In viaggio verso la Slovenia: Palmanova, Cividale del Friuli e il fiume Natisone

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Erano le 4 di mattina quando ci svegliammo abbracciati alla nostra sagoma di sudore che aveva preso vita propria nella notte tra lenzuola. Yuma (il nostro jack russel), sotto di noi, ansimava come un facocero, sdraiata sulle piastrelle in cerca di refrigerio. Quella mattina decidemmo drasticamente di scappare dalla Marca Trevigiana, una sorta di graticola dove, in agosto, la temperatura non scende mai sotto i 30°C, neanche di notte. E’ così che è nato il nostro viaggio in Slovenia, avevamo semplicemente bisogno di dormire una notte al fresco del nord.
Da Treviso al nord della Slovenia, ai piedi del Monte Triglav, ci sono solo 200 km, 3h e 20′ senza soste se si opta per guidare lungo strade secondarie. Abbiamo trovato rapidamente un’appartamento su booking a Ratecě, vicino Kraniska Gora, famosa per il suo trampolino sciistico delle olimpiadi invernali. Ci siamo messi presto in auto,  senza fretta, approfittando di un’intera giornata di trasferimento per scoprire “cose”. Dopo questo viaggio ho maturato un suggerimento di weekend lungo o mini vacanza nella zona compresa tra Palmanova e Caporetto.
viaggio per slovenia


PREALPI GIULIE: SUGGERIMENTI PER UNA MINI VACANZA

1° giorno
Trasferimento in auto a Palmanova e visita della città a cui dedicare al massimo qualche ora. A seguire trasferimento a Cividale del Friuli, check in presso la struttura prenotata, disfacimento bagagli. Visita alla cantina dell’Azienda Agricola Stroppolatini che vende un’ottimo vino bianco friulano biologico in pratiche BagInBox da 5 lt. Stroppolatini è anche uno splendido Agriturismo per cui potreste prenotare anche qui la vostra camera. Stroppolatini è il nostro fornitore di vino bianco da ormai 2 anni. Consigliatissimo!

2° giorno
Rafting sul fiume Isonzo a Caporetto (Kobarid) al mattino e visita alla Forra di Tolmin al pomeriggio (articolo work in progress). Sia la forra che il percorso più facile di rafting sono dog friendly.

3° giorno
Visita alla città di Cividale del Friuli e pomeriggio di relax presso l’area balneare attrezzata sul fiume Natisone. Se capitate in agosto non perdetevi il Palio di San Donato (23-24-25 agosto 2019)


PALMANOVA

Palmanova, grazie alle sue mura difensive,  è stata registrata come il 53° sito Patrimonio dell’Umanità Unesco in Italia a luglio 2017, insieme alle mura di Bergamo e Peschiera del Garda. Trattasi di opere di difesa veneziane edificate tra il XVI ed il XVII secolo a partire da un’idea di Giulio Savorgnan, abile costruttore di fortezze, originario di Osoppo,  che nel 1593 scelse, nella campagna tra Udine e Gradisca, il luogo dove erigere il baluardo in grado di scongiurare le incursioni dei turchi. Palmanova viene definita la città “stellata” perchè le mura difensive hanno un’incredibile pianta a stella a 9 punte. Pensate che le punte dovevano essere originariamente 11 ma non bastavano i soldi e per risparmiare un po’…
Ecco, noi ci arriviamo proprio pochi giorni dopo il riconoscimento UNESCO, quindi con parecchie aspettative. E invece niente, una delusione. Le mura sono completamente ricoperte di sterpaglie e piante infestanti e di fatto non si vedono, si percepiscono solo grazie alle tre belle porte di ingresso (Porta Udine, Porta Cividale, Porta Aquileia).
Varcata una porta, troviamo numerosi palazzi in “stile” anni ’60-70 (stile per modo di dire) e l’unica emergenza degna di nota è Piazza Grande, la piazza principale, decisamente particolare, un esagono perfetto nel quale spicca il Duomo e il “Mario” un altissimo stendardo con la bandiera italiana. Il “Mario” è figo, niente da dire.
Conclusioni: vale la pena visitare Palmanova ma dedicateci solo mezza giornata, non di più. Palmanova è tanto perfetta ed incantevole dall’alto, quanto poco entusiasmante dal basso. L’unico modo per apprezzarla è vederla con l’occhio di un drone. (GUARDA IL VIDEO DAL DRONE).
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Cividale del Friuli

Sulla strada è d’obbligo un’altra sosta, cioè Cividale del Friuli, capitale del primo ducato longobardo in Italia. Anche Cividale del Friuli, proprio per le sue testimonianze longobarde, è stata inserita nel giugno 2011 nella lista dei siti Patrimonio Mondiale dell’UNESCO (46° sito). Questa meritevole cittadina è stata fondata sul Natisone da Giulio Cesare con il nome di Forum Iulii, da cui poi ha preso il nome tutta la regione Friuli Venezia Giulia. Numerosi sono i richiami alla sua storia: osteria longobarda, bar longobardo, ecc. Fu il re Alboino a nominarla nel 568 capitale del ducato longobardo del nord est. Fu poi ribattezzata, in sequenza, Civitas Austriae, città dell’Austria, e Cividale. I siti che gli sono valsi l’inserimento nel patrimonio UNESCO  sono il Tempietto Longobardo e i resti del Complesso Episcopale, voluto da Callisto .

