I Bunker Breda: un patrimonio nascosto nel Parco Nord Milano

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Il Parco Nord Milano è un Parco Regionale istituito nel 1975 in un’area tra le più densamente urbanizzate d’Europa che si è via via espansa senza alcun disegno urbanistico. Alcuni terreni agricoli sopravvissuti all’industrializzazione, sono rimasti intrappolati tra storiche fabbriche, prima fra tutte la Breda, e i grandi quartieri edilizi che, nel tempo, hanno saldato la periferia nord di Milano al suo hinterland. Le fabbriche sono state dismesse in seguito alla de-industrializzazione, i terreni sono stati bonificati e a partire dal 1983 è partito un significativo intervento di forestazione. Il Parco Nord Milano attualmente può contare su circa 350 ettari di verde, organizzati in zone boschive, radure, filari, macchie arbustive, siepi e piccoli specchi d’acqua, ha un ruolo sociale, urbanistico ed ecologico e rappresenta un esempio concreto di sviluppo sostenibile per tutta la Città Metropolitana di Milano.
Questa doverosa premessa serve ad introdurre l’affascinante storia dei Bunker Breda, ovvero i rifugi antiaerei della V Sezione Aeronautica della Breda presenti in tutto il settore est del Parco Nord. Abbandonati alla fine della Seconda Guerra Mondiale (1945) per cessata utilità, sono stati via via dimenticati in seguito alla chiusura della V sezione aeronautica della Breda (1951). La vegetazione infestante ne ha nascosto gli accessi per decenni consegnandoli all’oblio finchè, durante dei lavori di manutenzione del parco, un fortuito ritrovamento li ha riconsegnati alla città.
Noi abbiamo scoperto i Bunker Breda grazie ad un’iniziativa del MEMI Fest 2019, festival urbano dedicato ai luoghi della memoria a Milano dove artisti, performer, designer hanno coinvolto attivamente gli abitanti mettendo a disposizione i loro linguaggi come veicoli di memoria e di trasmissione di valori e storie.

Grazie ad una collaborazione tra Ecomuseo Urbano Metropolitano Milano Nord (Eumm) e Parco Nord, i Bunker Breda sono stati recuperati con una funzione didattica,  ospitano un allestimento permanente e sono visitabili durante i week-end di apertura mensile.

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Il progetto di allestimento è stato avviato nel 2009 grazie al contributo di Fondazione Nord Milano e di Regione Lombardia e l’aspetto più significativo di questo percorso è stato la partecipazione attiva della cittadinanza a tutte le fasi del progetto. Grazie alla  narrazione collettiva dei testimoni sopravvissuti alle fasi del conflitto a Milano, si è recuperata l’identità storica  e culturale di questi luoghi che hanno attraversato un’epoca drammatica. I cittadini sono divenuti protagonisti nella costruzione del sistema di fruizione del patrimonio culturale della propria città e non solo destinatari. Oggi le visite ai Bunker Breda sono un’occasione di riflessione sul passato e una testimonianza formativa per le nuove generazioni. Eumm realizza, infatti, percorsi, laboratori e attività per tutte le scuole (dalla primaria alla secondaria di secondo grado).

Per scaricare il pdf dell’offerta formativa di Eumm: clicca qui


l’Area Bombing su Milano e la costruzione dei bunker

(Le informazioni sono state prese in parte dal sito del MEMI che doverosamente citiamo ed  invitiamo a visitare)

Il Bomber Command fu il Comando Bombardieri della Royal Air Force britannica fondato nel 1936. Inaugurò l’era dei bombardamenti aerei durante la seconda guerra mondiale, colpendo, a partire dal 1940, città, fabbriche e obiettivi militari della Germania, dell’Italia e dei territori occupati dalla Wehrmacht o dai suoi alleati. Dal febbraio 1942 passò alla inesorabile strategia dell’Area bombing e del maximum use of fire approvata personalmente da Winston Churchill, cioè l’uso sistematico del bombardamento strategico, con funzioni di sabotaggio della produzione e danneggiamento delle infrastrutture, ma anche derive terroristiche volte a minare la vita e il morale della popolazione civile nemica. Si stima che l’Area bombing abbia causato la morte di almeno 500.000 civili nonchè la disruzione di numerosi centri storici.

