Il Broccolo in Montagna

Il precedente articolo è una lunga introduzione per trovare risposte al quesito dei questiti: ma in montagna si broccola?

Ogni occasione di incontro è, certo, un’occasione, ma personalmente non mi è mai capitato di approfondire conoscenze al supermercato come nei film o, pur vedendo grosso modo sempre le stesse persone, in palestra. Ho scoperto presto che la mia ars seduttiva, oltre a essere modesta, fa anche fatica ad estrinsecarsi in ambienti men che favorevoli. Così, sin da quando ero ragazzotto, ho abbandonato i supermercati e ho cominciato a frequentare i trek di gruppo. E a ragion veduta!

Innanzi tutto perchè i trek organizzati sono una cosa di gruppo: elemento utilissimo per fare conoscenze. E poi perchè in ogni trek il gruppo è diverso: elemento utilissimo per allargare le conoscenze.

Tutto sommato potrei anche finire qui: una volta identificata un’attività che ti permette ogni volta di incontrare numerose persone nuove mi pare basti per lo scopo di questo scritto.

Tuttavia c’è di più, molto di più.

Prima di tutto una questione di dettaglio che dettaglio assolutamente non è: a parte sferruzzare a maglia, camminare è una delle poche attività che consente di chiacchierare mentre si fa. Direi fondamentale.

Poi aggiungerei che ogni trek di gruppo, è, di fatto, una piccola vacanza. Ne ha tutti gli ingredienti: ti fa uscire di casa, ti fa fare movimento, ti porta in luoghi ameni e ti fa conoscere persone. E così come la vacanza, il trek di gruppo favorisce un’apertura verso gli altri ben maggiore rispetto al supermercato.

Se poi aggiungiamo che queste piccole vacanze si possono fare tutti i week end…

Un’altra cosa estremamente importante nei trek di gruppo è il tempo: non esiste nessun’altra attività che consente di stare insieme ad altre persone per una giornata intera. Si ha tempo di osservare, capire, conoscere. E quando capita? Mica ceci!

Normalmente un giorno è sufficiente per mettere il primo mattone di una “amicizia”, ma a volte non basta. Per i cuori glaciali, o timidi, giovano sicuramente i trek di più giorni. Come ho avuto modo di osservare infatti, maggiore è il tempo che si trascorre in un gruppo chiuso, e più si riducono le esigenze. Insomma, si diventa di bocca buona. Questa è la prova che la natura cerca sempre e comunque di fare il suo corso: chi c’è, c’è. E così, se alla fine di un trek di più giorni vi ritrovate fidanzati con Fiona l’Orchessa, non dite che non vi avevo avvisato, e soprattutto consolatevi col fatto che a Fiona, probabilmente, è andata anche peggio!

Infine una considerazione meramente statistica: la stragrande maggioranza di frequentatori e frequentatrici di trek di gruppo, è single.

E ho detto tutto…anche se non grantisco niente!

Da ultimo una nota doverosa. I gruppi sono ambienti in qualche modo protetti dove il singolo non può prevalere e prevaricare. Questo da un lato tranquillizza e dall’altro dà sicurezza ai membri. Tuttavia anche qui, per quanto filtrato e controllato dagli altri, può manifestarsi la figura dello stalker, più o meno consapevole. Come in tutte le occasioni, anche nei trek è gradita la gentilezza e l’attenzione, MAI l’indisponenza e l’assillo: al primo segnale di due di picche meglio evaporare.

Il Fabio, © 2019 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...