Il Resegone è una delle più famose montagne delle Prealpi Orobie, posta al confine tra la provincia di Lecco e quella di Bergamo. E’ la montagna che tutti i “ciucianebbia” della pianura lombarda imparano a riconoscere sin da bambini per l’inconfondibile profilo a denti di sega, resegón o resega in dialetto lombardo, da cui appunto Resegone. Questo monte ha anche un secondo nome, il Monte Serrada, da aserrada, cioè segata, probabile eredità della dominazione spagnola che qui durò per quasi 2 secoli. Infine, il Resegone è un monte con una importante dignità letteraria in quanto citato e descritto da A. Manzoni nell’incipit del suo capolavoro, I Promessi Sposi.

L’intero massiccio é geologicamente costituito principalmente da dolomia di età Triassica e con le sue nove punte principali, i denti della resega, proietta l’escursionista in un ambiente dolomitico che richiama quello delle Dolomiti in senso stretto. La cima più alta, Punta Cermenati (1.875 m), si colloca in posizione mediana lungo la dorsale che, da nord a sud, copre una distanza di circa 4 km tra il Passo del Giuff e la Passata, l’antico valico tra la valle d’Erve (LC) e la valle Imagna (BG).
Pochi metri sotto la Punta Cermenati è situato il Rifugio Azzoni (1.860 m), meta della nostra escursione.
MAPPA GENERALE RESEGONE


I sentieri del Resegone

I sentieri che solcano, lambiscono o attraversano il Resegone sono davvero numerosi, ce n’è per tutti i gusti e per tutte la gambe, per famiglie con bambini o per gli escursionisti col cane, della durata di poche ore sino ad una giornata intera, semplici passeggiate o ferrate. Partono sia dalla provincia di Lecco che dalla provincia di Bergamo e se a questo si aggiunge che il Rifugio Azzoni è aperto tutti i fine settimana dell’anno e tutti i giorni da luglio ad agosto, potete chiaramente intuire come riuscire a sedersi a tavola in cima alla montagna preferita dal Manzoni sia la vera prova di sopravvivenza: solo i più forti e veloci ce la fanno. Tutti gli altri possono comunque trovare un valido appoggio per un panino o un bicchiere di vino. E’ un luogo amichevole e molto frequentato da giovani e giovanissimi.

Dal versante lecchese è possibile salire al Rifugio Azzoni partendo dalla Forcella di Olino (750 m di dislivello – 1h e 30′), da Morterone (850 m di dislivello – 1h e 45′), da Malnago (1.290 m di dislivello), dal parcheggio della funivia per i Piani d’Erna (1.300 m di dislivello) o dai Piani d’Erna (650 m di dislivello – 2h).

Dal versante bergamasco è possibile salire da Brumano Imagna (900 m di dislivello – 1h e 50′).

Esistono anche dei percorsi di cresta. Cresta nord: dal passo del Giuff a Punta Cermenati sul sentiero 582 (sentiero EE). Cresta sud: arrivando da Erve (LC), si può fare tappa al Rifugio Alpinisti Monzesi (600 m di dislivello – sentiero E) e da qui proseguire per la Punta Cermenati (700 m di dislivello – sentiero EE) – sentiero 571.

Nonostante il Resegone sia una montagna molto frequentata, la segnaletica è disordinata, disomogenea e confusa, occorre, quindi, studiarsi bene prima i percorsi o, meglio, utilizzare un navigatore GPS. All’arrivo della funivia dei Piani d’Erna manca, per esempio, una carta riepilogativa della rete sentieristica e alla Bocca d’Erna abbondano paline di colore e forma diverse che mandano in confusione un’escursionista poco informato.IMG_20190331_104413


Il nostro percorso ad anello

Escludendo l’anello lunghissimo di 1.300 m di dislivello che parte dal parcheggio della funivia dei Piani d’Erna (abbiamo già dato tanti anni fa e il ricordo è ancora traumatico), optiamo per un anello ridotto con partenza dai Piani d’Erna. Occorre lasciare l’auto al parcheggio custodito della funivia (tariffa giornaliera Euro 3,00) e munirsi di biglietto A/R alla biglietteria della funivia (tariffa Euro 10,00). Attenzione: i cani salgono gratuitamente ma devono essere dotati di museruola, in caso contrario potete acquistarla in biglietteria (Euro 6,00). Per maggiori informazioni consultate il sito della funivia. A lato della biglietteria c’è anche un B&B – bar dove fare colazione o acquistare dei panini. Attenzione a non perdere l’ultima corsa della funivia delle 18.00 (orario estivo).