Se capitate a Cividale in agosto cercate di non perdervi il Palio di San Donato (23-24-25 agosto 2019)


Le Valli del Natisone

Cividale del Friuli è separata dalla valle dell’Isonzo dalla dorsale meridionale delle Prealpi Giulie, ove svetta il panoramico monte Matajur (1.641 m), da cui si vede l’Adriatico. Questo territorio è solcato da quattro valli, attraversate da altrettanti corsi d’acqua (Natisone, Alberone, Cosizza ed Erbezzo). Sono le cosidette Valli del Natisone, un territorio tutto da scoprire dove praticare trekking, percorsi in mountain bike e pesca sportiva. Numerosi sono i sentieri che collegano delle chiesette votive risalenti ai secoli XV e XVI. Vi sono anche diverse cavità naturali, alcune ancora inesplorate. Tutte le info le potete trovare sul SITO UFFICIALE.
Noi abbiamo percorso in auto la strada che costeggia il fiume Natisone, quindi lungo la valle principale, fino a quando, la cura e bellezza delle abitazioni ci ha suggerito che eravamo entrati finalmente in Slovenia. All’ora di pranzo, forte e alto nel cielo il sole, transitiamo affianco ad un parcheggio affollatissimo in riva al fiume. Torniamo indietro incuriositi e scopriamo un piccolo angolo di paradiso, un’area naturalistica attrezzata con parcheggio, baretto e spiaggia di ghiaia fluviale. In Slovenia il Natisone si pronuncia Nadiža, o almeno così intuiamo dal pannello del parcheggio a pagamento.

INDIRIZZO PER IL NAVIGATORE
Clicca qui

COSTO DEL PARCHEGGIO

  • 1 ora1,50 EUR;
  • tutto il giorno – 10 EUR;
  • pass settimanale – 16 EUR (solo per gli ospiti che soggiornano nel comune di Caporetto, Kobarid, per almeno una notte. Occorre presentare un certificato rilasciato da un fornitore di servizi turistici);
  • abbonamento annuale – 48 EUR;

REGOLAMENTO DELL’AREA NATURALISTICA

  •  Non raccogliere o rovinare la vegetazione;
  • Parcheggiare solo nelle aree autorizzate;
  • È vietato lavare auto
  • Divieto di balneazione ai cani;
  • È vietato accendere un fuoco all’aperto e accamparsi fuori dai campeggi predisposti

È mezzogiorno, abbiamo frutta e verdura e scatta l’operazione bagno con pranzo salutista e tuffo nell acque cristalline del Nadiža (Secondo la tradizione popolare ha poteri curativi). Ci sono 35°C e il fiume sembra un miraggio. In estate, la temperatura del fiume Nadiža può superare i 20 ° C.
Non abbiamo letto il regolamento. Non facciamo tempo a tuffarci che una arcigna signora ci redarguisce in inglese per Yuma: no dogs for 300 meters from the river! Pessimismo e fastidio. Ci spostiamo più a valle sperando di superare il limite dei 300 m e come appestati troviamo un angolino di ombra in mezzo al bosco. Tempo un minuto ed un’altra arcigna signora ci urla PRIVET! Trasciniamo l’appestata al guinzaglio e ci spostiamo ancora più a valle e finalmente arriviamo alla riserva indiana dove si autoconfinano i proprietari di cani. Siamo in tre. L’acqua è bassa, fresca e ci consente di sdraiarci mentre i cani si rincorrono felici. F
acciamo pace col mondo.

INFORMAZIONI
Ente turistico della valle dell’Isonzo – TIC Kobarid
Trg svobode 16
SI-5222 Kobarid
T: +386 (0) 5 380 04 90
E: info.kobarid@dolina-soce.si

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IL FIUME ISONZO

Rinfrescati e rifocillati ripartiamo verso nord e dopo Caporetto la grande sorpresa: il fiume Isonzo. Immaginate una gola dalle irte pareti e sotto un serpentone color acquamarina. Da Caporetto sino a Bovec in Slovenia è un susseguirsi di agenzie che organizzano discese in canoa, rafting, river walking e chi più ne ha ne metta. Ci appuntiamo di navigare l’Isonzo alla fine dell’esperienza slovena.
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Ratecě

Superata Tarvisio, la valle del Rio Freddo, Fusine in Valromana arriviamo al nostro Apartments & Rooms Tempfer, che per 63 euro a notte ci apre la porta di una reggia luminosissimia (tre finestre solo in camera da letto).
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Tempo 10 minuti e possiamo dire addio ai 40°C italiani. Si scatena una bomba d’acqua che fa calare la temperatura da 35° a 15°C. Sul letto ci sono ben ripiegati due piumini e veniamo presi da commozione: siamo salvi!
Nei pressi della Guesthouse c’è un’osteria locale, frequentata solo da sloveni. Assaggiamo la zuppa di zucca (voto 9), salsicce con crema di peperoni, senape, patate con cipolla, rollé di formaggio con funghi porcini, vino bianco istriano, merlot istriano: totale 39 EUR.


DOVE DORMIRE
Apartments & Rooms Tempfer
Rateče 76, 4283 Rateče Planica, Slovenia
Telefono: +386 51 309 033
Booking

DOVE MANGIARE
Gostišče Vila Moj Mir

Telefono:
SITO

DOVE ACQUISTARE VINO
Azienda Agricola
Stroppolatini
Str. di Prepotto, 21, 33043 Cividale del Friuli UD
Telefono: 0432 732623
SITO
E’ diventato il nostro fornitore ufficiale di bianco friulano che ci spedisce in pratiche BagInBox da 5 lt.

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