Il Monte Canto tra storia, vigne ed oliveti

Al margine occidentale della provincia di Bergamo, in Lombardia, vi è un territorio dalla forma di triangolo rovesciato, delimitato ad est dal fiume Adda, ad ovest dal fiume Brembo e a nord da una dorsale lunga 7,5 km, larga 2 km ed alta 710 metri, ricca di facili sentieri percorribili da chiunque e in qualunque stagione. Il terriorio “triangolare” è la cosidetta Isola Bergamasca mentre la dorsale è il Monte Canto, meta della nostra escursione di oggi. Se camminate da poco o volete riprendere a camminare, se siete fuori forma e siete alla ricerca di un percorso modesto in termini di dislivello, estensione e tempo di percorrenza, continuate a leggere, perchè fa proprio al caso vostro. Tutti i sentieri del Monte Canto sono percorribili anche in MTB e i bikers sono quasi più numerosi degli escursionisti.
Quali emergenze incontrerete sul sentiero: la diroccata Cascina di San Bartolomeo, i ruderi del Borgo del Canto, la Chiesetta di Santa Barbara, l’Agriturismo Cavril e la splendida Abbazia di San’Egidio in Fontanella.
3d_5 Continua a leggere “Il Monte Canto tra storia, vigne ed oliveti”

Rich Watching in canoa: istruzioni per l’uso

Che cos’è il Rich Watching?

Viaggiando in macchina sulle strade panoramiche che costeggiano le sponde dei grandi laghi del Nord Italia, Como e Maggiore in primis, si intuiscono “cose”. Le tracce sono: un cancello d’ingresso monumentale, le cime di alberi secolari, scorci di prati curatissimi, tetti di edifici dalle tegole scolorite sui quali spiccano pinnacoli decorativi, torrette Liberty. Le “cose” sono le ville signorili d’epoca in riva al lago. Ma la macchina corre, non ci si può fermare, e in ogni caso la vista è ostacolata da siepi, recinzioni o alberi. Insomma, zone off limits anche al solo sguardo.

Per anni ci è rimasto nel cassetto il sogno di vedere il lato nascosto di queste meraviglie appena intuibili dalla strada. Finché un giorno, mentre progettavamo un’escursione in canoa ci è venuta l’idea: andiamo a spiare con la canoa le ville dei ricchi che sono in riva al lago!

E Rich Watching fu.
Continua a leggere “Rich Watching in canoa: istruzioni per l’uso”

Triangolo Lariano: il Monte Palanzone

C’è ancora qualcuno che non è salito sul Monte Palanzone? Noi, sino a Sabato scorso, giuro. Nella testa di ciascun escursionista, un bel giorno, si fa largo l’idea che fare un trekking facile, magari sotto casa, senza una vera cima rocciosa da raggiungere o senza la sfida dei mille metri di dislivello, sia da sfigato. Abbiamo tutti un portfolio di gite tappabuchi, quelle che ci teniamo buone per il dopo influenza o per il periodo di recupero dopo una distorsione. E senza mezzi termini, la salita al Palanzone è una di queste. Viene considerata insindacabilmente una gita da pensionati, tuttavia, a causa della nefasta congiuntura economica che ha trasformato il pensionato in una sorta di figura mitologica, decine di escursioni sfigate sono state riabilitate, semplicemente perché i pensionati non esistono più. Battutacce  a parte, vogliamo spiegarvi il motivo del perché anche un escursionista giovane, sano e forte, dovrebbe salire almeno una volta sul Monte Palanzone: il panorama.
Continua a leggere “Triangolo Lariano: il Monte Palanzone”

Lario: l’antica strada Perledo-Esino. Quando sugli accordi vigilavano oltre ai notai pure i santi.

Il team di OggiEsco, in compagnia degli amici di Pimpa Trek, è stato nel Parco Regionale della Grigna Settentrionale e per l’esattezza nella Val d’Esino, una fertile valletta, con una buona esposizione al sole tutto l’anno, situata tra la Valsassina e il Lago di Como. L’ottima esposizione conferisce a questo territorio un piacevole microclima che lo rende idoneo alla coltivazione dell’olivo. E’ facile intuire, quindi, come sia ideale anche per le passeggiate invernali. Ecco come è andata.
img_20190113_113457

Continua a leggere “Lario: l’antica strada Perledo-Esino. Quando sugli accordi vigilavano oltre ai notai pure i santi.”

