Lo spartiacque orobico dal Passo San Marco al Passo di Salmurano

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Due passi orobici, una forcella, due laghi artificiali, tre laghetti alpini, rivoli d’acqua abbondanti con cui rinfrescarsi, fioriture abbondanti e variegate, una balconata sulle cime del gruppo Masino-Bregaglia e Disgrazia, decine di metri di trincee della Linea Cadorna, antiche vie commerciali e per finire un rifugio che serve prosecco. What else? Eppure noi qui non ci avevamo mai messo piede e probabilmente non siamo neppure gli unici. In 8 ore di trekking abbiamo incontrato più marmotte che escursionisti, anche se dobbiamo ammettere che qui di marmotte ce ne sono davvero tante, peraltro grasse ed impavide. L’anello si mantiene per lo più in quota intorno ai 2.000 m, eppure il dislivello accumulato nei numerosi sali e scendi, alla fine, conta un bilancio di più di 1.000 metri di dislivello che, sommati ai 16 km di sviluppo, investe questa gita di dignità escursionistica. Insomma, è una bella faticaccia per il camminatore normodotato, ma di grande soddisfazione. Continuate a leggerci e, probabilmente, pianificherete qui la vostra prossima escursione.


Brevi cenni storici

La partenza ha luogo nei pressi del Passo S. Marco, esattamente al Rifugio Ca’ S. Marco (1.830 m), uno dei più antichi rifugi delle Alpi, edificato nel 1593 come posto di guardia per proteggere i confini della Repubblica di Venezia, di cui porta tuttora il nome del santo Patrono, appunto San Marco. Eh sì, come avete intuito, siamo sulla VIA PRIULA, un’importante via commerciale aperta in soli due anni (1590-1592) per volontà di Alvise Priula, Podestà veneto di Bergamo, al fine di  collegare la Valtellina alla pianura lombarda da Morbegno (SO) sino a Bergamo, ma senza passare nei territori del rivale Ducato di Milano.

Ancor prima della Priula, il vecchio tracciato della VIA MERCATORUM collegava Bergamo a Morbegno tramite il Passo del Verrobbio (2.026m), cioè la prima tappa del nostro trek (leggi anche “Val Brembana medioevale: da Cornello dei Tasso ad Oneta sull’antica via Mercatorum“).

Infine, sempre al Passo del Verrobbio, sono visitabili i manufatti meglio conservati di tutto il tratto orobico della LINEA CADORNA.

Non solo panorami, geologia e prosecco, quindi. Questo trekking offre anche diversi spunti di approfondimento storico. Tanta roba insomma.

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Il parcheggio (1.830 m)

E’ possibile parcheggiare comodamente nel piazzale antistante il Rifugio Ca’ S. Marco (1.830 m). Per chi, come noi, arriva dalla val Brembana, parcheggiare sarà un gesto liberatorio dopo una dozzina di ripidi tornanti che consentono di guadagnare velocemente dislivello sino al rifugio. Il parcheggio è gratuito.
Potete impostare GMaps cliccando QUI.

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Tappe del percorso

Rifugio Ca’ S. Marco (1.830 m) –> sentiero CAI 161 –> Passo del Verrobbio (2.026m) e trincee della Linea Cadorna –> Laghetto del Verrobbio –> forcella del Forcellino (circa 2.100m) –> Lago di Pescegallo (1.862m) –> Rifugio Salmurano (1.848m) –> Passo di Salmurano (2.017m) –> sentiero CAI 101 –> deviazione sentiero CAI 109 per i Laghi di Ponteranica (2.109 – 2.115m) –> rientro sul sentiero CAI 101 –> Piano dell’Acquanera (1.780 m) –> sentiero CAI 161 –> Rifugio Ca’ S. Marco (1.830 m)

Passo San Marco Mappa riepilogativa con traccia


1° tappa: dal Rifugio Ca’ S. Marco al Passo del Verrobbio

Il sentiero CAI 161 parte leggermente in discesa dal Rifugio Ca’ S. Marco esattamente tra i due piloni dell’alta tensione. Seguite le indicazioni per il Passo del Verrobbio/Trincee della Linea Cadorna.

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Ad un certo punto incrocerete una deviazione in discesa sulla sinistra. E’ il sentiero CAI 101 che porta prima al Piano dell’Acquanera e poi al Passo Salmurano, è il sentiero del ritorno. Ignorate la deviazione e procedete, quindi, in salita verso il Passo di Verrobbio, peraltro già ben visibile dal Rifugio.

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L’ampia conca glaciale consente di spaziare con lo sguardo sino al Lago di Valmora (1.544m), il primo dei due laghi artificiali che incontreremo in questo trek. Questo lago si è generato grazie allo sbarramento del suo principale affluente, il torrente Brembo di Averara, mediante una diga costruita nell’anno 1953.

