Ai piedi del Pizzo Camino (+/-1.130m)

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Nell’anno covid 2020, la nostra seconda casa in Val di Scalve (BG), rimasta inutilizzata per anni,  si è rivelata un campo base sicuro ed eccezionale per scoprire non solo questa valle ma anche per sperimentare incursioni interessanti nella vicina Val Camonica (BS) che, ahimè, non conosciamo affatto. L’escursione che vi raccontiamo oggi è nata come piano B. L’intenzione era quella di partire da Schilpario (BG), raggiungere uno dei passi nel gruppo del Pizzo Camino e scavallare dall’altra parte, ma dopo aver letto le relazioni, abbiamo rinunciato con mestizia. Da qui l’idea di aggirare il problema risalendo dalla parte bresciana, con partenza dall’Altopiano del Sole e più precisamente dal Comune di Borno (BS). Ne è nata un’escursione che ci ha fatto attraversare tutti gli spettri emotivi: dallo scoramento ed orrore per la concentrazione di 4×4 nel bel Laghetto di Lova, alla soddisfazione di vedere le Piccole Dolomiti Scalvine dalla parte bresciana, fino allo stupore per la meravigliosa scoperta del territorio ai piedi del Pizzo Camino. Il Rifugio Gualtiero Laeng e il sovrastante ex Rifugio Nino Coppellotti o, meglio, ciò che ne rimane dopo l’esplosione del 1944, è uno tra i luoghi più belli che ci è capitato di scoprire in ambiente prealpino e il Pizzo Camino è una montagna semplicemente perfetta. Se vi abbiamo incuriosito, continuate a leggerci


Il parcheggio: Borno/San Fiorino/Navertino

Il nostro percorso parte dal Comune di Borno (BS), località di villeggiatura sia invernale che estiva della Val Camonica. Occorre seguire le indicazioni stradali che dal paese di Borno portano al Lago di Lova e parcheggiare in zona Chiesa di San Fiorino (via Milano) o nelle adiacenze del ristorante Navertino (Via Navertino 4). Il parcheggio complessivamente disponibile è abbastanza limitato, tuttavia, acquistando un ticket giornaliero (presso il parcometro automatico di Piazza Caduti fuori dalla pro loco) è consentito transitare in auto lungo il sentiero 106 (sterrato carrabile) sino allo Chalet Lova (ed oltre), a patto di avere un automezzo adeguato (SUV, fuoristrada, 4×4). Il risultato è che il sentiero 106 assorbe un po’ di veicoli ed il parcheggio in zona San Fiorino e Navertino non è così impossibile da trovare. Il consiglio, naturalmente, è di arrivare sul presto. L’altra alternativa è parcheggiare a Borno (BS) e aggiungere un bel po’ di dislivello su asfalto.

San Fiorino è una piccola chiesetta incantevole del X-XI secolo. Di fronte ad essa è disponibile un primo parcheggio gratuito. Sul retro sono disponibili altri due o tre posti auto.

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Se non trovate posto qui, proseguite lungo la strada asfaltata sino al bivio e svoltate a destra. Poco più avanti troverete una seconda piccola aerea di parcheggio.

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Tappe del percorso

1° PARTE
Durata: 1 ora e 15′
Dislivello positivo: +320 m
Chiesa di San Fiorino (m. 977) –> Ristorante Navertino –> sentiero alternativo per il Lago di Lova –> Chalet Lova (m. 1.300) –> Lago di Lova (m. 1.299)

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2° PARTE
Durata: 1 h e 30′
Dislivello positivo: + 460 m
Lago di Lova (m. 1.299) –> Sentiero 103 –> Colle Mignone  (m. 1.535) –> Sentiero 110 –> Sentiero 82A –> Rifugio Laeng  (m. 1.760)

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3° PARTE
Durata: 1 h e 30′
Dislivello positivo: + 250 m
Dislivello negativo: – 150 m
Rifugio Laeng  (m. 1.760)
–> Sentiero 82 (182) / Sentiero 6 (106) –> Rifugio San Fermo (m. 1.868)

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4° PARTE
Durata: 2h
Dislivello negativo: – 900 m
Rifugio San Fermo (m. 1.868) –> Sentiero 100 –> Malga Zumella  (m. 1.566) –> Sentiero 100 –> Sentiero della Memoria –> Chiesa di San Fiorino (m. 977)

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1° PARTE: da San Fiorino/Navertino (m. 977) allo Chalet Lova (m. 1.300)

Superato il caotico abitato di Borno (BS), al vostro arrivo in via Milano, in località San Fiorino, sarete sorpresi dalla vista di una incantevole chiesetta. Trattasi della Chiesa di San Fiorino,  sorta nell’anno mille probabilmente su un antico luogo sacro romano come suggerito dal ritrovamento di una epigrafe di questo periodo.
Proseguite in salita sino ad un bivio. Di fronte a voi vedrete una stradina di campagna che dovete ignorare, svoltate invece a destra e continuate su asfalto sino al Ristorante Navertino. Qui avete due possibilità:
1) proseguire dritto lungo la strada carrabile (sentiero 106), sotto al sole ed infastiditi continuamente dai 4×4 che salgono e scendono ingolfando la strada;
2) svoltare a destra lungo il “sentiero alternativo”, per lo più ombreggiato che, in 60′ circa, vi condurrà al Lago. E’ un percorso un po’ più lungo ma silenzioso e rilassante.