Ai raid inglesi si aggiunsero nel 1943 quelli americani provenienti dal nord Africa, che indirizzarono la loro azione sulle aree produttive del triangolo industriale (Milano-Genova-Torino), dove si concentravano le riserve militari del paese.

Milano viene bombardata già il 15 giugno 1940, nella zona della Stazione Centrale con danni di lieve entità (un morto ed un solo edificio distrutto), ma sono i raid successivi a causare centinaia di vittime e danni ingenti agli edifici:
24 ottobre 1942, Porta Romana, Ticinese, Vittoria, San Vittore: 135 morti e 60 edifici distrutti
15 febbraio 1943, Palazzo Reale, Biblioteca Ambrosiana: 133 morti, 1.000 senza tetto
agosto 1943, Corriere della Sera, Santa Maria delle Grazie, Sant’Ambrogio: 161 morti
28-29 marzo 1944, Lambrate, Rogoredo Sant’Ambrogio: 48 morti
30 aprile 1944, Breda: 5 morti
20 ottobre 1944, Lambrate, Precotto, Gorla: 614 morti (la solo scuola elementare di Gorla vede la morte di 184 bambini)
8 gennaio 1945, via Manzoni: 10 morti

L’ultima incursione è del 13 aprile 1945 ma complessivamente sono stati oltre 60 i bombardamenti subiti. I primi rifugi antiaerei furono sostanzialmente le cantine degli edifici, ma gli unici ripari che offrissero discrete garanzie di sicurezza erano quelli costruiti in cemento armato (Centrali dell’Acquedotto Civico, piazza Grandi, via San Michele del Carso, viale Bovio, in Piazza del Duomo e in Piazza San Fedele). Su alcuni edifici sono ancora visibili segnaletiche a muro, come ad esempio le scritte “U.S.” (uscita di sicurezza), che indicavano la presenza di rifugi antiaerei.

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Alcuni rifugi, anche di tipo speciale, vennero costruiti infine nelle fabbriche: Breda, Magneti Marelli, Industria Meccanica Piaggio, Portello dell’Alfa Romeo. Nonostante questi accorgimenti le vittime civili dei bombardamenti sono state più di 2.000 a Milano ed un terzo degli edifici viene distrutto dai bombardamenti, dagli incendi che ne divampano, o dalle demolizioni intraprese con la ricostruzione.

Leggi anche: Archivio digitale International Bomber Command Centre


I Bunker Breda: la storia in pillole

(Le informazioni di questa sezione sono state ricopiate dai pannelli informativi collocati all’interno dei Bunker Breda) 