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Si arriva al Passo del Verrobbio (2.026m) dopo un’oretta di cammino a passo lento, fortunatamente rinfrescati dai numerosi rivoli d’acqua che consentono anche ai bambini ed ai cani di superare questo tratto assolato. Siamo sullo spartiacque orobico e finalmente possiamo dare uno sguardo al versante valtellinese, qui rappresentato dalla Val di Bomino (sentiero per Nasoncio 2 ore). Cominciano ad intravedersi in lontananza le cime del versante occidentale della Val Chiavenna e della Valle Spluga. Vedrete spesso dei bolli biancorossi con l’acronimo GVO perchè state camminando sulla spettacolare Gran Via delle Orobie. In 30 min potete raggiungere il Monte Verrobbio ma attenzione perchè è un sentiero EE (Escursionisti Esperti). Il nostro consiglio è di risparmiare le forze concedendovi una visita alle trincee e fortificazioni militari della Linea Cadorna (curiosa è una cavità nella roccia per osservare il versante di Val Bomino)  e poi scendere sulla sinistra seguendo le indicazioni per il Lago di Pescegallo (1 ora). Pochi metri sotto, infatti, c’è il primo premio della giornata, il laghetto del Verrobbio, una piccola perla dove è consigliato un pediluvio rilassante. Chi ha dei bambini che camminano poco, può concludere il trek qui al laghetto per poi fare rientro al rifugio per il pranzo. In estate l’acqua ha una temperatura accettabile per giocare un po’ con l’acqua.

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2° tappa: dal Passo del Verrobbio (2.026m) al Rifugio Salmurano (1.848m)

Proseguiamo, quindi, sul sentiero CAI 161 in discesa verso il delizioso laghetto che costeggiamo sulla destra, per risalire verso la forcella del Monte Forcellino, prima su balze erbose, poi su un corpo franoso e dopo un breve passaggio su rocce protette da corde fisse (utili solo in caso di pioggia) si arriva alla forcella da cui godere il panorama sul lontano Massiccio Masino-Bregaglia e Disgrazia.
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Al Forcellino cambia la valle (Alta Val Gerola) e, naturalmente, il paesaggio. Solo 200 m di dislivello in discesa ci separano dal Lago di Pescegallo, di origine orografica, ma ampliato dalla realizzazione della diga nei primi anni del secondo dopoguerra. Oggi vi sono presenti le casette dei guardiani dell’ENEL ma nessun punto di ristoro, occorre, quindi, proseguire sino al Rifugio Salmurano (1.848m) per potersi sedere a tavola. Il luogo è comunque gradevole e l’alternativa è consumare qui un pranzo al sacco, circondati dalle belle rocce del Monte Ponteranica e del Monte Valletto.

GUARDA LA FOTOMAPPA DELL’ALTA VAL GEROLA ORIENTALE

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Giunti alla diga, si cammina sullo sbarramento al termine del quale occorre imboccare la strada sterrata in basso a destra delle casette ENEL. Da qui inizia l’unico tratto un po’ noioso della giornata, peraltro caldissimo. Prestate attenzione alla deviazione per il Rifugio Salmurano che, ad un certo punto, si presenterà sulla sinistra in quanto c’è soltanto una piccola palina segnaletica quasi impercettibile. Vi riporterà, più al fresco in un bosco rado, lungo un sentierino che, aggirando il dosso oltre il quale si apre l’ampia Conca di Salmurano, conduce direttamente agli impianti sciistici del Rifugio.

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La  filosofia del  Rifugio Salmurano (1.848m) è “me la sciallo al Pescegallo”. Un esempio? Cucina locale valtellinese, formaggi strepitosi di entrambi i versanti orobici e prosecco! I rifugisti sono tutti giovani ed in gamba.

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3° tappa: dal Rifugio Salmurano (1.848m) ai Laghetti di Ponteranica (2.109 – 2.115m) attraverso il Passo di Salmurano (2.017m)

Lo sappiamo tutti quanto è faticoso riprendere il sentiero in salita dopo il pranzo, ma in questo caso la salita dura davvero poco, circa mezz’ora. Non c’è segnaletica per il Passo Salmurano (2.017m), ma basta seguire i piloni della seggiovia e, al termine di questi, proseguire a destra in salita sino al Passo dove una Madonnina bianca domina la bella Conca di Salmurano. A questo punto avete due possibilità: proseguire a destra verso il Rifugio Benigni (2.222m) e qui pernottare, oppure proseguire sul crinale a sinistra lungo il sentiero CAI 101 e ritornare al Rifugio Ca’ S. Marco.

