I TREKKING DELLA GRANDE GUERRA: IL PASSO BROCON

Il passo Brocon (1.616 m) è un valico alpino situato nel Trentino orientale, nel comune di Castello Tesino (TN). E’ un ampio altopiano che collega la Valle del Vanoi con l’altopiano del Tesino e con la Val Senaiga. Dal passo Brocon parte la più classica escursione della zona, il “Trodo dei Fiori” (trodo=sentiero), un sentiero botanico che conduce in cresta sino al Col della Boia, lungo il quale studiare più di 300 specie di fiori nella stagione opportuna (non a caso il Passo Brocon deve il suo nome all’Erica Carnea L. volgarmente detta “brocon”).
A circa 2,5 km in direzione di Castel Tesino, gli impianti sciistici Ski Lagorai Funivie garantiscono l’attività durante tutta stagione grazie all’innevamento artificiale.
Quando, il 29 dicembre 2018, partiamo da Castel Tesino ed arriviamo agli impianti sciistici, troviamo decine di auto parcheggiate e centinaia di sciatori in coda e scambiamo ingenuamente gli impianti col Passo Brocon. La nostra escursione nasce, quindi, da un errore clamoroso. In modo del tutto casuale, abbiamo sperimentato una variante alternativa del “Trodo dei Fiori”, che consigliamo ai più avventurosi. Ecco come è andata.


IL FRONTE ITALO-AUSTRIACO

Il 28 luglio 1914, l’Austria dichiara guerra alla Serbia. All’epoca il Trentino faceva parte dell’Impero austroungarico ed il confine tra Regno d’Italia e Impero austroungarico corrispondeva pressappoco a quello attuale tra Trentino e Veneto. Nel 1914 più di 55.000 trentini vennero richiamati alle armi contro l’esercito russo ed inviati in Galizia (tra Polonia e Ucraina), dove combatterono e molti dei quali vennero fatti prigionieri, (più di 11.500 morirono). L’Italia entra in guerra contro l’Austria l’anno successivo, il 24 maggio del 1915, con la speranza di portarle via i territori del Tirolo meridionale, di Trieste e Gorizia, dell’Istria e della Dalmazia. L’Austria è logorata dalla guerra contro la Russia e sebbene arruoli anche gli ultimi uomini trentini rimasti,  minorenni e con più di 50 anni, non dispone di forze sufficienti per difendere la linea di confine nel Trentino orientale. Allora arretra, concede terreno all’Italia, che occupa il territorio nell’estate del 1915.  Per due anni questa sarà solo una sicura seconda linea.
In reatà l’Austria, premeditando il conflitto, si era già portata avanti col lavoro, realizzando opportune strade camionabili, prima fra tutte la strada camionabile del Passo Brocon, realizzata a partire dal 1905 proprio a scopo militare ed inaugurata nel 1908, che permise il collegamento diretto fra la Valsugana e il distretto di Primiero. Per ricordarne la costruzione, le ditte che realizzarono i lavori eressero al Passo un Monumento in granito a forma di obelisco, successivamente dedicato a degli alpini italiani travolti da una valanga nel marzo del 1916 mentre portavano rifornimenti ai commilitoni isolati dalla neve sul Col della Boia.
Tutti i sentieri e le mulattiere che si snodano dal Passo Brocon al Col della Boia, così come le gallerie scavate in costa al rilievo, sono di natura militare e legate alla Grande Guerra nel periodo dell’occupazione italiana, probabilmente costruite dai soldati del battaglione della 58° fanteria che occuparono Castello Tesino il 30 maggio 1915 a seguito della fulminea quanto incruenta avanzata dell’esercito italiano. Testimoniano, ancora oggi, il lavoro di consolidamento di queste posizioni di retrovia ad immediato ridosso di un vero fronte difficile, cioè quello inchiodato fra il 1915 ed il 1917 sulle vicine cime del Lagorai. La situazione sul Brocon rimase pressoché immutata fino all’autunno del 1917, quando, a causa della sconfitta subita a Caporetto, l’esercito italiano fu costretto alla ritirata sul monte Grappa e sul Piave. In Valsugana ritornarono gli austriaci sino al tardo 1918, fine della Grande Guerra.

