GIORNO 11: il Rifugio Carlo Semenza (2.020 m)

Nella zona dell’Alpago, una regione storico-geografica della provincia di Belluno meridionale, è possibile visitare parecchie malghe ma solo due rifugi, il Rifugio Carota a Pieve d’Alpago, raggiungibile in auto, e il Rifugio Semenza, a Tambre, raggiungibile con due ore di trekking. Scegliamo il secondo perchè, durante i nostri giri in canoa al centro del Lago di Santa Croce, il panorama sulle Prealpi Venete non sembrava niente male. E infatti.
Situato nell’alta Val de Piera a 2.020 m di quota, dal Rifugio Carlo Semenza si può ammirare tutta la sottostante valle fino alla fitta foresta del Cansiglio e non solo. Pochi metri ancora di camino e si arriva, infatti, alla Forcella Laste e al Bivacco invernale da dove poter abbracciare con lo sguardo le bellissime montagne del Friuli. La vista è, infatti, amplissima sulle Dolomiti Bellunesi e Carniche fino alle Alpi Giulie e soprattutto su tutto l’Alto Adriatico dalla Dalmazia alle lagune veneto-friulane. Dalla Forcella, poi, con altri 30′ di cammino si raggiunge la Cima del M. Laste (2247 m).
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GIORNO 10: Il Lago di Santa Croce in canoa

Stiamo boccheggiando in mezzo alla pianura trevigiana e il caldo è insostenibile come è normale che sia il 16 di agosto. Abbiamo bisogno di un bagno. Se vivi a Treviso e dintorni hai solo due opportunità per rinfrescarti: conquistare un ombrellone a Jesolo oppure raggiungere il lago di Santa Croce nella zona dell’Alpago, in provincia di Belluno. In tutta Jesolo non esiste un bagno dog friendly e mica possiamo lasciare la Yuma chiusa in casa mezza giornata. Ci mettiamo il costume, carichiamo la canoa ed impostiamo il navigatore verso la Baia delle Sirene, uno delle spiagge più belle del lago. La natura, probabilmente impietosita dalla vita grama che conducevano gli abitanti della pianura trevigiana,  innescò una frana che chiuse la Val Lapisina, bloccando la discesa del fiume Piave verso Vittorio Veneto e creando la Sella del Fadalto e il Lago di Santa Croce. Questo Lago è un dono della natura, mi ci gioco le mani. Ora, per effetto delle correnti d’aria che, passando attraverso la stretta zona del Fadalto aumentano la loro velocità, il Lago di Santa Croce è uno dei luoghi più ventosi dell’intera provincia di Belluno, attirando così prestanti appassionati di windsurf, kitesurf e vela.
Tanta roba.
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GIORNO 1: la Diga del Vajont e il Rifugio Pordenone

Prima tappa: la Diga del Vajont

A Treviso abbiamo trascorso una notte infernale per il caldo, causa condizionatore scarico. Partiamo di buona lena con la recondida speranza di trovare un po’ di refrigerio salendo il più possibile in quota. Superiamo la zona dell’Alpago e risaliamo la valle del Piave fino alle porte del Cadore. Siamo ancora in Veneto, in provincia di Belluno.  La prima meta della nostra vacanza è Longarone, paese ai piedi della Diga del Vajont, nota per l’omonima tragedia che colpì proprio il paese di Longarone la notte del 9 ottobre 1963 alle 22.45.
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Il Lago di Santa Croce: spiagge e sport acquatici

E’ agosto, c’è bonaccia, la temperatura è salita a 39°C e purtroppo ti trovi nel posto sbagliato: sei nella Marca Trevigiana. Cosa fai?

Risposta numero 1: ti fai un’ora di auto in colonna per raggiungere le spiagge di Jesolo e realizzare, nel caso tu abbia un cane, che devi proseguire sino a Caorle perchè a Jesolo non esistono bau bau beach. Giunto a Caorle, scopri che il tuo fido non è un cane, bensì un’arma di distruzione di massa da confinare nelle file alte del bagno dove la temperatura raggiunge i 45°C. A turno provi ad accedere al bagnasciuga, guardi l’acqua poco invitante, torni indietro e opti per una doccia, mentre un altoparlante trasmette pubblicità con orribili musichette ad alto volume.

Risposta numero 2: ti fai meno di un’ora d’auto lungo la A27 (deserta) in direzione Belluno, prendi l’uscita Farra d’Alpago/Lago di Santa Croce e scegli in quale spiaggetta dog friendly del lago passare la giornata in pieno relax, tra un tuffo ed un prosecco fresco, contando i surfisti che man mano arrivano per godersi il vento termico del pomeriggio.

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Canoa lungo il fiume Sile (TV)

Reduci da indimenticabili escursioni in canoa nelle Gorges de l’Ardèche e Gorges du Tarn in Francia, ci siamo messi alla ricerca di operatori turistici in grado di organizzare escursioni fluviali in Italia, fornendo al tempo stesso una canoa a noleggio (non avevamo ancora acquistato la canoa gonfiabile). Abbiamo dovuto fare i conti con la realtà nostrana perchè la pratica di andare in canoa/kayak in Italia è considerata un’attività di nicchia riservata ai soci iscritti ai pochi club esistenti. Le offerte sono davvero limitate. A Casale sul Sile (TV), esite un’organizzazione, la Travelsport, che ha un Outdoor Center proprio nel cuore del Parco Naturale del Sile, uno dei fiumi di risorgiva più lunghi d’Europa. Ebbene, la Travelsport è in grado di fornire canoe e kayak per una pagaiata sia individuale che di gruppo. Noi abbiamo affittato una canoa in resina da due posti. Ecco come è andata.
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