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Noi abbiamo scelto, naturalmente, il sentiero alternativo ma non lo abbiamo percorso tutto. Giunti ad un ponte, abbiamo scorto tra la vegetazione un verosimile sentierino e lo abbiamo imboccato.  Si è rivelata una traccia continuativa ma piuttosto ripida, molto probabilmente coincidente con la “San Fermo Trail“.

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Il sentierino si mantiene parallelo al torrente, il quale è ravvivato da continui salti artificiali. E’ un’alternativa più selvaggia, fresca e, certamente, solitaria.

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Il sentierino termina, ahimè, in corrispondenza del sentiero 106, cioè la strada trafficata dai 4×4 che vi tormenteranno sino al bivio per lo Chalet Lova. Al bivio girate a destra. Ancora pochi minuti di cammino e giungerete allo Chalet Lova. Chi di voi avrà scelto di rimanere sul vero “sentiero alternativo”, giungerà sull’altra sponda del lago.
Lo Chalet non consente l’accesso ai cani. Il Lago non è balneabile e non è adatto per prendere il sole lungo le rive in quanto circondato da una zona umida importante.

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2° PARTE: dallo Chalet Lova (m. 1.300) al Rifugio Laeng (m. 1.760)

Dallo Chalet Lova dirigersi verso nord, superare il ponticello e imboccare il sentiero 103 indicato dalla palina ivi collocata. Mantenetevi sempre lungo la strada di servizio che costeggia le case, soprattutto nel punto in cui lo stradone 103 gira a sinistra con un importante tornante. Continuate sempre diritto lungo la scorciatoia che porta al Colle Mignone (m. 1.535) tagliando il naso del 103 (vedi mappa).

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Man mano che si sale, il panorama verso il Lago di Lova è sempre più splendido, anzi possiamo affermare che il lago è quasi più bello visto dall’alto che dalla riva. Giunti al Colle Mignone (m. 1.535), controllare le paline segnaletiche e seguire per Rifugio Laeng (45′). Superare la Malga Mignone ed una seconda palina che indica il Rifugio Laeng (40′).

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Seguire il sentiero tagliando per campi ed aree di pascolo recintate sino ad un’altra palina segnaletica che indica il Rifugio Laeng (20′) e il Pizzo Camino (2h e 20′).

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Date uno scorcio alle Piccole Dolomiti Scalvine alle vostre spalle.

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Ora il percorso comincia a farsi interessante perchè fa il suo ingresso sua maestà il Pizzo Camino (m. 2492). Superate un laghetto e in pochi minuti giungerete al rifugio. Il pranzo viene servito da volontari solo ai tavoli esterni e in contenitori monodose. Il rifugio non permette il pernottamento in tempi di Covid-19.

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3° PARTE: dal Rifugio Laeng (m. 1.760) al Rifugio San Fermo (m. 1.868)

Lasciamo il rifugio sulla sinistra e proseguiamo lungo il sentiero 82 che conduce al Pizzo Camino (m. 2492) in 2h. Fate una piccola deviazione per far visita al laghetto adiacente il rifugio e proseguite poi verso l’area più bella e suggestiva di tutta questa escursione, ovvero ciò che resta del Rifugio Nino Coppellotti, edificato nel 1934 ma fatto esplodere con la dinamite solo una decina di anni dopo, nel 1944. Per raggiungerlo, procedete in leggera salita, prestando attenzione al punto in cui si dividono i sentieri per il Pizzo Camino (sentiero 82A) e per il Rifugio San Fermo (sentiero 82). Continuate in direzione San Fermo.

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Dopo una breve salita, arriverete ad un bel pianoro con un’incredibile vista panoramica, da nord a sud, su Corna di San Fermo (m. 2329), Cima Moren (m. 2.418), Pizzo Camino (m. 2492) e Passo di Varicla (m. 2.124). Il pianoro è completamente ricoperto dai detriti di pietra prodotti dall’esplosione del 1944. Delle costruzioni edificate ora sono visibili solo i tracciati perimetrali, la cui destinazione d’uso è indicata da alcune targhe.

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Si riprende la salita verso sud per raggiungere il passo oltre il quale comincia la traversata alta che conduce al Rifugio San Fermo (m. 1.868) in un’oretta circa.

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Oltre il passo è ben visibile il Lago di Lova (m. 1.300) e si percepisce tutta la traccia regolare della traversata alta.