Dopo un adrenalinico salto di 700 metri percorso dalla cabina in pochi minuti, si arriva ai Piani d’Erna dove non esiste alcuna palina segnaletica. Percorrete la strada asfaltata in discesa a destra, lasciatevi alla vostra destra la Trattoria Bar Milani, continuate a scendere sulla sinistra seguendo un generico cartello “tutte le direzioni” sino a raggiungere la Bocca d’Erna (1.231 m). E qui troverete un caos di indicazioni.
IMG_20190331_104423SENTIERO ANDATA:
Funivia –> Bocca d’Erna (1.291 m) –> Sentiero n° 5 –> Sentiero n° 1 –> Pian della Beduletta (1.320 m) –> Piano di Serrada (1.532m)–> Rifugio Azzoni (1.860 m) –> Punta Cermenati (1.875 m)

SENTIERO RITORNO:
1) variante semplice: Rifugio Azzoni (1.860 m) –> sentiero n° 17 –> Passo del Giuff (1.520 m) –> Bocca d’Erna (1.291 m) –> Funivia

2) variante EE: Rifugio Azzoni (1.860 m) –> sentiero n° 17 –> deviazione per il sentiero n° 8 –> Sentiero n° 8 –> canalone –> sentiero n° 17 –> Passo del Giuff (1.520 m) –> Bocca d’Erna (1.291 m) –> Funivia
MAPPA CON TRACCIA ROSSAL’anello va percorso in senso antiorario, per cui tenete la destra. All’inizio va bene qualunque indicazione conduca al Rifugio Azzoni, Passo del Fo, Capanna Monza. Siamo sul sentiero n° 5 che più avanti cede il passo al sentiero n° 1 (è quello che parte dal parcheggio e dal Rifugio Stoppani).

Il sentiero n° 5 inizia in discesa, cosa che contribuisce ancor di più a instillare il dubbio nell’escursionista. Non preoccupatevi perchè toccata la quota minima di 1.228 m si ricomincia a salire. Ignorate l’indicazione per il Passo del Fo e abbandonate il sentiero n° 5 per il sentiero n. 1 altrimenti finirete al Rifugio Alpinisti Monzesi.
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IMG_20190331_110522Potete fare un paio di soste prima di salire al Rifugio, una al Pian della Beduletta (1.320 m), raggiungibile con un breve passaggio su facili roccette ed identificabile per la presenza di un grande crocifisso in legno e di una lapide ed una al Piano di Serrada (1.532 m), da cui inizia la parte più spettacolare, più rocciosa e più impegnativa. Da qui partono anche le ferrate lungo i canaloni del Comera, del Cazzaniga, del Cermenati e la ferrata Gamma 2.
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IMG_20190331_120252Fate una sosta per riprendere fiato perchè a questo punto inizia il percorso più divertente che si sviluppa tra roccette medio-facili in cui usare sovente le mani, ma si tratta di passaggi elementari con comodi appigli, niente di pericoloso o di particolarmente esposto. L’unica cengia è attrezzata con un cavo di acciaio ed è lunga pochi metri. Superata la cengia, si avvista il Rifugio. Il sentiero prosegue deciso in salita su roccia sino al Rifugio, senza dare tregua al fiatone che si fa sentire, ma l’ambiente è talmente suggestivo da spronare naturalmente l’incedere. All’arrivo al rifugio, la vista degli ultimi ripidi scalini vi farà dire cose poco sante ma visto che vi troverete tra decine e decine di persone, moderatevi! Cinque minuti di ulteriore salita e si raggiunge Punta Cermenati.IMG_20190331_120403
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La Punta Cermenati (1.875 m)

Sulla Punta Cermenati risiede una croce dal 1925 il cui posizionamento è stato alquanto complesso. Si dovette procedere allo spianamento e all’abbassamento di due metri della vetta dopo che le due precedenti croci vennero divelte dalle intemperie atmosferiche. Questa croce è stata dedicata dai membri della Società escursionisti lecchesi a Mario Cermenati, geologo naturalista lecchese, fondatore dei Musei Civici di Lecco.

Nelle giornate terse il panorama è a 360° ed una rosa dei venti aiuta ad orientarsi tra le numerose cime: Milano, Monviso (m. 3841),Laghi Alserio Pusiano e Annone, Gran Paradiso (m. 4061), Monte Palanzone (m. 1436), Corni di Canzo (m. 1373), Monte Rosa (m. 4637), Cervino (m. 4478), Dom de Mischabel (m. 4545), Monte San Primo (m. 1685), Monte Leone (m. 3552), Aletschhorn (m. 4195), Jungfrau (m. 4158), Finsteraarhorn (m. 4274), Grignetta (m. 2177), Grignone (m. 2408), Monte Due Mani (m. 1657), Monte Legnone (m. 2609), Pizzo Badile (m. 3308), Pizzo Cengalo (m. 3367), Pizzo dei Tre Signori (m. 2554), Zuccone Campelli (m. 2159), Monte Disgrazia (m. 3678), Pizzo Bernina (m. 4049), Monte Sodadura (m. 2010), Monte Araralta (m. 2006), Passo Baciamorti (m. 1540), Monte Venturosa (m. 1999), Pizzo Diavolo di Tenda (m. 2916), Pizzo Redorta (m. 3037), Monte Cancervo (m. 1840), Monte Adamello (m. 3539), Pizzo Arera (m. 2512), Zuc de Valbona (m. 1546), Pizzo Presolana (m. 2521), I Canti (m. 1563), Monte Alben (m. 2019), Fuipiano Valle Imagna (m. 1050), Canto Alto (m. 1146), Monte Ubione (m. 895), Monte Linzone (m. 1392), Monte Tesoro (m. 1432), Monte Camozzero (m. 1452), Monte Penice (m. 1450).
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Il Rifugio Azzoni (1.860 m)

