La Strada delle 52° Gallerie: il percorso

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Nel precedente articolo “Introduzione alla Strada delle 52 Gallerie” abbiamo affrontato gli aspetti pratici e logistici: dove dormire, dove parcheggiare, quanti giorni prevedere, ecc. Ora possiamo dedicarci alla descrizione vera e propria del percorso che abbiamo realizzato in giornata, con partenza ed arrivo al parcheggio di Bocchetta Campiglia sul Monte Pasubio. Il sentiero dell’andata è proprio la Strada delle 52 Gallerie, la quale si interrompe alle Porte di Pasubio e Rifugio Gen. Achille Papa. Da qui, abbiamo proseguito l’escursione verso la Zona Sacra a Cima Palon, siamo scesi lungo il Sentiero Europeo E5 e siamo rientrati lungo un’altra importante strada militare, ovvero la Strada degli Scarubbi. E’ importante percorrere l’anello in senso orario, come fanno tutti, poichè la Strada delle 52 Gallerie presenta tratti  di cengia stretta ed esposta lungo la quale il doppio senso si marcia crea dei problemi.
E’ un percorso lungo, di resistenza, che richiede un buon allenamento, assenza di vertigini, claustrofobia o paura del buio. Durata 7/8 ore per 1.150 metri di dislivello e 15 km di sviluppo. Fondamentale portare con sé una pila frontale ed indossare calzature da trekking. Non c’è acqua sul percorso, rifugio a parte.


Tappe del percorso

1° PARTE – STRADA DELLE 52 GALLERIE
Parcheggio di Bocchetta Campiglia (m. 1.216) –> Sentiero 366 detto “Strada delle 52 Gallerie –> Porte del Pasubio (m. 1.928) –> Rifugio Gen. Achille Papa (m. 1.928)

In rosa il Sentiero 369, alternativa per evitare l’ultimo tratto della Strada delle 52 Gallerie, una cengia stretta un 1 metro, particolarmente esposta. Consigliabile, per esempio, in caso di nebbia fitta.

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2° PARTE – ZONA SACRA
Rifugio Gen. Achille Papa (m. 1.928) –> Sentiero 105 delle Creste o del Tricolore –> scorciatoia per Cima Palon –> Cima Palon (m. 2.239) –> Selletta dedicata al Tenente Salvatore Damaggio (m. 2220) –> Dente Italiano (m. 2.220) con esplorazione delle Gallerie (Galleria Generale Papa) e dell’Anello sotterraneo italiano –> Sentiero 142A –> Chiesetta di Santa Maria (m. 2.100) –> Selletta Comando (m. 2070) –> Sentiero 120 (E5) –> Arco Romano (m. 2070) –> Cimitero italiano “Di qui non si passa” –> Porte del Pasubio (m. 1.928)

In rosa il sentierino che taglia il sentiero 105 delle Creste o del tricolore, consentendo di abbreviare la salita alla Cima Palon.
Dal Dente Italiano si può proseguire lungo il Sentiero 105 delle Creste o del Tricolore sino alla Selletta dei Denti (m. 2175) e risalire il Dente Austriaco (m. 2.203)

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3° PARTE – STRADA DEGLI SCARUBBI
Porte del Pasubio (m. 1.928) –> Sentiero 370 detto “Strada degli Scarubbi” –> Malga Campiglia (m. 1200) –> Parcheggio di Bocchetta Campiglia (m. 1.216)

La Strada degli Scarubbi può essere accorciata di 20 min. imboccando 7 sentierini che tagliano in modo deciso i tornanti. Sono tutti e 7 segnalati da paline biancorosse.