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Dal Passo Salmurano si prosegue sul crinale per un quarto d’ora, per poi rimanere in quota lungo un percorso a mezzacosta in un ambiente di origine glaciale solitario ed affascinante, fino ad una bella conca erbosa tra il Monte Avaro (2.085m) e il Monte Triomen (2.245m).

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Esattamente in questo punto, anche se non segnalato dalle paline presenti, si diparte un irto sentiero sulla sinistra che porta al Passo del Monte Triomen per poi discendere dirtettamente al laghetto inferiore di Ponteranica (2.109m). Noi, che non siamo più giovanissimi, abbiamo preferito proseguire lungo il sentiero CAI 101che consente di aggirare il Triomen fino ad incrociare il sentiero CAI 109, cioè la deviazione per i Laghi di Ponteranica (2.109 – 2.115m).  Quando arriviamo al laghetto inferiore, il meteo volge decisamente al peggio e ci costringe a rinunciare a visitare anche quello superiore. Peccato perchè i laghetti sono circondati dalle tre Cime del Monte Ponteranica (m. 2370), dal Monte Valletto (m. 2371) e dal Monte Triomen (m. 2251) ed il luogo merita una sosta. Torniamo quindi indietro sui nostri passi per qualche decina di metri per riprendere il sentiero CAI 101 in discesa sulla sinistra.

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4° tappa: dai Laghetti di Ponteranica (2.109 – 2.115m) al Rifugio Ca’ S. Marco (1.830m)

Il rientro dai laghetti ci appare subito lungo, siamo un po’ stanchi ma non c’è via di scampo, mancano quasi due ore al parcheggio ed occorre sgambettare per evitare il temporale. Il sentiero scende, costeggia e poi guada il torrente lungo il bellissimo vallone ai piedi del Monte Ponteranica mantenendosi sul versante orografico sinistro, sino alla piana dell’Acquanera (1.780m), altro luogo solitario ed affascinante.

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Il sentiero CAI 101 si ricollega infine al sentiero CAI 161 che in breve tempo riconduce al Rifugio Ca’ S. Marco dove fare tappa birra, giusto qualche minuto prima del temporale.


Dati riepilogativi del sentiero

Evidenziato in giallo vi ripropongo il percorso escursionistico che parte dal Rifugio Ca’ S. Marco (1.830 m) lungo il sentiero CAI 161 con rientro lungo il sentiero CAI 101 dal Passo di Salmurano (2.017 m). Se state utilizzando lo smartphone cliccate suull’immagine e poi selezionate “visualizza immagine” per poterla ingrandire.

Quota di partenza: 1.830 m
Quota minima: 1.743 m
Quota massima: 2.103 m
Dislivello: +/-1.060 m (somma dei sali e scendi)
Distanza: 16 km
Tempo in movimento: 5h e 30′
Tempo con le soste ai laghi e la pausa pranzo: 8h e 15′

Passo San Marco Mappa riepilogativa con traccia

Sul Geoportale del CAI di Bergamo è possibile verificare il profilo altimetrico ed aprire e scaricare la mappa di questo e di altri sentieri orobici (scegliete l’opzione stampa PDF per scaricare le cartine). Cliccare QUI.
Vuoi ricevere la traccia GPS di questo percorso? Scrivi a oggiescoblog@gmail.com

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Dove mangiare e pernottare

Rifugio Ca’ San Marco
E’ uno dei più antichi rifugi delle Alpi essendo stato edificato nel 1593, anche se inizialmente era un posto di guardia per proteggere i confini dell’allora repubblica di Venezia. Apertura da marzo a novembre, salvo neve. Non ha posti letto.

Località Passo San Marco, 24010 Mezzoldo BG
Telefono: +39 0345 86222
Imposta il navigatore QUI

Rifugio Passo San Marco 2000
Il rifugio, aperto dal 1995, sia in estate che in inverno, rappresenta un importante punto di riferimento lungo la strada del Passo San Marco e la sua collocazione panoramica offre una eccezionale vista su Alpi Retiche, Alpi Orobie e valli circostanti.  Disponibili camere da 2 fino a 8 posti letto con bagno privato, dotato di asciugacapelli e biancheria.


Telefono: +39
Sito Web: www.
Imposta il navigatore QUI

Rifugio Salmurano

Loc. Pescegallo, 23010 Gerola Alta SO
Cellulare: +39 349 113 7896
Sito Web: www.rifugiosalmurano.com

 

 

 

2 Replies to “Lo spartiacque orobico dal Passo San Marco al Passo di Salmurano”

  1. Complimenti per l’itinerario e per il vostro sito! vi invito a fare un salto sul mio che ho aperto da qualche mese, chi lo sa magari un giorno ci faremo pure una “scampagnata” insieme 🙂 halo-sandro.it

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