La storia del Rifugio Azzoni risale ai primi del ‘900, quando un uomo di Brumano, il signor Vitari, costruì una piccola baita affinchè i pastori e i cacciatori potessero trovare riparo. Alle porte della Grande Guerra, la baita fu acquistata dall’ingegnere Enrico Daina di Valtorta che la sistemò per renderla più confortevole anche per gli escursionisti. La gestione rimase al signor Vitari. Nel 1923 la Società Escursionisti Lecchesi (S.E.L.) acquistò la baita e vennero fatti diversi lavori, la baita venne data in gestione a Donato Invernizzi e sua moglie Giovanna dal 1923 al 1951. A Donato Invernizzi è stato dedicato il sentiero che conduce alla vetta del Resegone. Dal 2000 il gestore del Rifugio Azzoni è la Guida Alpina Maurizio Valsecchi.

Il Rifugio Azzoni è aperto tutti i fine settimana dell’anno e tutti i giorni da luglio ad agosto. Posti Letto: 18 – Posti Pranzo: 50 – Posti Locale Invernale: 2 – Apertura Su Richiesta. Tel. prenotazione: 3333144987 – 3662587009
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Varianti per il ritorno

Nulla vieta di tornare lungo il sentiero dell’andata ma, essendo per lo più roccioso e ripido, conviene evitarlo e scendere lungo il versante est imboccando un sentiero che parte a destra del Rifugio. Attenzione perchè, se in salita avete trovato il versante ovest secco e pulito, molto probabilmente non vi andrà così bene in discesa ad est. Questo versante è spesso innevato e con presenza di ghiaccio quindi, almeno fino alla fine di aprile, dotatevi di ramponcini per sicurezza. Anche in questo caso la segnaletica è confusa o totalmente assente. Il nostro obiettivo è raggiungere il Passo del Giuff (1.520 m) e da qui imboccare il sentiero n° 7 che riporta alla Bocca d’Erna. Tuttavia non esiste alcuna palina che indichi il Passo del Giuff mentre l’unica indicazione che troverete è per Brumano. Seguitela anche se non è la vostra meta perchè arriverà il momento di girare a sinistra per completare il periplo in senso antiorario. Esistono almeno tre percorsi di difficoltà decrescente:

  1. La prima deviazione a sinistra ci ha ingannati e siamo tornati subito indietro in quanto abbiamo realizzato di essere sul sentiero 582 (sentiero EE) che segue la Cresta Nord. Conduce al Passo del Giuff ma è da evitare in discesa.
  2. La seconda deviazione ci ha ingannati ma non ce ne siamo accorti. Ci siamo così diretti ignari verso il sentiero n°8 che è un sentiero EE che si sviluppa lungo il versante nord di un canalone, completamente innevato e ghiacciato. Anche questo conduce al Passo del Giuff ma è da evitare stagionalmente in caso di innevamento o ghiaccio. Lo abbiamo percorso per un piccolo tratto, poi abbiamo visto sul GPS un altro sentiero che segue longitudinalmente il canalone ed abbiamo deciso di percorrerlo in discesa. Obbligatori i ramponcini, ma il sentiero è da evitare per rischio valanga in caso il canalone sia carico di neve (noi lo abbiamo fatto perchè la neve presente era spessa pochi cm). D’estate aspettatevi un zig-zag su ghiaione sconnesso. Questo sentierino è segnalato dai bolli rossi dipinti sulle rocce che conducono l’escursionista sino al bosco e da qui al raccordo col sentiero n° 17 in una radura con tavolone e panca di legno. A lato del tavolone una grande roccia con scritto ERNA vi guiderà al Passo del Giuff.
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  3. In realtà la vera deviazione da prendere a sinistra è la terza, poco più sotto. Così facendo si rimane sul sentiero n° 17 e si evita di girare per Brumano. Questo sentiero comodamente porta alla radura con tavolo e panca di legno da cui parte il sentieto n° 7 per il Passo del Giuff. Anche in questo caso può essere presente neve e ghiaccio sino a fine aprile, quindi bastoncini e ramponcini sono graditi.

Da questo punto in poi si imbocca il sentiero n° 7 che raggiunge in salita nel bosco il Passo del Giuff e poi in discesa la Bocca d’Erna e da qui, la funivia.
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Riepilogo del sentiero

Dislivello in salita: 850 m
Dislivello in discesa: 852 m
Distanza: 8,8 km
Tempo in movimento: 3 h e 20′
Tempo totale: 6 h e 45′

Vuoi ricevere la traccia GPS di questo percorso? Scrivi a oggiescoblog@gmail.com

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3 Replies to “Il Resegone e il Rifugio Azzoni”

      1. ha ! bene , i ghe se le ombre anche sensa arberi? Me parea starno da chel solitaio col so can ghe se vagabondava tra i massi, però penzao che i s’era un eremita in penitenza di astinenza da ombre.

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