APPROFONDIMENTI

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DESCRIZIONE DEL TREKKING – PRIMA PARTE

Funivie Lagorai (1609 m) –> gallerie (1900 m) –> Col de la Boia (2065 m) –> percorso in cresta (Trodo dei fiori) –> Passo Brocon (1616 m)

Pronti all’avventura? Allora parcheggiate dove potete in una delle numerose aree a disposizione di fronte alle Funivie Lagorai. Salite al primo piano delle Funivie e fatevi un’abbondante colazione, cercando di sopravvivere alla calca degli sciatori.
In corrispondenza della palina in legno con le indicazioni per la Malga Cavallara, cominciate a risalire, un po’ a caso e con grande fatica, il versante ripidissimo di fronte agli impianti.
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Io ricordo ancora il mio stato confusionale durante tutta la salita, alternando due passi in alto a due minuti di fiatone. Il versante ha una pendenza elevata e terreno sconnesso per via delle zolle d’erba e provoca allucinazioni mistiche. Dovete spararvi 300 metri di dislivello così, zitti e muti, concedendovi al massimo qualche imprecazione, tanto non vi sente nessuno.

Nonostante tutto ce l’ho fatta, sono la quinta sopravvissuta a questo massacro in un gruppo di quindici (gli altri sono tornati indietro) e quando sento il Fabio urlare “le gallerieeeee”, capisco che non sono morta. Siamo sotto al Col della Boia e scopriamo un reticolo incredibile di cunicoli comunicanti che consentono di entrare ed uscire in punti diversi in costa al rilievo. Siamo a circa 1900 metri e la lucidità ritrovata ci consente di ammirare dietro di noi gli impianti in funzione sotto alla cima del Monte Agaro, l’escursione che abbiamo programmato per il primo giorno dell’anno. La vista dalle gallerie è bellissima.
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Alle gallerie ci si riallaccia ad un comodo sentiero che, in mezz’ora, porta su al Col de la Boia (2065 m). Da qui si continua sul sentiero di cresta (Trodo dei Fiori), dentro una trincea fino al punto in cui occorre prendere il sentiero in discesa che, su pratoni, porta al Passo Brocon (le paline in cresta danno il tratto Col De la Boia-Passo Brocon in 1 h e 15′). La vista in cresta spazia a 360° sulle Pale di San Martino, il Lagorai, la Marmolada, il Monte Coppolo, il vicino Monte Agaro e le Vette Feltrine.
L’escursione che, per il semplice dislivello, sembra una passeggiata, è stata una vera avverntura più che altro per il vento gelido che spirava così forte da risultare abrasivo come carta vetro per i cristalli di ghiaccio sparati in velocità. Da lì a poco gli impianti sciistici sono stato chiusi per sicurezza.

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DESCRIZIONE DEL TREKKING – SECONDA PARTE

Passo Brocon (1616 m) –> Funivie Lagorai (1609 m)

Dopo un’ottima pausa pranzo all’Albergo Pizzo degli Uccelli, abbiamo preso il sentiero che scende a lato dell’Albergo Passo Brocon e che costeggia più o meno la strada. Tuttavia, per via dei numerosi tronchi sul sentiero, abbattuti dal vento di ottobre 2018, siamo stati costretti a ricercare passaggi alternativi al sentiero ufficiale, con non poche difficoltà.
Dovete orientarvi e tenere bene in mente la posizione delle Funivie Lagorai, visto che vi muoverete un po’ a casaccio. Scendete lungo il fiume e ad un certo punto al bivio risalite il sentiero sulla destra. Siete quasi alla fine del percorso e da lì a poco vi troverete a costeggiare le piste per ritornare al parcheggio.

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RIEPILOGO DATI ESCURSIONE

Dislivello in salita e discesa: 655 m
Quota di partenza: 1.471 m
Quota di arrivo: 2.041 m
Distanza percorsa: 7 km
Tempo in movimento: 2h e 33′
Tempo escursione con sosta pranzo e visite alle gallerie: 5h

Vuoi ricevere la traccia GPS di questo percorso? Scrivi a oggiescoblog@gmail.com

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DOVE MANGIARE:

Albergo Pizzo Degli Uccelli
Loc. Passo Brocon, 38053 Castello Tesino TN
Telefono: 339 228 1103
SITO WEB
Cucina ottima e cani ammessi solo nell’area del bar dove è possibile comunque pranzare (il ristorante di fronte non ammette cani anche al bar)

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DOVE DORMIRE

Chalet Maso Pino

franchinifausto@gmail.com
cell. 335.1979389
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