PASUBIO_SENTIERO TERZA PARTE


1° PARTE – STRADA DELLE 52 GALLERIE

Definire la Strada delle 52 Gallerie una mulattiera militare è riduttivo: è un vero capolavoro di ingegneria militare della Grande Guerra. Immaginate una strada larga 2,5 metri con un raggio esterno di 3 metri, uno sviluppo complessivo di 6,3 km in salita per 784 metri di dislivello, di cui 2,3 km interamente in galleria e i restanti 4 km scavati a mezza costa nella roccia viva. Quattro gallerie hanno uno sviluppo elicoidale, tra queste la 19ª è la più lunga con i suoi 320 m. La 20ª galleria si eleva a spirale su se stessa per quattro volte all’interno di un torrione roccioso. Tutto questo fu realizzato dalla 33ª Compagnia Minatori del 5º reggimento Genio dell’Esercito Italiano in soli 10 mesi, da febbraio a dicembre 2017, in condizioni climatiche estreme e sul versante sud, quello più impervio, aspro e severo del Monte Pasubio, che ha richiesto vere e proprie spedizioni alpinistiche per l’esplorazione e la progettazione del tracciato. Alla 33ª Compagnia Minatori è dedicato il monumentale portale della Galleria n° 1.

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La vita su questo monte superò ogni possibilità di umana sopportazione, il vivere fu ben più duro che il morire, scrisse il Tenente Michele Campana nel suo “Un anno sul Pasubio”. Inverni con temperature fin sotto i -35°C e le valanghe dovute alle abbondanti nevicate con spessori di anche 10 metri, seppellirono interi reparti rendendo proibitivi gli accessi al monte.

Lasciata l’auto al parcheggio, si oltrepassa un moderno portale di accesso color ruggine e si imbocca la mulattiera n° 366 che porta rapidamente alla Galleria n° 1. Affianco al portale è presente un bar dove fare una colazione di rinforzo.

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Ciò che colpisce l’escursionista privo di formazione storica o militare, è l’esposizione a sud di tutta la tratta. Perchè un’opera così ardita fu realizzata sul versante più impervio del Monte Pasubio e per di più orientato verso il territorio italiano? Il motivo lo si comprende con la progressione di galleria in galleria. La totale assenza di magazzini, ricoveri, baraccamenti, la non carrabilità della strada, la presenza di pochi finestroni in parete e per lo più orientati verso il lato italiano, le poche cannoniere presenti verso il lato austriaco, svelano presto lo scopo di questa mulattiera ed ogni dubbio viene sciolto, a fine giornata, percorrendo la Strada degli Scarubbi, ovvero la strada militare del ritorno. Gli osservatori di artiglieria austriaci erano appostati sul M. Majo, sul M. Toraro, sul M. Seluggio e sul M. Cimone e da qui godevano una vista strategica sulla Strada degli Scarubbi, la quale era sì carrabile, ma pericolosissima in quanto percorribile dagli autocarri solo di notte e a fari spenti per sfuggire alla mira dell’artiglieria nemica. Immaginate quanti ragazzi persero la vita lungo questa strada. E’ così che nacque l’idea di scavare la Strada delle 52 Gallerie, proprio per consentire il transito di uomini e salmerie in qualsiasi stagione e con qualsiasi tempo, al coperto dalla vista e dall’offesa del nemico. Era “solo” una strada di rifornimento per le truppe impegnate nei combattimenti, più ad alta quota, sul Dente Italiano. Cosa si intende per Dente Italiano? Gli austriaci erano riusciti ad impadronirsi quasi per intero dell’Alpe di Cosmagnon e del Ciglione Lora-Sogi e lo scontro si stabilizzò nel 1916 su due estremità rocciose, vicine e separate solo da una selletta. Fino ad allora prive di nome, diventarono famose proprio coi nomi di Dente Italiano e Dente Austriaco. Gli italiani difesero strenuamente questa postazione dal giugno 2016 al novembre 2018 e gli austriaci dovettero accettare il fallimento dell’offensiva. Vi caddero migliaia di soldati: le cifre ufficiali, per difetto, parlano di oltre 37mila tra morti, feriti e dispersi italiani, 7.550 dei quali appartenenti a reparti alpini. Si calcola che nel 1916 sul Pasubio si trovassero circa 50mila uomini tra reparti combattenti e servizi, costretti a vivere a oltre 2.000 metri di quota, spesso in ricoveri di fortuna o in baracche come quelle della cittadella alle Porte del Pasubio nota come el Milanin.

