VGR Capitolo 5: La Grotta di Re Tiberio

Tutta l’area del Parco della Vena del Gesso Romagmola è importantissima dal punto di vista del carsismo ipogeo (sotterraneo), con sistemi carsici complessi ed estesi (LEGGI IL CAPITOLO 1).

Per chi fosse interessato ad avvicinarsi al meraviglioso mondo della speleologia, la Grotta del Re Tiberio, una ex risorgente carsica di estremo interesse archeologico, costituisce una valida proposta poichè offre tre gradi di esplorazione. La Grotta di Re Tiberio si trova a Borgo Rivola- Riolo Terme (RA)

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Alla scoperta della Valchiusella sull’antica via dei Cantoni

Sono quasi le tre del pomeriggio quando ci alziamo da tavola, diamo un’ultima occhiata alla vista del Lago di Alice dalla terrazza de “Il Pontile” e partiamo alla volta di Fondo, frazione di Traversella, che dista soltanto una mezz’ora di auto. La formazione tipica durante i nostri trasferimenti è questa: Il Fabio, alla guida, controlla il percorso sul navigatore del telefono mentre io smanetto sul mio smartphone per raccogliere più informazioni possibili sulla destinazione. E niente, ci si apre un mondo. Risaliamo una aspra valle a “V”, integra e severa, abbandonando la parte più collinare e lasciandoci alle spalle la Serra di Ivrea, ormai convinti che stiamo raggiungendo un posto figo. E così è. Ci aspetta la Cascata, detta del Ribordone, e la marmitta dei giganti del torrente Burdeiver, due ponti romanici in pietra a dorso di mulo ed un sentiero di collegamento tra 12  antichi borghi (Canton) caratterizzati da piccole costruzioni in pietra (baiti). Questo sentiero prende proprio il nome di antica Via dei Cantoni e noi ne abbiamo percorso un piccolo tratto ad anello, da Fondo (1.074 m) sino a Tallorno (1.222 m), 5 km per 230 m di dislivello in due ore di cammino. Arriviamo a Fondo, parcheggiamo l’auto in prossimità della chiesa e lo spettacolo ha inizio con il primo dei ponti romanici, una splendida struttura del 1727, costruita sul fiume Chiusella sulle rovine di un ponte più antico distrutto da un’alluvione. Il ponte separa e collega le caratteristiche abitazioni civili, poste sulla sponda sinistra, dalla Chiesa di San Bernardo di Mentone (1630), canonica,  cimitero e vecchia casa municipale, posti sulla sponda destra.
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GIORNO 3: La Riserva Naturale Forra del Torrente Cellina: Trenino Turistico, Ponte Tibetano e SkyWalk

La Forra del Torrente Cellina è una delle più belle e spettacolari Riserve Naturali del Friuli Venezia Giulia. E’ costeggiata da una strada asfaltata, conosciuta come la Vecchia Strada della Valcellina, oggi dismessa per la sua pericolosità, ma un tempo unica forma di collegamento tra la valle (Barcis) e la pianura (Montereale Valcellina). Le acque cristalline del torrente Cellina, con sfumature che vanno dall’acquamarina al verde smeraldo, hanno scavato nelle rocce calcaree del Cretacico un canyon profondo, il maggiore della regione e tra i più spettacolari in Italia. Oggi la Vecchia Strada della Valcellina è percorribile solo a piedi o con l’ausilio del Trenino Valcellina, servizio istituito nel 2016 e che conta più di 13.000 fruitori ogni anno, soprattutto famiglie con bambini. Da non perdere, sul percorso, il Ponte Tibetano sospeso sulla forra (Euro 3,00 comprensivo di attrezzatura di sicurezza) e lo SkyWalk del Dint, passerella in acciaio sospesa nel vuoto al di sopra della forra (visita gratuita).
E’, quindi, facile intuire come questa sia una delle mete turistiche friulane più conosciute ed apprezzate da visitatori provenienti da ogni parte del mondo. Naturalmente noi ci siamo andati. Ecco come è andata.

