Trekking fluviale lungo il Trebbia tra bagni e relax

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In ogni estate che si rispetti, arriva sempre la settimana del “caldo africano”. A volte fa davvero troppo caldo anche per camminare in montagna e per questo si rinuncia. Oppure ci si sveglia alle 5 di mattina, si raggiunge una meta sopra i 2.000 metri di quota, ci si sbriga a scendere e poi ci si richiude nuovamente in casa con l’aria condizionata. Lo abbiamo fatto tutti. Ma siamo sicuri che non esista un’alternativa?

L’alternativa c’è e si chiama “Trekking Fluviale”, ovvero, letteralmente, il camminare dentro un fiume. Piedi al fresco, bagni in pozze smeraldine, natura incontaminata e, soprattutto, poca gente.

Noi lo abbiamo scoperto grazie ad un annuncio in un gruppo Facebook “Domani trekking fluviale sul Trebbia, chi viene?”. E’ così che è cominciata questa nuova avventura che abbiamo sempre desiderato fare, senza sapere da dove partire e dove andare. Per questo ringraziamo l’amica Donatella Dona che ci ha fatto da guida, aprendoci un mondo di nuove possibilità.


Consigli Pratici

Questa gita prevede delle criticità: parcheggio, livello dell’acqua, insolazione, calzature. Ecco alcuni piccoli consigli pratici:

  • parcheggio: ahimè, non sarete gli unici a volervi fare un bagno nel Trebbia. Considerate che per tutti gli abitanti della provincia di Piacenza, il Trebbia è l’unico “mare” possibile in estate. Una volta che provi a tuffarti qui, difficilmente riprendi a desiderare di affittare un ombrellone a 40,00  euro a Rapallo. E’ fondamentale, quindi, arrivare presto, almeno prima delle 9.00 per parcheggiare esattamente nel punto che avete scelto. A quell’ora potrebbe fare freschino ma non preoccupatevi, poi le temperature si riscaldano anche troppo;
  • abbigliamento: pochi indumenti sono fondamentali e cioè il costume, gli occhiali da sole, il cappello per il sole; tutto il resto riponetelo nella sacca o nello zaino;
  • calzature: dovrete camminare su un fondale sassoso e molto scivoloso e in più dovete mettere in conto la corrente. Vietatissime le ciabatte o le infradito. Non consigliamo neppure le scarpette da scoglio per via dei tratti da percorrere sui sentieri o tra gli arbusti. Le calzature ideali sono le scarpe da running, in quanto sono leggere, possiedono una suola adatta e sono molto traforate per cui l’acqua esce facilmente;
  • sacca o zaino?: l’ideale è una sacca impermeabile da canoa in quanto potrebbe capitarvi di scivolare nel fiume e bagnare qualunque cosa. Molto utile è un porta cellulare impermeabile da appedere al collo. Nel caso non siate attrezzati, premunitevi di riporre vestiti, documenti e cellulare dentro sacchetti di plastica e richiudeteli bene;
  • cosa mettere nello zaino: asciugamano, crema solare, thermos con l’acqua fresca, pranzo al sacco, documenti, cellulare;
  • progressione nel fiume: cercate di non attraversare le sponde dritti a 90°, ma progredite obliquamente, in questo modo sentirete meno la forza della corrente;
  • meteo: evitate di  scendere al fiume in caso di maltempo, potrebbero esserci piene improvvise;
  • cani: sembrerà una banalità, ma il vostro cane deve sapere nuotare, se è di quelli che hanno paura dell’acqua, evitate di portarlo; il nostro jack russell si è comportato bene, l’importante è non lasciare il cane libero di attraversare i tratti con la corrente, noi gli abbiamo messo una pettorina antifuga, cioè di quelle che non si sfilano, ed abbiamo utilizzato un guinzaglio da 5 metri solo durante i guadi.
  • bambini: solo se buoni nuotatori. In alcuni punti l’acqua ci è arrivata alla vita durante un giorno in cui il fiume era in secca.

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Dove Parcheggiare

Percorrere la strada statale 45 di Val Trebbia che collega Piacenza a Genova. Se state arrivando da nord, superate Bobbio (PC) e dopo circa 5 km fermatevi al punto panoramico di San Salvatore per dare un’occhiata al bel meandro dove presto camminerete. Questo punto è comodo anche per dare appuntamento agli amici se viaggiate in gruppo.

Area di sosta a San Salvatore (PC)
Il meandro di San Salvatore

Proseguire in auto lungo la statate per altri 2 km e fermarsi poco prima di una curva, in corrispondenza di una cancellata e di un bidone della raccolta dei rifiuti. Dall’altra parte della strada vi sono alcuni posti auto disponibili (se arrivate prima delle 9.00). Proprio da qui parte il sentiero che conduce, in discesa, al livello del fiume.


