L’articolo sulla montagna social è solo una lunga introduzione al quesito dei questiti: ma in montagna si broccola?

Ovunque ci siano persone, è sempre possibile creare un’occasione propizia alle relazioni ma, personalmente, non mi è mai capitato come nei film di fare conoscenze al supermercato, in metropolitana o in palestra. Né, tantomeno, approfondirle. Mio malgrado ho dovuto rassegnarmi presto all’idea che la mia ars seduttiva, oltre ad essere modesta, non funzionava se non in ambienti favorevoli. Così, sin da quando ero ragazzotto, ho abbandonato i supermercati e ho cominciato a frequentare organizzazioni di trekking. E a ragion veduta!

Il trek organizzato infatti, non solo è un’attività di gruppo ma ad ogni uscita la compagnia è diversa: la situazione ideale per chi vuole fare, allargare e “approfondire” conoscenze.

A buon intenditor…potrei anche finire qui. Ma per chi non é ancora convinto, c’è di più, molto di più.

Innanzi tutto camminare è una delle poche attività che consente di chiacchierare con gli altri. Difficile fare la stessa cosa in un corso di zumba, nuoto o in palestra.

Poi ogni trek di gruppo è una piccola vacanza: rompe la routine, fa uscire di casa, fa fare movimento e porta in luoghi ameni. Siccome in vacanza la disponibilità verso gli altri è normalmente maggiore che al supermercato, se si ha l’obiettivo di conoscere nuove persone potrebbe essere interessante rimandare la spesa!

Un’altra cosa molto importante per avvicinarsi agli altri è il fattore tempo. Anche qui i trek di gruppo sono di grande aiuto mettendo a disposizione ben un’intera giornata in compagnìa. In un lasso di tempo così lungo si ha modo di osservare, capire, conoscere; e quando capita? Mica ceci! Ma se per i più riservati una giornata non è sufficiente per mettere il primo mattone ad una “amicizia”, ecco che soccorrono i trek di più giorni. E tanto! Infatti, come ho avuto modo di osservare in diverse occasioni, in un gruppo chiuso il tempo è inversamente proporzionale alle pretese. Insomma, più passano i giorni e più si diventa di bocca buona. Questa è la prova scientifica che la natura cerca sempre di seguire il proprio corso in base alla prima legge di Darwin: “chi c’è, c’è”. Tuttavia bisogna fare attenzione. Se alla fine di un lungo trek vi ritrovate fidanzati con Fiona l’Orchessa, non dite che non vi avevo avvertito. E soprattutto consolatevi col fatto che a Fiona, probabilmente, è andata anche peggio!

Infine vale la pena segnalare un dato statistico molto interessante: la stragrande maggioranza di frequentatori e frequentatrici di trek di gruppo, è single.

E ho detto tutto…anche se non garantisco niente!

Da ultimo una nota doverosa. I gruppi sono ambienti in qualche modo protetti dove il singolo non può prevalere e prevaricare. Tuttavia anche qui, per quanto filtrato e controllato dagli altri, può manifestarsi la figura dello stalker. Come in tutte le occasioni d’incontro, anche nei trek è gradita la gentilezza e l’attenzione, MAI l’indisponenza e l’assillo: al primo segnale di due di picche, si raccomanda di evaporare.

Il Fabio, © 2019

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