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GIORNO 1: la Diga del Vajont e il Rifugio Pordenone

Prima tappa: la Diga del Vajont

A Treviso abbiamo trascorso una notte infernale per il caldo, causa condizionatore scarico. Partiamo di buona lena con la recondida speranza di trovare un po’ di refrigerio salendo il più possibile in quota. Superiamo la zona dell’Alpago e risaliamo la valle del Piave fino alle porte del Cadore. Siamo ancora in Veneto, in provincia di Belluno.  La prima meta della nostra vacanza è Longarone, paese ai piedi della Diga del Vajont, nota per l’omonima tragedia che colpì proprio il paese di Longarone la notte del 9 ottobre 1963 alle 22.45.
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Valchiavenna: La Mulattiera del Benefattore di Gordona

Quella che vi presentiamo oggi è un’escursione facile ma bella da ogni punto di vista: percorribilità, panorama, storia. Vi accompagneremo alla scoperta della “strèda de scèrman”, cioè strada di Cermine, meglio conosciuta come “la Mulattiera del Benefattore”, e lo faremo attraverso “LA MÜLATIERA”, una poesia del poeta Agostino De Agostini, detto “Fanada”, rigorosamente in dialetto gordonese.
Siamo in Valchiavenna, a
ppena sopra Gordona (SO), sulla la strada che porta alla Val Bodengo, famosa in tutto il mondo per tre fantastici percorsi di canyoning a difficoltà crescente. Lasciata l’auto in prossimità della Trattoria Dunadiv, si diparte una delle più belle mulattiere della Val Chiavenna che, in un’ora e mezza circa, vi condurrà all’Alpe Cermine per regalarvi un favoloso scorcio del Pizzo di Prata (2.727 m).
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Il Torrazzo di Cremona

E’ una Domenica di gennaio. Ci svegliamo coccolati dal tepore del piumone e manca la voglia di affrontare il freddo di una giornata di trekking in montagna. Yumetta sbadiglia e si stiracchia lunga in mezzo a noi, annusa la nostra pigrizia e capisce che non è giornata da supereroi, quindi torna sotto le coperte. Che si fa? Si tira sera col libro sul divano o facciamo una gita da qualche parte? A Cremona ci sei mai stata? No e tu? Dai, usciamo. Colazione comoda, navigatore impostato su Cremona Centro e si va, senza guida e senza pensieri.

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In viaggio verso la Slovenia: Palmanova, Cividale del Friuli e il fiume Natisone

Erano le 4 di mattina quando ci svegliammo abbracciati alla nostra sagoma di sudore che aveva preso vita propria nella notte tra lenzuola. Yuma (il nostro jack russel), sotto di noi, ansimava come un facocero, sdraiata sulle piastrelle in cerca di refrigerio. Quella mattina decidemmo drasticamente di scappare dalla Marca Trevigiana, una sorta di graticola dove, in agosto, la temperatura non scende mai sotto i 30°C, neanche di notte. E’ così che è nato il nostro viaggio in Slovenia, avevamo semplicemente bisogno di dormire una notte al fresco del nord.
Da Treviso al nord della Slovenia, ai piedi del Monte Triglav, ci sono solo 200 km, 3h e 20′ senza soste se si opta per guidare lungo strade secondarie. Abbiamo trovato rapidamente un’appartamento su booking a Ratecě, vicino Kraniska Gora, famosa per il suo trampolino sciistico delle olimpiadi invernali. Ci siamo messi presto in auto,  senza fretta, approfittando di un’intera giornata di trasferimento per scoprire “cose”. Dopo questo viaggio ho maturato un suggerimento di weekend lungo o mini vacanza nella zona compresa tra Palmanova e Caporetto.
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Canoa lungo il fiume Sile (TV)

Reduci da indimenticabili escursioni in canoa nelle Gorges de l’Ardèche e Gorges du Tarn in Francia, ci siamo messi alla ricerca di operatori turistici in grado di organizzare escursioni fluviali in Italia, fornendo al tempo stesso una canoa a noleggio (non avevamo ancora acquistato la canoa gonfiabile). Abbiamo dovuto fare i conti con la realtà nostrana perchè la pratica di andare in canoa/kayak in Italia è considerata un’attività di nicchia riservata ai soci iscritti ai pochi club esistenti. Le offerte sono davvero limitate. A Casale sul Sile (TV), esite un’organizzazione, la Travelsport, che ha un Outdoor Center proprio nel cuore del Parco Naturale del Sile, uno dei fiumi di risorgiva più lunghi d’Europa. Ebbene, la Travelsport è in grado di fornire canoe e kayak per una pagaiata sia individuale che di gruppo. Noi abbiamo affittato una canoa in resina da due posti. Ecco come è andata.
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