I racconti di OggiEsco: La 500 blu

Ebbene sì. Sono stato un fortunato possessore della Fiat 500. Quella vera. E non come un estimatore d’auto d’epoca bensì come un normale utente quando le strade ne erano ancora “infestate”. Non fate conti!
Ricordo ancora adesso quando mio padre la portò a casa. Usata. Era la seconda macchina, quella di servizio per non tirare fuori l’ammiraglia, quella che dimostrava a tutti che potevamo permetterci due macchine. Era un cosino, poco più di uno scooter, ma ai tempi sembrava un’automobile. Piccola, ma pur sempre un’automobile. Utilitaria si diceva ai tempi, anche se non ho mai capito il senso di questo termine. Continua a leggere “I racconti di OggiEsco: La 500 blu”

I racconti di OggiEsco: Il Semaforo

Fermò la macchina con un brusco colpo di freni, appena dopo la riga bianca. Certamente aveva avuto l’impulso di passare l’incrocio con il giallo ma all’ultimo momento aveva cambiato idea. La guardai attraverso il finestrino della sua auto. Aveva le unghie lunghe, smaltate e indossava un vestito grigio di buon taglio. Cercai di immaginare il suo profumo. Le sue dita tamburellavano furiosamente sul volante, sembrava molto agitata e guardava con impazienza nella mia direzione.
Continua a leggere “I racconti di OggiEsco: Il Semaforo”

I racconti di OggiEsco: Il terzo rintocco

Quel  mattino di novembre il sole era sorto subito, senza indugiare dietro brume di nebbia. Anche l’aria era stranamente tiepida per una giornata che iniziava così cristallina. L’autunno, a volte, sa essere generoso.
L’Uomo partì dal paese in fondo alla valle poco dopo l’alba, zaino in spalla, solo. Quel sole dai contorni netti all’orizzonte gli aveva imposto di muoversi, di andare incontro a quella splendida giornata salendo al monte.
Dopo tre ore di cammino a passo svelto e leggero, l’Uomo raggiunse la cima del monte: il punto più alto di tutto quanto si potesse vedere intorno; il punto in cui l’aria era così trasparente da non dare tracce di sé; il punto più vicino al cielo. Continua a leggere “I racconti di OggiEsco: Il terzo rintocco”

I racconti di OggiEsco: Il posacenere

Il viaggio in moto era andato bene: Milano-Passo Gavia (BS) 2 ore e mezzo. Pur non essendo un record mondiale stava comunque a dire che era andato tutto liscio.

Mi ero iscritto al trek del ghiacciaio dei Forni ma non avevo voglia di sorbirmi l’avvicinamento del primo giorno, per cui avevo deciso di raggiungere il gruppo nel tardo pomeriggio di sabato direttamente al rifugio.

Il gruppo non era ancora arrivato per cui, dopo aver ricoverato la moto nel piccolo garage-retrobottega-ripostiglio del rifugio mi sono sdraiato su una panca all’esterno a godermi gli ultimi raggi del giorno.

Oltre ai raggi, mi sarei volentieri goduto anche un bel sonnellino se un povero bimbo di nome Matteo non fosse stato continuamente vezzeggiato in tutte le tonalità immaginabili da uno sterminato gruppo di parenti che sostava vicino a me. Matteo qui, Matteo lì, come fa il cane, come fa il gatto, come fa la giraffa, din din, din don, clap clap, iiiiiiiiiih, corri, non correre. Alla fine, e finalmente, se ne andarono ma nel frattempo il sole era calato oltre la linea dei monti lasciando il posto alla luce indiretta della sera. Cominciava anche a fare freddo.

Andai a guardare il sentiero.

Eccoli. Lontano. Nella valle.
Continua a leggere “I racconti di OggiEsco: Il posacenere”

Il Broccolo in Montagna

Il precedente articolo è una lunga introduzione per trovare risposte al quesito dei questiti: ma in montagna si broccola?

Ogni occasione di incontro è, certo, un’occasione, ma personalmente non mi è mai capitato di approfondire conoscenze al supermercato come nei film o, pur vedendo grosso modo sempre le stesse persone, in palestra. Ho scoperto presto che la mia ars seduttiva, oltre a essere modesta, fa anche fatica ad estrinsecarsi in ambienti men che favorevoli. Così, sin da quando ero ragazzotto, ho abbandonato i supermercati e ho cominciato a frequentare i trek di gruppo. E a ragion veduta!
Continua a leggere “Il Broccolo in Montagna”

L’equipaggiamento trekking di Fabio: the cialtron

Per indole, understatement, o magari solo per pigrizia, la mia attrezzatura è assolutamente essenziale, anzi per meglio dire, è senziale: va per sottrazione. In qualche modo la “senzialità” soddisfa il mio neurone avventuroso che richiede di affrontare le situazioni senza tutte le precauzioni, e l’altro utilitarista che mi suggerisce di portarmi dietro meno peso possibile per camminare leggero.

Così, collegando i due neuroni, prima di partire per una escursione controllo il meteo, decido che tempo farà e adeguo l’attrezzatura al minimo. Purtroppo in montagna le previsioni meteo non sempre ci azzeccano e può anche capitare, e mi è capitato, di affrontare una nevicata attrezzato unicamente di maglietta e crema solare. Per cui, non fatelo a casa!

Tengo comunque a precisare che l’inadeguatezza della mia attrezzatura non è casuale, bensì il frutto di anni di esperienza e di errori fatti (e rifatti). Esperienza ed errori che mi hanno insegnato a portare sempre con me l’equipaggiamento più importante di tutti: la fidanzata apprensiva.

Continua a leggere “L’equipaggiamento trekking di Fabio: the cialtron”