Il Percorso

La nostra è stata una piacevole camminata di 9,3 km A/R che prevede indicativamente tre tappe con andata e ritorno sullo stesso percorso:

  1. Area naturista della Spiaggia del “Secchiello Selvaggio”
  2. Ansa di San Salvatore
  3. Resti della Diga di San Salvatore (inconclusa)

Per accedere al fiume occorre imboccare un sentierino in discesa che, in 15′, porta dal piano strada alla partenza del trekking fluviale. Potete svestirvi giù al fiume e proseguire poi in costume.

Partenza dalla statale
Seguire le indicazioni per scendere al fiume
Fine del sentiero e partenza del trekking fluviale

Tappa 1: Spiaggia naturista del “Secchiello Selvaggio”

Il punto di arrivo del sentierino è, come abbiamo anticipato, il punto di partenza del trekking fluviale. Occorre subito guadare il fiume, camminare lungo una traccia asciutta ed entrare nel bosco sulla sinistra. Un comodo sentierino vi guiderà fino all’ansa dell’area naturista, la cosiddetta spiaggia del “Secchiello Selvaggio“, per le frequenti imboscate a base di gavettoni che i soci naturisti sono soliti scambiarsi.

Dettaglio della prima parte del trekking
Una regola semplice di convivenza per non trasformare un’area naturalistica in una latrina

Al termine del sentierino, giungerete nell’area naturistica (da non confondere con naturalistica) e qui è doveroso dare qualche informazione di servizio:

  • Naturismo: è un movimento che promuove il rispetto verso le persone, gli esseri viventi e l’ambiente attraverso un contatto meno artificioso dell’essere umano con l’ambiente naturale. La nudità è solo una delle declinazioni di questa filosofia (vita sana, alimentazione genuina, vita all’aria aperta, attività sportiva, ecc..)
  • Nudismo: è la pratica della nudità, prevalentemente in zone balneari o turistiche

In questa prima parte del trekking fluviale, vi troverete, quindi, a camminare al cospetto di persone che praticano, in maniera legale, il nudismo. Non si commenta, non si giudica, è vietato ogni comportamento di tipo esibizionistico/sessuale/voyeuristico, si cammina semplicemente rispettando il prossimo e la natura. Se, per motivi culturali o religiosi non gradite la visione di corpi nudi, evitate di scegliere in partenza questa gita.

La spiaggia del secchiello selvaggio è frequentata da persone, famiglie, coppie, singoli, amici, il cui unico interesse è prendere il sole e passare il tempo in tranquillità e senza essere disturbati. Anche se non riconoscibile, c’è una vigilanza.

Per chi volesse approfondire l’argomento e conoscere il gruppo vi segnaliamo il sito e i contatti:

http://www.trebbianat.com
Claudio e Patrizia (nick sirio) claupatty@trebbianat.com
Renato (nick sceriffo) sceriffo@trebbianat.com

Per ovvi motivi non abbiamo fatto alcun rilevamento fotografico. Noi, alla fine del trekking, sotto il sole cocente delle 14.00, ci siamo fatti un bel bagno nudi e possiamo testimoniare che hanno ragione loro…l’armonia con la natura è completa!


Tappa 2: verso l’Ansa di San Salvatore

L’avete già vista dall’alto se vi siete fermati lungo la statale per fotografarla. E’ un’area molto bella dal punto di vista naturalistico e la si raggiunge guadando qua e là il fiume. Non abbiamo indicazioni da darvi, dovete semplicemente seguire il corso del fiume avendo l’accortezza di non guadare laddove la corrente è forte. Il fiume è vivo e cambia continuamente.

Dettaglio della seconda parte del trekking

All’Ansa di San Salvatore ci siamo concessi il primo bellissimo bagno!


Tappa 3: verso la Diga

La terza parte è forse la meno interessante dal punto di vista naturalistico ma è funzionale per visitare la parte finale, cioè ciò che resta della Diga di San Salvatore, opera contestata dagli ambientalisti e poi bloccata anche in funzione della candidatura Unesco di Bobbio e dell’Alta Val Trebbia.
Cercate le tracce di sentierini sulla vostra destra, in modo da sfruttare il più possibile l’ombra degli arbusti e delle piante.

Si è molto dibattuto se buttare giù i piloni della diga ma, ormai, è considerata parte del paesaggio ed è meta conosciuta soprattutto per i tuffi. Esistono due intagli nella roccia da dove risalire nel caso vi vogliate tuffare, ma non è così scontato che riusciate a risalire. L’intaglio di destra dovrebbe essere più facile. Capita che i ragazzi installino delle corde per la risalita, ma non fateci affidamento.


Dati riepilogativi del percorso

Punto di partenza: SS45 tra San Salvatore (PC) e Marsaglia (PC)
Punto di arrivo: resti della Diga di San Salvatore
Quota minima: 260 m
Quota massima: 355 m
Dislivello: +/- 95 m
Distanza: 9,3 km
Percorso: andata e ritorno per lo stesso sentiero
Tempo in movimento: 3h 44′ (A/R)
Tempo con le soste: 6h (A/R)
Pranzo: al sacco

Per ricevere la traccia GPS scrivete a oggiescoblog@gmail.com.

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