabato o Domenica, non potete perdervi l’Orrido di Ponte Alto (20′ dalla Fortezza), poco sopra Trento (aperto ahimè solo nel weekend). Tra l’altro proprio all’ingresso dell’Orrido esiste un’osteria emiliana favolosa dove pranzare (Osteria la Gnoccata). A questo punto siete già all’imbocco della Statale SS47 che attraversa la Valsugana in direzione Castello Tesino e potete fare sosta per un caffè al Lago di Caldonazzo.
Ecco la nostra selezione di escursioni da fare o cose da vedere nei dintorni del Maso Pino con cui abbiamo stipulato una convenzione per tutto il 2019.

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GIORNO 11: il Rifugio Carlo Semenza (2.020 m)

Nella zona dell’Alpago, una regione storico-geografica della provincia di Belluno meridionale, è possibile visitare parecchie malghe ma solo due rifugi, il Rifugio Carota a Pieve d’Alpago, raggiungibile in auto, e il Rifugio Semenza, a Tambre, raggiungibile con due ore di trekking. Scegliamo il secondo perchè, durante i nostri giri in canoa al centro del Lago di Santa Croce, il panorama sulle Prealpi Venete non sembrava niente male. E infatti.
Situato nell’alta Val de Piera a 2.020 m di quota, dal Rifugio Carlo Semenza si può ammirare tutta la sottostante valle fino alla fitta foresta del Cansiglio e non solo. Pochi metri ancora di camino e si arriva, infatti, alla Forcella Laste e al Bivacco invernale da dove poter abbracciare con lo sguardo le bellissime montagne del Friuli. La vista è, infatti, amplissima sulle Dolomiti Bellunesi e Carniche fino alle Alpi Giulie e soprattutto su tutto l’Alto Adriatico dalla Dalmazia alle lagune veneto-friulane. Dalla Forcella, poi, con altri 30′ di cammino si raggiunge la Cima del M. Laste (2247 m).
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GIORNO 10: Il Lago di Santa Croce in canoa

Stiamo boccheggiando in mezzo alla pianura trevigiana e il caldo è insostenibile come è normale che sia il 16 di agosto. Abbiamo bisogno di un bagno. Se vivi a Treviso e dintorni hai solo due opportunità per rinfrescarti: conquistare un ombrellone a Jesolo oppure raggiungere il lago di Santa Croce nella zona dell’Alpago, in provincia di Belluno. In tutta Jesolo non esiste un bagno dog friendly e mica possiamo lasciare la Yuma chiusa in casa mezza giornata. Ci mettiamo il costume, carichiamo la canoa ed impostiamo il navigatore verso la Baia delle Sirene, uno delle spiagge più belle del lago. La natura, probabilmente impietosita dalla vita grama che conducevano gli abitanti della pianura trevigiana,  innescò una frana che chiuse la Val Lapisina, bloccando la discesa del fiume Piave verso Vittorio Veneto e creando la Sella del Fadalto e il Lago di Santa Croce. Questo Lago è un dono della natura, mi ci gioco le mani. Ora, per effetto delle correnti d’aria che, passando attraverso la stretta zona del Fadalto aumentano la loro velocità, il Lago di Santa Croce è uno dei luoghi più ventosi dell’intera provincia di Belluno, attirando così prestanti appassionati di windsurf, kitesurf e vela.
Tanta roba.
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GIORNO 9: Riserva Naturale Regionale Foci dello Stella (UD)

È Ferragosto, anno 2018. Siamo nella pianura sparata veneta, il cielo è nuvoloso, la luce è malata, ha piovuto tutta la notte e Il Fabio, il mio uomo, credendo di aver già varcato la fresca porta dell’autunno, decide che è la giornata giusta per pagaiare in laguna e più precisamente alla Riserva Naturale Regionale Foci dello Stella, in Friuli Venezia Giulia. In questa riserva si fanno diverse attività: si pesca, si mangia, si beve (tanto), si va in barca e canoa e si fa bird watching. Una delle poche equazioni che ho imparato precocemente alle elementari è UCCELLI=INSETTI.  E infatti, dopo una sosta al Bar degli Sportivi di Precenicco, luogo popolato da rubicondi anziani che come medicina assumono spritz alle 9.45 di mattina (noi caffè), ci infiliamo in una stradina di campagna, parcheggiamo, apriamo la portiera e veniamo aggrediti da tre tafani che si mettono a ridere mentre chiamano gli amici per il party. Welcome to the Lagoon!


