Il Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola (VGR). Ognisanti tra natura, storia e leggende.

Quante volte mi sono chiesta quale fosse il preciso confine tra l’Emilia e la Romagna. Per chi vive in altre regioni d’Italia, come me, il confine è solo una sfumatura di colline pettinate da alberi di pesco e vigneti tra l’emiliana Bologna e la romagnola Rimini. Scopro che il confine geografico, invece, esiste e condiziona tradizioni, dialetti e leggende: è il fiume Sillaro.
La sorgente del Sillaro è in Toscana ma, dopo 4 km, penetra in Emilia Romagna e divide, da tempi immemorabili, gli emiliani di qua e i romagnoli di là, fino alla confluenza nel Reno e dal Reno al mare. Ohibò, sono cose, queste, che aggiungono certezze alla mia confusa esistenza. Ora riesco a collocare Ferrara in Emilia e Ravenna in Romagna….sorbole!
La valle del Sillaro segna un altro confine, quello del Parco regionale della Vena del Gesso Romagnola, una alta e spettacolare dorsale gessosa che irrompe nel dolce profilo collinare con un affioramento di 25 km ed una larghezza di un chilometro e mezzo sino a Brisighella, uno dei Borghi più belli d’Italia, nella Valle del Lamone.
Questa è la storia (o favola) del nostro viaggio nella selvaggia terra dei Gessi di Romagna, una storia fatta di geologia e speleologia, natura ed escursionismo, storia e leggende, feste e tradizioni enogastronomiche e, a fare da contorno, gli effetti del rinnovato conflitto tra il lupo e l’uomo.

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VGR Capitolo 1: Geologia e Carsismo, Speleologia e NUVOLE 2018

MINERALOGIA E GEOLOGIA
Erica, una vispa ed attenta bambina di 8 anni, ad un certo punto, porge al gruppo con cui viaggiamo, una domanda spontanea ma per nulla scontata: ma questo gesso è quello che si usa sulla lavagna? Più o meno sì, visto che di mezzo c’è la trasformazione dell’uomo.
Il Gesso è un minerale composto da solfato di calcio biidrato CaSO4·2(H2O). Per poterlo utilizzare nelle sue forme merceologiche, va però estratto e cotto a calore moderato (80°-150° C). Questo processo, detto calcinazione, produce la perdita di circa il 75% di acqua, ottenendo gesso anidro, detto anidrite. A questo punto può diventare il nostro bel gessetto da lavagna, nonchè materiale per edilizia (es cartongesso). Erica, però, ha avuto la fortuna di vedere il gesso nella sua forma più bella, la Selenite, cioè la varietà cristallina, che, in natura, si presenta in scaglie traslucide e per questo impiegate dai greci nella produzione di lastre trasparenti da utilizzare come vetro. La luce quasi lunare che da esse traspariva, fece guadagnare a questo minerale proprio il nome della luna, selene in greco.

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VGR Capitolo 3: l’Anello del Monte Penzola…anzi no

Questo itinerario ad anello che parte da Borgo Tossignano per 17 km, permetterebbe di scoprire un altro ambiente geologico affascinante del Parco, cioè gli spettacolari anfiteatri calanchivi a nord della Vena del Gesso. I calanchi sono una forma geomorfologica prodotta dall’erosione di terreni argillosi degradati e con vegetazione assente per il dilavamento delle acque. Trattasi di profondi solchi contigui, spesso a ventaglio, lungo i quali l’argilla scende sempre di più proprio perchè non trattenuta dalla vegetazione. I calanchi sono per questo in continuo assottigliamento e smottamento e alcuni fanno derivare questa voce proprio da. lat. chalare nel senso di “distaccare, abbassare, sciogliere”.
Scrivo  “permetterebbe” poichè di fatto non è più sicuro percorrere questo sentiero per la presenza a Budriolo di una stalla presidiata da 5 maremmani molto territoriali ed aggressivi, autori di diverse aggressioni ad escursionisti e loro cani.
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VGR Capitolo 6: Imola

