Trekking col cane: consigli pratici

Rassegnatevi, un cane in montagna è una bomba batteriologica. Non importa quanto sia intelligente o stupido, cucciolo o adulto, il cane ha un unico obiettivo: impanarsi nel fango e nel letame. E’ un istinto innato e quando lo adotti devi solo sperare che ne abbia anche un altro, cioè quello di recuperare il bastoncino che gli lanci in acqua, così da dargli almeno una sciacquata prima di infilarlo in auto con il suo afrore di mocio bagnato e vecchio. Il primo consiglio, quindi, è di proteggere l’auto.

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L’equipaggiamento trekking della Susi: l’apprensiva

Quando un’apprensiva si accinge a preparare lo zaino per camminare in montagna non esclude alcuna possibilità: nebbia, fulmini, disorientamento, anossia da quota, ipoglicemia, cagarella, infartino, vipera, frattura, shock anafilattico, assideramento e disidratazione. Tutto in ordine sparso o, peggio, concomitante. Non importa quanto sia gracile o robusta, l’apprensiva troverà il modo di trasportare tutto quello che serve per la sopravvivenza, propria e altrui, cane incluso. Il suo gruppo potrebbe essere composto solo dal proprio compagno o da 20 persone, fa lo stesso, mette in discussione la capacità di sopravvivenza di tutti e porta anche cose in più. Frequentemente l’apprensiva si accoppia con un cialtrone che la rende ancora più apprensiva ma poi fa finta di vivere sportivamente.

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Trekking itinerante in rifugio: cosa mettere nello zaino

A differenza di quanto si possa pensare, l’equipaggiamento di uno zaino per un trekking itinerante con pernottamento in rifugio non è poi così diverso da quello di un trekking giornaliero. Che sia un’Alta Via sulle Dolomiti o un Mare e Monti in Corsica, sono poche le cose da aggiungere. Questi sono i miei suggerimenti:

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L’equipaggiamento trekking di Fabio: the cialtron

Per indole, understatement, o magari solo per pigrizia, la mia attrezzatura è assolutamente essenziale, anzi per meglio dire, è senziale: va per sottrazione. In qualche modo la “senzialità” soddisfa il mio neurone avventuroso che richiede di affrontare le situazioni senza tutte le precauzioni, e l’altro utilitarista che mi suggerisce di portarmi dietro meno peso possibile per camminare leggero.

Così, collegando i due neuroni, prima di partire per una escursione controllo il meteo, decido che tempo farà e adeguo l’attrezzatura al minimo. Purtroppo in montagna le previsioni meteo non sempre ci azzeccano e può anche capitare, e mi è capitato, di affrontare una nevicata attrezzato unicamente di maglietta e crema solare. Per cui, non fatelo a casa!

Tengo comunque a precisare che l’inadeguatezza della mia attrezzatura non è casuale, bensì il frutto di anni di esperienza e di errori fatti (e rifatti). Esperienza ed errori che mi hanno insegnato a portare sempre con me l’equipaggiamento più importante di tutti: la fidanzata apprensiva.

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