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La storia di questa grande opera e le migliaia di caduti sul Pasubio dovrebbero indurre l’escursionista a procedere con rispetto e reverenza ma gli escursionisti che percorrono questa strada storica sono ormai centinaia ogni giorno.

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E’ solo dopo ben oltre le famose gallerie  19ª e 20ª che gli escursionisti si diradano per via della differente velocità di cammino. Ma a questo punto lo scenario paesaggistico si fa così articolato per via delle ardite guglie, delle profonde forre e delle scoscese pareti rocciose che ci si dimentica della folla fastidiosa e si recupera una dimensione più intima.

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Dopo la 30ª Galleria Miss che gira per 10 metri dentro un torrione di roccia, la strada prosegue allo scoperto per un tratto di 327 metri girando la testata della Val Camossara ed entrando nell’enorme apertura che separa la Bella Laita dal M.te Forni Alti. Siamo all’incirca a quota 1.700 metri e le gallerie 31ª  e 32ª  tagliano qui a mezza costa i ripidi pendii.

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Usciti dalla valle a quota 1842 m, la strada procede pressoché in piano. Sfiora il Passo di Fontana d’Oro eventualmente raggiungibile in 10 min seguendo il sentiero 322 che è quello che percorre la Val Fontana d’Oro.

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Proseguendo si rientra in galleria e qui noterete un bivio. E’ il momento decisivo per evitare il tratto finale più esposto della Strada delle 52 Gallerie, ovvero la cengia stretta ed esposta. Se la cosa non vi preoccupa, proseguite dritto in galleria sino alle Porte di Pasubio. Al contrario, se preferite evitare l’esposizione, deviate sulla destra. Uscendo in superficie vi troverete davanti alla palina che indica il sentiero 369 in direzione Porte del Pasubio / Rifugio Gen. Achille Papa. Noi abbiamo scelto questa variante più che altro perchè ci siamo ritrovati in mezzo ad un banco di nebbia mentre il versante nord ne era privo. In 30 minuti di gradevole cammino si raggiungono le Porte del Pasubio e il Rifugio Gen. Achille Papa (m. 1.928).

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La cucina del Rifugio Gen. Achille Papa apre alle 11.30 per accogliere gli escursionisti, la maggior parte dei quali si è svegliata molto presto. E’ l’ora perfetta per trovare posto a sedere, magari in terrazza dove è permesso anche l’accesso ai cani.

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2° PARTE – ZONA SACRA

Dietro al Rifugio una palina indica il Percorso Sacro in due ore. Dopo la Strada delle 52 Gallerie ed il pranzo abbondante in rifugio, leggere “due ore” è decisamente scoraggiante, si è tentati di imboccare subito la Strada degli Scarubbi per far ritorno il prima possibile alla macchina. Fatevi violenza e proseguite perchè, senza dubbio, è da qui che inizia la parte più interessante per comprendere la dinamiche offensive e difensive dei due schieramenti. Particolare non trascurabile: sarete finalmente soli per due ore. Si imbocca per un breve tratto il Sentiero 105 delle Creste o del Tricolore che conduce alla Cima Palon (m. 2.239). Il nostro consiglio è, nel punto in cui il sentiero 105 curva decisamente a sinistra, di tagliare prendendo un piccolo sentierino che sale sulla destra, ma attenzione che non vi è alcuna palina segnaletica ad indicarvi la direzione, nel dubbio proseguite sul 105.

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Il sentierino è una traccia ben evidente sin sotto alla Cima Palon (m. 2.239). Qui non vi rimane che proseguire tra le trincee ed i prati dove ben 30 cippi dedicati ai reparti che maggiormente si distinsero negli accaniti combattimenti delimitano l’area della Zona Sacra.

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Il Dente Italiano, a questo punto, è ben visibile e non rimane che proseguire verso di esso.

