Il Passo della Manina tra Val di Scalve e Val Seriana (+/- 720 M)

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Un anno di covid ha messo a dura prova la nostra forma fisica e la resistenza in montagna. Stazionando a Vilmaggiore di Scalve (BG), nelle Orobie bergamasche, abbiamo cercato un percorso di impegno e dislivello medio sul geoportale del CAI di Bergamo. Ci siamo, quindi, resi conto che, distratti dal fascino delle Piccole Dolomiti Scalvine, non abbiamo mai considerato tutta la porzione di valle compresa tra Vilminore di Scalve e Colere. In realtà dagli abitati di Pianezza, Bueggio, Nona e Teveno partono sentieri per tutti i gusti: Diga del Gleno, Rifugio Tagliaferri, Rifugio Albani, Pizzo Tre Confini, Monte Sasna e il Passo della Manina, meta della nostra escursione. Il Passo della Manina, collocato a quota 1.796 metri, divide la Val di Scalve dalla Val Seriana ed è raggiungibile sia da Nona che da Teveno, oltre che da Lizzola in val Seriana. Noi abbiamo scelto di partire da Nona. Abbiamo così scoperto un territorio affascinante per i panorami mozzafiato del massiccio della Presolana e dei giganti delle Orobie. E al Passo della Manina abbiamo avuto un’altra sorpresa: a soli 45′ di cammino è possibile raggiungere il Rifugio Mirtillo (m. 1956), un rifugio privato allegro, gestito da giovani. Continuate a leggere per i dettagli.


Il Parcheggio: Nona (BG)

Da Vilminore di Scalve (BG), proseguire lungo la SP58 e poi seguire l’indicazione per Nona (BG). Giunti alla Chiesa, cercare parcheggio. Sono disponibili tre aree di sosta:
1) parcheggio 1: dietro alla Chiesa;
2) parcheggio 2: dal parcheggio 1 proseguire lungo via San Fermo verso sinistra fino alla fine della strada. Da questo parcheggio parte il sentiero;
3) parcheggio 3: dietro alla Chiesa, girare a destra. Da questo parcheggio parte il sentiero per la Diga del Gleno; Dal tornante, è possibile imboccare anche una strada che si ricollega più avanti col sentiero 408, cioè il sentiero principale per il Passo della Manina.

Per sostare in tutti e tre i parcheggi, occorre il Gratta&Sosta da € 5,00 (per tutto il giorno) acquistabile presso il Bar della Nona, di fronte alla Chiesa. Le prime due ore e mezza di sosta sono gratuite previa esposizione del disco orario.

Tappe del Percorso

PRIMA PARTE
Durata: 1 ora e 30′
Dislivello positivo: +456 m
Chiesa di Nona (m. 1.340) –> sentiero 408 –> sentiero alto “Vià dè Ölt” –> Passo della Manina (m. 1.796) –> Cappella del Passo della Manina (m. 1.819)

Dalla Chiesa del paese, prendere via Scultore Piccini seguendo le indicazioni “PASSO MANINA” poste all’angolo del negozio di alimentari.

Proseguire diritto su via san Fermo fino a quando si raggiunge il parcheggio 2. Da qui parte il sentiero 408, ovvero il sentiero principale che conduce, con pendenza regolare, sino al Passo della Manina.

Dopo pochi minuti di percorrenza lungo il Sentiero 408, si incrocia un pannello informativo che segnala l’imbocco del sentiero alto, cioè la “Vià dè Ölt”. Questo tracciato, praticamente parallelo al sentiero 408, fu realizzato per il trasporto a valle del minerale di ferro e del fieno dai pracc dè olt soprastranti o magher (prati magri). E’ un sentiero che si sviluppa nel bosco, per cui è molto più fresco del sentiero 408. E’ un’alternativa valida soprattutto nelle giornate estive particolamente torride.

Il sentiero alto, usciti dal bosco, regala splendidi scorci del Monte Ferrante (m. 2.427), Vigna Vaga (m. 2.332) e Pizzo di Petto (m. 2.262), passa poso sopra le Case Rosse (m. 1637 m), cioè le ex baracche dei minatori, ove sorge il rifugio (privato) Case Rosse del Gruppo Alpinistico Celadina. E’ un sentiero, fresco nella prima parte e panoramico nella seconda, con alcuni punti dove rinfrescarsi e far abbeverare i cani.