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Ad un certo punto troverete una palina segnaletica che indica una possibile via di fuga per rientrare al punto di partenza. Si tratta del sentiero 189 che conduce al sentiero 106 (strada sterrata), ovvero la traversata bassa e raggiunge dapprima la Chiesetta degli Alpini (m. 1.760) e poi lo Chalet Lova (m. 1.300).

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Noi proseguiamo verso ovest e raggiungiamo infine il Rifugio San Fermo (m. 1.868), posto su un dosso panoramico alla base della Corna di San Fermo (m. 2329). Per le aperture del rifugio si veda in fondo alla scheda.

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4° PARTE: dal Rifugio San Fermo (m. 1.868) a San Fiorino/Navertino (m. 977)

L’ultima parte dell’escursione è sicuramente la più sfiancante in quanto si tratta di una discesa bella ripida e, soprattutto, sconnessa. Occorre un buon senso dell’orientamento perchè vi troverete a decidere quale strada scegliere senza una segnaletica adeguata. La cosa migliore sarebbe dotarvi di GPS o di una app per cellulare. Se non vi sentite tranquilli, imboccate la traversata bassa al Rifugio San Fermo e tornate al Lago di Lova, facendo poi il tragitto dell’andata fino alla macchina.
Il nostro tragitto ha avuto una conclusione un po’ roccambolesca perchè abbiamo cercato di fare dei tagli nei campi per raggiungere la Chiesa di San Firmino senza dover scendere fino a Borno e ci siamo ritrovati letteralmente in giardini privati da cui siamo usciti grazie alla gentilezza dei proprietari. Ecco come è andata.

Dal Rifugio San Fermo siamo arrivati sino alla fine del dosso, da qui siamo scesi in linea retta sino a raggiungere la Malga Zumella (m. 1.566). Dalla malga abbiamo seguito una traccia evidente sino alla palina segnaletica che ci ha segnalato il sentiero 100 con destinazione Borno in 1h e 15′.

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Si procede per boschi e prati intersecando qua e là piccoli aggregati di case (compresa una fontana meravigliosa!!!).

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Il vero punto critico è in corrispondenza di un bivio nel bosco in cui siamo rimasti fermi una decina di minuti per decidere il da farsi. Alla fine abbiamo optato per seguire le indicazioni del “percorso della memoria” che porta a Borno. Il nostro scopo è stato proprio quello di evitare di arrivare a Borno per non dover risalire sino a San Firmino.
E’ stata un’avventura, tra recinzioni da scalvalcare, fino spinato da spostare, cane da lanciare da una parte all’altra delle reti….insomma, provate voi a fare di meglio 😂. Noi a casa ci siamo tornati!

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Dati riepilogativi del sentiero

Punto di partenzaChiesa di San Fiorino, Borno (BS)
Quota minima977 m
Quota massima1.939 m
Dislivello+/- 1.130 m
Distanza13,5 km
Percorsoad anello
Tempo in movimento5h (A/R)
Tempo con le soste8h (A/R)
PranzoRifugio Laeng, Rifugio San Fermo
Chalet Lova
Traccia GPX scrivi a oggiescoblog@gmail.com

Dove mangiare e dormire

CHALET LOVA
Localita Lago di Lova SNC, 25042 Borno Italia
Cellulare: +39 347 792 2271
Cani non ammessi

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RIFUGIO GUALTIERO LAENG
Conca del Varicla, comune di Borno (BS)
Cellulare:
+39 338 238 1283
rifugiolaeng@gmail.com
Pagina Facebook
Profilo Instagram
https://www.caiborno.it/copia-di-alpinismo-giovanile

Il rifugio Gualtiero Laeng, dedicato allo studioso delle incisioni rupestri camune e valorizzatore dei sentieri dell’Adamello, è collocato nella bella conca del Varicla nel comune di Borno (BS).Il rifugio è gestito dai volontari dell’Operazione Mato Grosso ed è proprietà del CAI di Cedegolo (BS). E’ dotato di una camerata da dodici persone e di servizi essenziali. Offre una sala ristoro per circa una trentina di persone.

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RIFUGIO SAN FERMO
Localita’ Monte, Via San Fermo, 25042 Borno BS
Telefono: +39 0364 311704 oppure +39 0364 311548
Cellulare: +39 339 1001308 (Marina)
Cellulare: +39 349 2123294 (Franco)
merygh@live.it
Pagina Facebook
https://www.caiborno.it/copia-di-rifugio-laeng

E’ di proprietà del Comune di Borno, gestito dalla locale Sezione CAI.
Dispone di 18 posti letto in un’unica camerata, più altri 6 in un locale separato. È gestito nei fine settimana dei mesi di maggio, giugno (prima quindicina), settembre (seconda quindicina) ed ottobre.
È sempre aperto nei mesi di giugno (seconda quindicina), luglio, agosto e settembre (prima quindicina). È sempre aperto nei mesi di giugno (seconda quindicina), luglio, agosto e settembre (prima quindicina)

rifugio san fermo

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