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La cresta tra la Cima Palon (m. 2.239) e il Dente Italiano (2.220m) è un dedalo di trincee e gallerie ma ciò che balza subito all’occhio è la quantià di crateri prodotti dal bombardamento austriaco, come se ci si trovasse in un campo di piccole doline. Lasciatevi incuriosire ed entrate nella Galleria Achille Papa, il generale che trascorse un anno sul Pasubio impegnando fino a 50 perforatrici per la costruzione delle gallerie. Proprio a lui fu intitolata la galleria principale realizzata per collegare Cima Palon con il sistema sotterraneo del Dente Italiano. Non potendo sostenere un attacco frontale, le truppe austriache scavarono delle gallerie sotto al sistema difensivo italiano, oltrepassando la Selletta dei Denti, allo scopo di posizionarvi delle cariche esplosive. E’ per questo motivo che alcune gallerie secondarie italiane non seguono un percorso organico,  il loro scopo era di intercettare gli austriaci che avanzavano in sotterranea inseguendo il rumore derivante dai loro scavi. Una curiosità: la carica esplosiva austriaca più consistente fu di ben 50.000 kg e provocò il crollo della parte settentrionale del Dente Italiano il 13 marzo 1918. A seguito dell’esplosione, il terreno sottostante la Selletta dei Denti, fu reso così instabile da non permettere uleriori scavi, terminando in questo modo la guerra di mine.

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Il Dente Italiano si presenta oggi come uno sperone di roccia frantumata dai bombardamenti e dalle mine che venivano poste sotto le postazioni italiane, tanto che oggi non presenta più la morfologia originale ma assomiglia più ad un pendio franato.

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Ecco l’immagine del Dente Austriaco scattata dal limite frantumato e distrutto del Dente Italiano. Sembra di poterlo toccare.

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Tornate su vostri passi, raggiungete nuovamente la croce di ferro sul Dente Italiano, scendete la scala di pietra sino alla Selletta Demaggio (m. 2220) e da qui imboccate il sentiero Sentiero 142A sino alla Chiesetta di Santa Maria (m. 2.100) e alla Selletta Comando (m. 2070).

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La Chiesetta di Santa Maria (m. 2.100) fu eretta nel 1961 perchè fortemente voluta dai reduci per ricordare i Caduti su quelle montagne. Vi si celebra regolarmente messa nel periodo estivo. Appena fuori dalla chiesa si trova la tomba del generale Vittorio Emanuele Rossi (comandante del Battaglione Monte Berico), reduce del Pasubio che volle tornare lassù una volta morto, tra i suoi soldati.

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Alla Selletta Comando (m. 2070) imboccare in discesa sulla destra il Sentiero 120 (E5) che conduce, nell’ordine, all’Arco Romano (m. 2070)  e  al Cimitero italiano “Di qui non si passa”, il cui nome deriva dal motto della Brigata Liguria. La scritta in ferro battuto venne apposta dai mutilati di guerra nel 1926 a ricordo dei compagni periti della Brigata Liguria che, dopo aver protetto il confine italiano, persero la vita nel tentativo di conquista di nuove posizioni. Il 15 agosto 1935, in epoca fascista, venne inaugurato anche l’Arco Romano recante la seguente incisione: ITALIAE MILITIBUS ADHUC SUB / IN ACIE SOMNUM QUI DORMIUNT HEROUM (ai soldati d’Italia che dormono ancora sotto le rovine del campo di battaglia il sonno degli eroi). A fianco dell’arco sventola una bandiera italiana.

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In circa 20 min di cammino su strada sterrata si ritorna alle Porte del Pasubio (1.928 m)