Ancora 150 metri di dislivello con debole pendenza e si giunge al Passo della Manina (m. 1.796 m) ove sorge l’omonima Cappella (1.819 m). Il passo collega la Val di Scalve e la Val Seriana, raggiungibile da Lizzola (BG) a piedi lungo il sentiero 307 in 1h e 40′ o in seggiovia. Dalla Cappella la vista spazia a nord sui giganti delle Orobie e a sud sulle guglie della Presolana. Da qui è possibile raggiungere il Rifugio Albani lungo il sentiero 401 in 4h (attenzione ferrata sul percorso) e il Rifugio Curò lungo il sentiero 304 (EE) in 2h e 30′.

Notizie sulla Cappella

Nel 1949 in tutta la Diocesi di Bergamo si svolse la “Peregrinatio Mariae”. La statua della Madonna entrò in Val di Scalve dalla Cantoniera della Presolana e, sostando nei vari paesi, arrivò a Nona. Da qui fu trasportata a Lizzola attraverso il Passo della Manina il pomeriggio del 4 giugno 1949.

Salendo dopo le miniere seguì la cosidetta strada dei Tedeschi, perchè fatta tracciare dal comando tedesco per la linea fortificata che, partendo dal lago di Garda, attraverso Darfo, Cantoniera, Cima Verde, Manina, raggiungeva il confine svizzero nella zona di Porlezza. Ci sono ancora i segni dei bunker anche vicino alla Cappella.

Sul colle vicino al Passo avvennero la consegna e i saluti: l’Arciprete Don Gritti propose di costruire una Cappella a ricordo del passaggio della Madonna Pellegrina. Erano presenti circa 1.500 persone, venuti da tutti i paesi della valle e da Lizzola e Bondione, che accolsero con entusiasmo la proposta.

Fu fatta una raccolta di offerte nelle Parrocchie e agli inizi di settembre si iniziò la costruzione, su progetto dell’ingegnere Andrea Bonicelli. L’opera fu affidata all’impresa di Pietro Tagliaferri detto “Baga”. All’interno vi sono due altari, uno rivolto verso la Valle di Scalve ed uno rivolto verso la Valle Seriana.

Ai primi di ottobre l’opera era terminata nella parte muraria e la Cappella fu benedetta il mattino del 10 ottobre da Mons. Adriano Bernareggi, allora Vescovo di Bergamo, e vi furono celebrate contemporaneamente sui 2 altari, 2 S. Messe dai Parroci di Nona, Don Pietro Pasinelli, e di Lizzola, Don Cesare Rubbi. Vi erano presenti più di 1.000 persone. Il Vescovo, salito da Vilminore scese poi a Lizzola.

Nell’occasione furono portati lassù anche i due quadri della Madonna Pellegrina, opera del pittore Grimani di Castro.

Nel 1965 gli operai delle miniere ricoprirono il tetto con le lamiere.

Nel 1985 venne ristrutturata completamente.

Ogni anno, salvo impossibilità per cattivo tempo, si continuò a celebrare il ricordo della Madonna Pellegrina il 4 giugno. Così pure viene ricordato il giorno 10 ottobre, la benedizione della Cappella.

Fonte: un documento affisso sulla Cappella

SECONDA PARTE

Durata: 45′
Dislivello positivo: +175 m
Passo della Manina (m. 1.796) –> Sentiero 401 –> Rifugio Mirtillo (m. 1.955)

Dal Passo della Manina (m. 1796), seguire il cartello segnaletico “Rifugio Mirtillo”. Siamo sul sentiero 401, cioè il sentiero che collega il Passo della Manina al Rifugio Albani (EE).

Dopo circa 15′, occorre abbandonare il sentiero 401 al bivio indicato dalla palina segnaletica. Il sentiero 401 prosegue, infatti, verso il Rifugio Albani, mentre il nostro sentiero mantiene la destra. Altri 30′ di cammino e si arriva al Rifugio Mirtillo (m. 1955). Il sentiero è argilloso e scivoloso soprattutto nei tratti in ombra, per cui sono consigliate le bacchette e, naturalmente, calzature da escursionismo adeguate.