Se il meteo non fosse stato avverso probabilmente ad Imola non ci avremmo messo mai piede ed è un vero peccato perchè questa piccola cittadina di 70.000 abitanti è un gioiellino con delle “chicche” imperdibili. Conosciuta da tutti gli italiani solo per il suo Autodromo, in realtà meriterebbe la visita di un giorno intero per scoprirvi una dimensione urbana sostenibile, fatta di botteghe storiche, ordine e cura dei dettagli ed enogastronomia. Noi vi siamo rimasti solo due ore nell’attesa di un miglioramento del meteo per poter fare un’escursione programmata per cui segnalerò soltanto un paio di cose che potete fare con cane al seguito.

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VGR Capitolo 7: Brisighella e le sagre autunnali

Brisighella conclude in bellezza la nostra avventura nel Parco della Vena del Gesso Romagnola. Siamo stati tentati dal saltarne la visita per evitare il grande rientro della Domenica del ponte di Ognisanti ma poi abbiamo optato per una via di mezzo, una toccata e fuga, una sbirciatina, in previsione di ritornare con più calma e dedicare un weekend a questo borgo medioevale inserito tra i Borghi più belli d’Italia unitamente alla visita della vicina grotta della Tanaccia.

Brisighella è un borgo antico, che si adagia ai piedi di tre inconfondibili pinnacoli rocciosi su cui poggiano una Rocca del XV secolo, la Torre cosiddetta dell’Orologio ed il Santuario del Monticino. La caratteristica unica di questo borgo e che in qualunque punto di esso è visibile almeno uno dei tre pinnacoli.

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Le Terre Ballerine di Montalto Dora (TO)

<<La sensazionale scoperta, a Montalto Dora, delle Scimmie delle Terre Ballerine, una tribù di ominidi danzanti, adoratori della dea Torba e del dio Vino, che ha vissuto pressochè isolata dal Paleolitico ad oggi, in totale sintonia con Madre Natura, con la quale si unisce in un rito orgiastico e propiziatorio che coinvolge terra, acqua, piante e cani>>. Potrebbe simpaticamente cominciare così il nostro racconto di questa interessante escursione giornaliera alla scoperta delle Terre Ballerine, una vera emergenza naturalistica del Canavese, situata nel comune di Montalto Dora (TO).

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Alla scoperta della Valchiusella sull’antica via dei Cantoni

Sono quasi le tre del pomeriggio quando ci alziamo da tavola, diamo un’ultima occhiata alla vista del Lago di Alice dalla terrazza de “Il Pontile” e partiamo alla volta di Fondo, frazione di Traversella, che dista soltanto una mezz’ora di auto. La formazione tipica durante i nostri trasferimenti è questa: Il Fabio, alla guida, controlla il percorso sul navigatore del telefono mentre io smanetto sul mio smartphone per raccogliere più informazioni possibili sulla destinazione. E niente, ci si apre un mondo. Risaliamo una aspra valle a “V”, integra e severa, abbandonando la parte più collinare e lasciandoci alle spalle la Serra di Ivrea, ormai convinti che stiamo raggiungendo un posto figo. E così è. Ci aspetta la Cascata, detta del Ribordone, e la marmitta dei giganti del torrente Burdeiver, due ponti romanici in pietra a dorso di mulo ed un sentiero di collegamento tra 12  antichi borghi (Canton) caratterizzati da piccole costruzioni in pietra (baiti). Questo sentiero prende proprio il nome di antica Via dei Cantoni e noi ne abbiamo percorso un piccolo tratto ad anello, da Fondo (1.074 m) sino a Tallorno (1.222 m), 5 km per 230 m di dislivello in due ore di cammino. Arriviamo a Fondo, parcheggiamo l’auto in prossimità della chiesa e lo spettacolo ha inizio con il primo dei ponti romanici, una splendida struttura del 1727, costruita sul fiume Chiusella sulle rovine di un ponte più antico distrutto da un’alluvione. Il ponte separa e collega le caratteristiche abitazioni civili, poste sulla sponda sinistra, dalla Chiesa di San Bernardo di Mentone (1630), canonica,  cimitero e vecchia casa municipale, posti sulla sponda destra.
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La Bassa Val Chiusella: I Laghi di Alice e Meugliano