Il triangolo industriale Milano-Genova-Torino decolla a partire dal 1870 con la Seconda Rivoluzione Industriale, grazie alle nuove fonti di energia, elettricità e petrolio che trasformano il processo produttivo, rivoluzionando il sistema economico e sociale. Solo pochi anni dopo, nel 1883, apre a Milano la prima centrale elettrica d’Europa, seconda al mondo e nel 1886 l’Ing. Ernesto Breda fonda l’accomandita Ernesto Breda & C. per la produzione di materiale ferroviario. Nel 1900 Milano è al centro dell’economia del paese e a Sesto san Giovanni si concentrano molte delle grandi industrie siderurgiche, chimiche e meccaniche (OSVA, Breda, Marelli, Falck, Spadaccini, Gabbioneta, Garelli, Pirelli). Nel 1914 scoppia la Prima Guerra Mondiale e all’industria viene richiesta la produzione di materiale bellico: le officine della Breda producono in tre anni 6 milioni di proiettili, 100.000 bombe, 600 siluri, 200 carri ferroviari, oltre ad aerei, mortai ed obici. Nasce l’aeroporto di Bresso e alla fine del conflitto il complesso industriale copre quasi 2 milioni e mezzo di mq dove vi lavorano 8.000 persone tra operai, impiegati, dirigenti e maestranze varie. Nel 1918 muore Ernesto Breda, l’Austria firma l’armistizio e finisce la Grande Guerra con un bilancio spaventoso: 65 milioni di militari impiegati e 16 milioni di vittime. Nel 1922, dopo un biennio di forti scontri operai, scioperi rivendicazioni sindacali (biennio rosso), in Italia sale al Governo Benito Mussolini, con l’assenso del Re e delle grandi industrie. Nel 1933 con Adolf Hitler si ha l’affermazione del regime nazista. Nel 1935 la Breda conta 15.000 dipendenti negli stabilimenti di Sesto, Niguarda e Cinisello. A Sesto San Giovanni il complesso industriale si articola in 5 sezioni produttive: elettromeccanica e locomotive, ferroviaria, fucine, siderurgica, aeronautica. Nel 1939 Mussolini stringe il “Patto d’Acciaio” con la Germania. Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, nel 1940 la Breda riceve nuove commesse per la produzione di materiale bellico. La sezione siderurgica è il sesto produttore nazionale di acciaio. A questo punto Milano diventa un obiettivo strategico per gli Alleati, iniziano i bombardamenti che sganciano sulla città le bombe chiamate “blockbuster“, cioè “spiana isolati“. Nel 1942 la Breda aeronautica, per difendere il personale dalle incursioni aeree, costruisce i rifugi, i Bunker Breda, in grado di ospitare sino a 400 operai. La Breda, come altre fabbriche di Sesto, è coinvolta fortemente negli scioperi del 1943, gli operai si organizzano in Gruppi di Azione Patriotica (GAP) che compattono clandestinamente prima il regime e poi l’occupazione tedesca (solo un 4% di operai aderisce al regime fascista). Vengono organizzati 19 scioperi, eseguiti 400 arresti, la maggior parte degli arrestati finisce a San Vittore e 40 di essi vengono deportati nei lager, di questi 24 troveranno la morte. Il 30 aprile 1944 un’incursione aerea alleata rade al suolo gli stabilimenti, fortunatamente è Domenica e perdono la vita solo 5 custodi. Nel 1945 i partigiani e le truppe alleate liberano il nord Italia e Mussolini viene arrestato e fucilato. Nel 1946 l’attività della Breda viene riconvertita alla produzione civile ma nel 1952 viene chiusa la V Sezione Aeronautica.


I Bunker Breda: la visita

E’ inutile che cerchiate autonomamente gli accessi ai bunker in quanto sono ben nascosti nella vegetazione e chiusi al pubblico.  Vi si può accedere soltanto prenotando la visita guidata mensile dopo aver percorso una passeggiata che parte dalla Cascina del Centro Visite del Parco Nord. La Cascina Centro Parco si trova a Sesto San Giovanni in via Clerici 150, vicino all’incrocio con il viale Fulvio Testi (Contatti: 02241016232 – Punto ristoro La Braceria aperto all’interno. L’edificio non è visibile da strada perchè dista circa 600 m dalla sbarra di ingresso. Potete parcheggiare l’auto presso il Parcheggio interno Parco Nord) E’ consigliato un golfino anche nei mesi estivi.

Alla prima sala si accede percorrendo in discesa una modesta scalinata. I Bunker Breda furono sì costruiti in cemento armato su progetto tedesco, ma, per mancanza di tempo, si preferì dare priorità alla lunghezza dei rifugi piuttosto che alla loro profondità e non sapremo mai se avrebbero davvero garantito l’incolumità ai 400 lavoratori che erano in grado di ospitare. Una prima sirena avvisava della partenza degli aerei, una seconda sirena l’inizio imminente dei bombardamenti, una terza sirena la fine degli stessi. I singoli bracci del bunker erano separati ed isolati da pesanti porte che separavano gruppi di 40 persone per un tempo massimo di 3 ore, dopodichè finiva l’ossigeno. Poteva essere portata una candela ogni 10 persone, gli ambienti erano quindi anche piuttosto bui, non solo angusti.