I TREKKING DELLA GRANDE GUERRA: IL PASSO BROCON

Il passo Brocon (1.616 m) è un valico alpino situato nel Trentino orientale, nel comune di Castello Tesino (TN). E’ un ampio altopiano che collega la Valle del Vanoi con l’altopiano del Tesino e con la Val Senaiga. Dal passo Brocon parte la più classica escursione della zona, il “Trodo dei Fiori” (trodo=sentiero), un sentiero botanico che conduce in cresta sino al Col della Boia, lungo il quale studiare più di 300 specie di fiori nella stagione opportuna (non a caso il Passo Brocon deve il suo nome all’Erica Carnea L. volgarmente detta “brocon”).
A circa 2,5 km in direzione di Castel Tesino, gli impianti sciistici Ski Lagorai Funivie garantiscono l’attività durante tutta stagione grazie all’innevamento artificiale.
Quando, il 29 dicembre 2018, partiamo da Castel Tesino ed arriviamo agli impianti sciistici, troviamo decine di auto parcheggiate e centinaia di sciatori in coda e scambiamo ingenuamente gli impianti col Passo Brocon. La nostra escursione nasce, quindi, da un errore clamoroso. In modo del tutto casuale, abbiamo sperimentato una variante alternativa del “Trodo dei Fiori”, che consigliamo ai più avventurosi. Ecco come è andata.
Continua a leggere “I TREKKING DELLA GRANDE GUERRA: IL PASSO BROCON”

Dieci cose da fare e vedere in Valsugana. La selezione di OggiEsco

Se, come noi, partite da Milano, il tempo per arrivare a Castello Tesino in auto è di circa 3 ore abbondanti, quindi è possibile riempire la giornata con attività di avvicinamento alla vacanza vera e propria in modo da arrivare allo Chalet Maso Pino verso le 16.30, giusto in tempo per godervi il primo tramonto sull’altopiano del Celado.
Potete fare tappa, per esempio, allo splendido Castel Beseno (2h e 20′ da Milano), la più grande fortezza antica della regione a guardia della Valle dell’Adige (durata visita 1h e vista panoramica da urlo) e poi proseguire per Trento dove fare acquisti ai mercatini di Natale o pranzare (consigliatissimo il Ristorante Al Vo’).
Se state viaggiando di Sabato o Domenica, non potete perdervi l’Orrido di Ponte Alto (20′ dalla Fortezza), poco sopra Trento (aperto ahimè solo nel weekend). Tra l’altro proprio all’ingresso dell’Orrido esiste un’osteria emiliana favolosa dove pranzare (Osteria la Gnoccata). A questo punto siete già all’imbocco della Statale SS47 che attraversa la Valsugana in direzione Castello Tesino e potete fare sosta per un caffè al Lago di Caldonazzo.
Ecco la nostra selezione di escursioni da fare o cose da vedere nei dintorni del Maso Pino con cui abbiamo stipulato una convenzione per tutto il 2019.

Continua a leggere “Dieci cose da fare e vedere in Valsugana. La selezione di OggiEsco”

Val Brembana medioevale: da Cornello dei Tasso ad Oneta sull’antica via Mercatorum.

La Strada Provinciale che percorre la Val Brembana da Bergamo sino a Lemma, poco dopo San Giovanni Bianco e prima di immettersi in galleria, presenta una deviazione a destra verso una stradina a picco sul Brembo. Un cartello segnaletico recita Camerata Cornello Km 1.  Molti turisti probabilmente si fermano prima, alle bellissime Terme di San Pellegrino. Certo, il nome di Camerata è assai poco felice e manca un cartello segnaletico che indichi la presenza di un’emergenza storico-culturale, fatto sta che, arrivati alla galleria, si tira dritto senza incertezze.  Ecco, la prossima volta che capiterete in Val Brembana, rallentate, mettete la freccia e infilatevi in quella stradina poco invitante, perchè la moderna viabilità ha tagliato fuori e preservato dalle grandi trasformazioni urbanistiche uno dei borghi medioevali più belli d’Italia. Benvenuti a Cornello dei Tasso, patria dei precursori del servizio postale europeo.