Lasciamo Lessolo con destinazione Valchiusella e la prima tappa è il Sito di Importanza Comunitaria “SIC Laghi di Alice e Meugliano” (anno di istituzione 1995). Non siamo mica tanto convinti, perchè, diciamolo, sulla carta sembrano proprio due stagni insignificanti, tuttavia sono situati all’imbocco della Valchiusella, sulla sponda morenica destra della Serra di Ivrea e costituiscono la parte collinare della valle.
Arriviamo al Lago di Alice chiedendoci cosa mai avesse fatto questa Alice per meritarsi la dedica di un lago. Brutta cosa l’ignoranza. Il toponimo si riferisce all’abbondanza  di acqua della zona. Nella fase interglaciale tra Riss e Wurm, i vari cordoni morenici delimitarono le depressioni lasciate dal ritiro del grande ghiacciaio pleistocenico che percorreva la vallata della Dora Baltea. Queste depressioni vennero, quindi, colmate dalle acque di scioglimento dei ghiacci, creando numerosi bacini lacustri. Molti di questi, per il successivo interramento, si sono ridotti o estinti. Oggi sono rimasti i Laghi di Alice e Meugliano, i Laghi di Ivrea, il Lago di Candia e quello di Viverone (il terzo lago più grande del Piemonte), nonchè diverse zone umide.
La prima sorpresa, arrivati al Lago di Alice, è che il lago è una proprietà privata.
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Un weekend nel Canavese: tre percorsi escursionistici alla portata di tutti

E’ il mio compleanno ed una coppia di amici torinesi ci invita, per il weekend successivo, a proseguire i festeggiamenti in Piemonte, cioè quella regione misteriosa sita al di là del mare nostrum, che per noi milanesi è il Lario. Ci sentiamo ormai a casa passeggiando tra le Orobie bergamasche, così belle ma, soprattutto, così vicine, un vero paradiso di calcari a un’ora soltanto di auto. Fare trekking in Piemonte è per noi, quindi, un po’ come andare all’estero, raggiungibile dopo svariati km di autostrada dritta, semi deserta e con risaie e campi a destra e sinistra. Il paesaggio vira rapidamente quando si raggiunge la Serra Morenica di Ivrea, una barriera alta 200-600 metri lunga 20 km e pressochè rettilinea dal Mombarone sino al Lago di Viverone. Ed è proprio qui che ci diamo appuntamento con gli amici torinesi, non proprio a metà strada tra Torino e Milano ma quasi, insomma un buon compromesso. E’ Venerdì sera e siamo sopravvissuti alla prima settimana di lavoro dopo la pausa estiva, abbiamo solo una bozza di programma per il weekend, la Val Chiusella e la zona dei 5 laghi di Ivrea e il meteo promette bene. Arriviamo a Lessolo all’ora di cena, facciamo giusto in tempo a conoscere l’host del B&B Il frutteto di Emi e Teti, ad orientarci nell’appartamento spazioso che abbiamo prenotato e a tirare fuori i rifornimenti di cibo, quando uno scroscio torrenziale ci isola dal resto del mondo. Ci svegliamo il sabato mattina sotto un cielo plumbeo, carico di quella bella pioggia intenzionata a durare giorni che segna la fine dell’estate. Che si fa? Il Frutteto di Emi ha un giardino grande, privato e con piscina, quale situazione migliore per provare il mio regalo di compleanno: il drone Tiger Tekk!

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