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A distanza regolare venivano costruiti degli appoggi in cemento che ospitavano le assi di legno sulle quali sedersi.

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Alla prima sala si arriva dopo aver superato una bomba di dimensioni reali ricamata all’uncinetto. Trattasi di un’opera d’arte sociale promossa dall’artista Laura Morelli (Associazione Di+) per il progetto “Bunker”. Il 6 luglio 1944 la fabbrica Dalmine, al secolo Tenaris, azienda leader per la costruzione di tubi in tutto il mondo, venne pesantemente colpita da un bombardamento aereo alleato. La sirena d’allarme rimase muta e furono 800 i feriti e 274 i morti su 4000 persone presenti sul luogo della disgrazia. La guerra, lo sappiamo, interrompe vite, spezza famiglie e distrugge il tessuto sociale. Laura Morelli decide, allora, di raccogliere i familiari delle vittime, per lo più donne, fornisce loro un modello scala 1:1 della bomba che ha ucciso i loro cari e chiede loro di intrecciare nuovamente quel tessuto squarciato, ma all’uncinetto, ascoltando e registrando i loro racconti che scaturivano da quegli incontri. Nascono 33 bombe, indurite dalla resina. Alcune hanno colori sgarcianti perchè alla fine la vita ricomincia. Non è così per la bomba collocata nei Bunker Breda, volutamente color “bunker”.

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LEGGI ANCHE: trekking alla Madonna delle Cime sul Corno Zuccone in val Taleggio
La Madonnina delle Cime è stata costruita con le lamiere raccolte dopo i bombardamenti alle fabbriche di Dalmine

Superata la bomba, la prima sezione è stata volutamente lasciata in penombra per preparare il visitatore al percorso sonoro: bombe che scoppiano, rumore di aerei, sirene ecc.

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Nella seconda sala, fanno da allestimento delle panche sulle quali il pubblico sperimenta la sensazione della permanenza nei rifugi e la vicinanza con il prossimo, come ai tempi dei bombardamenti.

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Troverete fotografie di Milano bombardata (Archivio Fotografico Civico del Castello Sforzesco e Archivio Gianfranco Ucelli), una linea del tempo ed una mappa con la geolocalizzazione precisa dei principali bombardamenti a Milano.

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La terza tappa mostra l’evoluzione che, dal dopoguerra fino agli anni ’70, ha consentito la costruzione dell’identità operaia e del paesaggio del Nord Milano. Delle linee del tempo simbolicamente poste come panche sulle quali sedevano gli operai stessi, ripercorrono le tappe principali della fabbrica e della Guerra.

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Nel quarto braccio dei Bunker vengono, infine, ospitati i lavori creati dai ragazzi del Servizio Civile che Eumm coinvolge all’interno del Parco Nord. Costoro, dopo un periodo formativo, riflettono sui temi della violenza, della guerra, delle dittature, delle passate e presenti forme di resistenza civile.

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Per informazioni e prenotazioni:

mail ecomuseo@eumm-nord.it
Tel. +39 338 8924777 dal lunedì al sabato dalle 10.00 alle 19.00
Sito Eumm http://www.eumm-nord.it/
Sito Parco Nord http://www.parconord.milano.it/bunker-breda
Pagina Facebook https://www.facebook.com/bunkerparconord/


Link utili:

http://www.parconord.milano.it/vnlib/pmapper-dev/map.phtml

http://www.me-mi.it/

http://www.milanounderground.it/tag/mailand/

https://geoportale.comune.milano.it/MapViewerApplication/Map/App?config=%2FMapViewerApplication%2FMap%2FConfig4App%2F219&id=ags

http://www.storiadimilano.it/Repertori/bombe_centro.jpg

http://www.storiemilanesi.org/approfondimento/i-bombardamenti-ricostruzione/

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