3° PARTE – STRADA DEGLI SCARUBBI

Rieccoci alle Porte del Pasubio (m. 1.928 m). Da qui parte in leggera discesa l’evidente Sentiero 370 detto “Strada degli Scarubbi”, una carrabile militare lunga 10,5 km realizzata per collegare il Passo Xomo (m. 1058 m.) alle Porte del Pasubio (m. 1928) passando per la Malga Campiglia (m. 1200). Dapprima era una semplice mulattiera costruita dagli alpini poco prima della guerra. Il 25 maggio del 1915, con l’inizio delle ostilità, fu percorsa dagli alpini della 259° Compagnia del Battaglione val Leogra e dal Battaglione Vicenza che occuparono il Pasubio. Successivamente fu allargata dal Genio per poter fornire approvvigionamenti e munizioni al Dente Italiano.  La percorrero anche in piena Strafexpedition i fanti del 3° battaglione del 218° Reggimento della Brigata Volturno, allo scopo di fermare l’avanzata dei reparti austriaci sul Dente Austriaco.
Il punto debole di questa strada carrabile era la sua esposizione a nord che la rendeva impraticabile per neve, ghiaccio e valanghe durante tutto l’inverno e per buona parte della primavera. A questo si aggiunse un altro problema, cioè il successivo posizionamento del fuoco dell’artiglieria austro-ungarica sulla Dorsale della Borcoletta e sul vicino Monte Majo. Era impossibile il transito con il chiaro del giorno nonostante la mimetizzazione con con frasche, reti e tralicci ed era pericolosissimo il transito anche di notte a fari spenti. Per queste difficotà fu progettata e costruita la Strada delle 52 Gallerie, per poter fornire approvigionamenti di ogni genere in quota.

Dalle Porte del Pasubio la Strada degli Scarubbi scende con una pendenza molto modesta per un lungo tratto. Proprio qui noi abbiamo vissuto l’incredibile incontro con un gregge di 1.200 pecore.

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Successivamente si perde rapidamente quota nell’impluvio naturale della Caneve di Campiglia grazie a dodici tornanti che si sviluppano per 5,7 km con un 9,5% di pendenza media. Gli scorci sulla parte sommitale sono molto suggestivi. E’ assolutamente consigliabile abbreviare il tragitto di almeno 20 min usufruendo di 7 sentierini che tagliano in modo deciso i tornanti della carrabile. Sono identificati da paline biancorosse.

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Il sentierino n° 1 termina sulla carrabile proprio di fronte alla Malga Campiglia (m. 1200) dove c’è l’opportunità di acquistare burro e formaggi nostrani di latte misto vaccino-pecora (consigliatissima la ricottina stagionata da grattugiare Euro 4,00 cad). Troverete anche un chiosco di legno al parcheggio di Bocchetta Campiglia dove fare acquisti.

MALGA CAMPIGLIA
Bocchetta Campiglia, 36010 Posina VI
Telefono: 347 932 9675
SITO WEB e Pagina FB

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Dati riepilogativi del sentiero

Abbiamo avuto difficoltà a reccuperare in rete una cartina escursionistica leggibile, acquistatene una se volete camminare in sicurezza per un paio di giorni. Oppure, se disponete di un GPS, chiedeteci la traccia scrivendo a oggiescoblog@gmail.com.
Evidenziato in arancione vi segnaliamo il nostro percorso escursionistico.  Se state utilizzando lo smartphone cliccate sull’immagine e poi selezionate “visualizza immagine” per poterla ingrandire.

Quota di partenza: 1.216 m
Quota minima: 1.196 m
Quota massima: 2.239 m
Dislivello: +/- 1.150 m (somma dei saliscendi)
Distanza: 14,8 km
Tempo in movimento: 7h

Pasubio cartina percorso

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Dove mangiare e pernottare

RIFUGIO “GENERALE ACHILLE PAPA”
Strada degli Eroi, 36030 Valli del Pasubio VI
TEL: 0445-630233
E-MAIL: rifugiopapa@caischio.it
GESTORE: Renato Leonardi   328-0339538
SITO WEB e Pagina Fb
Ristoro: 65 posti interni  e 60 posti esterni
Pernottamento: 55 posti letto
6 wc, 6 lavabi, 1 doccia, acqua calda

APERTURA: 15.05 – 15.10 e tutti i fine settimana fino a metà novembre
RICOVERO DI FORTUNA: 7 posti al bivacco Marzotto-Sacchi


ALBERGO LA VIGNETA
Via dei Longhi, 17, 36011 Arsiero VI
Telefono: 0445 714263
Doppia/Matrimoniale: Euro 70,00 a notte colazione inclusa
Camera molto grande, pulita e confortevole, dotata di aria condizionata. Ampio parcheggio incustodito. Cani ammessi. Il bar per le colazioni apre alle 5.00 del mattino per accogliere motociclisti, pescatori, escursionisti, cicloturisti.


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