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GIORNO 8: Il Lago di Sauris (UD)

È la vigilia di Ferragosto e, nonostante tutti i nostri sforzi, dal Friuli dobbiamo andarcene perché qualcuno più avveduto di noi ha prenotato tutto il prenotabile: Hotel, Guesthouse, B&B, Alberghi diffusi. Abbiamo tutto il giorno per arrivare alla casa di Silea a Treviso, ma il meteo è apocalitico e non consente escursioni, quindi optiamo per un sopralluogo in auto alla scoperta del resto del FVG. Da quando sono arrivata a Forni di Sotto ho la curiosità di visitare il Lago di Sauris, cosicché il povero Fabio viene convinto a guidare verso il Passo Pura dal quale, attraverso un’area forestale quasi vergine, si scende per raggiungere il lago. Ad interrompere il nostro viaggio solo una Heidi ed un Peter, due ragazzini giovanissimi ma già alla guida della loro mandria di mucche al pascolo. È sbalorditivo quanto questo territorio sia poco colonizzato dall’uomo. Finalmente un po’ di suolo italiano non rovinato dalle brutture edificate dai geometri negli anni del boom economico. Continua a leggere “GIORNO 8: Il Lago di Sauris (UD)”

GIORNO 7 – Parco Naturale delle Dolomiti Friulane: il Rifugio Flaiban Pacherini (1.587m)

Nonostante le previsioni meteo incerte per il pomeriggio, tutto sembra indicarci la via dei monti: Il Fabio si è ripreso ed in cielo non c’è una nuvola. Pochi km di auto e siamo al ponticello sul Tagliamento di Andrazza, il più rurale dei tre nuclei storici di Forni di Sopra (UD) e punto di partenza del sentiero 362 per il Rifugio Flaiban Pacherini. Siamo a quota 837 m e dobbiamo arrivare a quota 1.587 m in alta Val di Suola in circa due ore. Siamo all’ingresso nord-orientale del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane, dal 2009 Patrimonio dell’Umanità.
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GIORNO 6: Alla scoperta del Tagliamento, il Re dei Fiumi Alpini

Nel giretto serale per i bisognini di Yuma ho alzato gli occhi al cielo e, dopo giorni di nuvolosità, ho scorto finalmente un cielo pieno di stelle. Qualche secondo di meraviglia e subito una stella cadente solca il cielo: “oddio…devo esprimere un desiderio…devo esprimere un desiderio…devo esprimere un desiderio!”. E niente, non me ne è venuto in mente neanche uno. Quanto dura il coupon di una stella cadente? Entro quando bisogna esprimere un desiderio? Io sono una riflessiva, mica mi si può mettere tutta sta fretta. Nel dubbio, prima di dormire, ne ho buttato lì uno: spérem che il Fabio guarisca perchè ho tanta voglia di sgambettare per monti. Mi sono risvegliata, quindi, con delle aspettative positive, ma la stella cadente era chiaramente scaduta perchè il Fabio l’era minga bon. Ci siamo limitati, quindi, al giretto della convalescenza, il Sentiero dei Guadi, che incrocia in più punti il fiume Tagliamento, chiamato anche il Re dei Fiumi Alpini per i suoi 170 km di canali intrecciati che lo rendono l’ultimo corridoio fluviale morfologicamente intatto delle Alpi. Continua a leggere “GIORNO 6: Alla scoperta del Tagliamento, il Re dei Fiumi Alpini”

GIORNO 5: Canoa al Lago di Centro Cadore

Abbandoniamo Claut (PD) sul presto con destinazione Forni di Sotto (UD) dove abbiamo trovato 3 giorni di disponibilità in un appartamento un po’ vintage, per non dire vecchio e brutto, a soli 56,00 euro al giorno. Ma prima dobbiamo tornare verso Longarone (BL) e da lì attraversare il Cadore. In auto comincio a percepire gli impulsi negativi che il Fabio emana ogni qual volta ci avviciniamo ai centri turistici affollati. Urge una sosta caffè e sigaretta, l’unica pratica in grado di dargli beneficio. Ci fermiamo così a Calalzo di Cadore (BL), incuriositi più che altro dal lago che visualizziamo su GMaps. E’ il Lago di Centro Cadore sito nell’Area Naturalistica Termale Archeologica di Làgole. Continua a leggere “GIORNO 5: Canoa al Lago di Centro Cadore”

GIORNO 2: Il Campanile di Val Montanaia

Al Rifugio Pordenone (1.249 m) ci siamo addormentati prestissimo, complice il fresco ritrovato dopo la tortura della calura della pianura trevigiana. Ho un vago ricordo di canti e chitarre, insomma di gente allegra con la forza di tirare almeno le 22, ora in cui nei rifugi alpini si spengono le luci. Abbiamo scoperto che Yuma ha una improvvisa gravidanza isterica, ha le tettine gonfie di latte e mi dorme appiccicata tutta notte con un odore inconfondibile di latte acido. Bene, ci mancava l’esperienza del cane depresso, in mezzo alle Dolomiti Friulane, prima di un’escursione impegnativa. Eh, ma mica è finita qui, c’è un altro imprevisto: uno degli scarponi di Fabio si è scollato, complici i 50°C raggiunti dal bagagliaio e dobbiamo inventarci qualcosa l’indomani. Continua a leggere “GIORNO 2: Il Campanile di Val Montanaia”