Continua a leggere “Val Brembana medioevale: da Cornello dei Tasso ad Oneta sull’antica via Mercatorum.”

Il Sentiero Rotary alla scoperta dei luoghi manzoniani

Devo fare una confessione abominevole: io ho odiato profondamente Alessandro Manzoni. Costretta a frequentare a tempo pieno lugubri scuole private cattoliche, in realtà più simili a collegi monastici, ho perso precocemente la fede a 12 anni, il 24 agosto 1985, quando mi arrivarono le prime mestruazioni e mia nonna materna mi segregò per cinque giorni nella casa di campagna fino alla liberazione avvenuta ad opera dei miei genitori, atei risolti. Ero divenuta ai suoi occhi carne impura marchiata dai segni evidenti del peccato originale: il sangue. Con questa infelice iniziazione al mondo delle donne adulte avevo davanti due possibilità: una vita da frustrata oppure l’autodeterminazione femminile. Scelsi la seconda. Per cui, quando al secondo anno di Liceo Scientifico, mi toccò aprire, leggere e studiare “I Promessi Sposi”, tutte le mie frustrazioni da neofemminista acerba si riversarono su Lucia.

Continua a leggere “Il Sentiero Rotary alla scoperta dei luoghi manzoniani”

Da Torno a Montepiatto: il mistero dei massi avelli

I laghi Briantei a sud e i due rami del Lago di Como ad est e ad ovest, delimitano il confine di un vasto territorio, definito Triangolo Lariano. In quest’area è stata rinvenuta la più alta concentrazione di “massi avelli” (circa 32 accertati), ossia misteriose tombe ad inumazione, a forma di vasca, scavate nei cosiddetti massi erratici, grosse pietre di origine glaciale.
Composti prevalentemente da “ghiandone”, una granodiorite a fenocristalli di K-feldspato proveniente dalla Val Masino, i massi erratici destarono subito interesse nell’uomo che colonizzò questo territorio, per l’evidente difformità petrografica rispetto alle rocce sedimentarie locali, per la loro grande dimensione, per l’abbondanza e diffusione che li rese dapprima “magici” e poi utili materiali da costruzione. Alla prima fase, quella magica appartengono i “massi avelli”. Successivamente, a partire dall’epoca romana, grazie alle loro ottime caratteristiche meccaniche e di durevolezza, queste pietre furono impiegate in molte città lombarde. A Milano, per esempio, se ne trovano nell’anfiteatro romano, nei pilastri della Loggia dei Mercanti e negli archi di Porta Nuova (XIII secolo). Ma all’occhio degli escursionisti lombardi più attenti, non sfuggirà la diffusione del ghiandone nelle fontane, nei lavatoi, nelle chiavi di volta degli antichi portoni disseminati lungo i vari sentieri.
Quella che vi presentiamo oggi è, quindi, un’escursione di notevole interesse geologico, storico e paesaggistico, per lo pù premiata da una doverosa sosta enogastronomica al Crotto Montepiatto che ha rinnovato la gestione a maggio 2018.
Partenza da Torno (CO), direzione Piazzaga, Montepiatto e rientro a Torno, lungo un’anello di 8,5 km.
GHIANDONE BELLO Continua a leggere “Da Torno a Montepiatto: il mistero dei massi avelli”

VGR Capitolo 5: La Grotta di Re Tiberio

Tutta l’area del Parco della Vena del Gesso Romagmola è importantissima dal punto di vista del carsismo ipogeo (sotterraneo), con sistemi carsici complessi ed estesi (LEGGI IL CAPITOLO 1).

Per chi fosse interessato ad avvicinarsi al meraviglioso mondo della speleologia, la Grotta del Re Tiberio, una ex risorgente carsica di estremo interesse archeologico, costituisce una valida proposta poichè offre tre gradi di esplorazione. La Grotta di Re Tiberio si trova a Borgo Rivola- Riolo Terme (RA)

Continua a leggere “VGR Capitolo 5: La Grotta di Re Tiberio”