Il Rifugio Mirtillo

Il Rifugio Mirtillo mette allegria già all’arrivo: terrazza con gli ombrelloni, sdraio per prendere il sole, musica, personale giovane, griglia all’esterno per la carne e salamelle. La senzazione è di essere proprio in vacanza! E’ consigliabile la prenotazione perchè è affollato in quanto facilmente raggiungibile dagli impianti di Lizzola. Noi abbiamo preso un ottimo tagliere misto perchè sprovvisti di prenotazione, non sappiamo, quindi, dirvi come si mangia ma l’ospitalità promette bene.

TERZA PARTE: IL RIENTRO

Durata: 1 ora e 40′
Dislivello negativo: -720 m
Passo della Manina (m. 1.796) –> Baita Case Rosse GAC la Manina (m. 1637) –> Nona (m. 1.340)

Dal Rifugio Mirtillo (m. 1955) tornare indietro al Passo della Manina ( m. 1796) lungo il sentiero dell’andata.

Da questo punto in poi, la cosa più saggia da fare sarebbe imboccare il sentiero 408 fino a Nona (m. 1.340) in quanto è uno stradone comodo e facile. Come si vede dalla nostra traccia azzurra riportata sulla cartina, noi abbiamo preferito tagliare lungo i prati fino alla Baita Case Rosse (m. 1.637). E’ assoultamente fattibile, basta avere senso dell’orientamento e calzoni lunghi.

La Baita Case Rosse GAC è un rifugio privato situato a m. 1.637, sorto sui resti delle ex case dei minatori (LEGGI anche l’articolo sulla Miniera Gaffione). Gestito dal Gruppo Alpinistico Celadina dal 1975, dispone di 40 posti letto, ambienti riscaldati, bagni con docce, due cucine, due saloni, un bar e un locale invernale sempre aperto. Dall’emergenza covid del 2020 la Baita è rimasta chiusa, a parte il locale invernale per le emergenze, sempre aperto. Nell’area esterna vi sono dei tavoloni da usare per il pic nic e un bel albero in grado di rinfrescare nelle giornate estive più calde. Noi siamo comunque riusciti a comprare una coca cola. Nei pressi del rifugio sono ancora ben visibili gli imbocchi delle miniere, le discariche e i resti di una polveriera.

Dalla Baita Case Rosse (m. 1.637) si torna indietro di qualche passo per scendere e raggiungere il sentiero 408 . Si procede sul sentiero fino a Nona (m. 1.340) senza alcuna difficoltà o indecisione.

Mappa del sentiero

Dati riepilogativi del sentiero

Punto di partenzavia San Fermo, Nona (BG), Val di Scalve
Quota minima1.339 m
Quota massima1.956 m
Dislivello720 m
Distanza10 km
Percorsoparzialmente ad anello
Tempo in movimento3h 35′ (A/R)
Tempo con le soste6h 30′ (A/R)
PranzoRifugio Mirtillo
Punti di InteressePasso della Manina
Chiesa al Passo della Manina
Baite Case Rosse
Traccia GPXscrivi a oggiescoblog@gmail.com

Dove mangiare e dormire

RIFUGIO MIRTILLO

Località Rambasì, 24020 Lizzola (BG)

Fisso      0346 467084
Ambra   327 7756688
Paolo     388 8878684
Matteo  393 7932047

rifugiomirtillo@gmail.com

Sito web

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Instagram

Baita Case Rosse GAC

Il rifugio G.A.C. sorge a 1637 m tra il Passo della Manina e le pendici del Monte Sasna. Ricavato nelle ex case dei minatori meglio conosciute come “Case Rosse”, è gestito dal Gruppo Alpinistico Celadina dal 1975. Dispone di 40 posti letto, ambienti riscaldati, bagni con docce, due cucine, due saloni, un bar e un locale invernale sempre aperto. Si colloca a circa metà percorso sul Sentiero delle Orobie tra il Rifugio Curò e il Rifugio Albani.

La Baita Case Rosse è posta in comune di Vilminore di Scalve nei pressi del passo della Manina e del Sentiero delle Orobie.   

Telefono rifugio: 345-4125462

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