Lario: l’antica strada Perledo-Esino. Quando sugli accordi vigilavano oltre ai notai pure i santi.

Il team di OggiEsco, in compagnia degli amici di Pimpa Trek, è stato nel Parco Regionale della Grigna Settentrionale e per l’esattezza nella Val d’Esino, una fertile valletta, con una buona esposizione al sole tutto l’anno, situata tra la Valsassina e il Lago di Como. L’ottima esposizione conferisce a questo territorio un piacevole microclima che lo rende idoneo alla coltivazione dell’olivo. E’ facile intuire, quindi, come sia ideale anche per le passeggiate invernali. Ecco come è andata.
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Il Sentiero Rotary alla scoperta dei luoghi manzoniani

Devo fare una confessione abominevole: io ho odiato profondamente Alessandro Manzoni. Costretta a frequentare a tempo pieno lugubri scuole private cattoliche, in realtà più simili a collegi monastici, ho perso precocemente la fede a 12 anni, il 24 agosto 1985, quando mi arrivarono le prime mestruazioni e mia nonna materna mi segregò per cinque giorni nella casa di campagna fino alla liberazione avvenuta ad opera dei miei genitori, atei risolti. Ero divenuta ai suoi occhi carne impura marchiata dai segni evidenti del peccato originale: il sangue. Con questa infelice iniziazione al mondo delle donne adulte avevo davanti due possibilità: una vita da frustrata oppure l’autodeterminazione femminile. Scelsi la seconda. Per cui, quando al secondo anno di Liceo Scientifico, mi toccò aprire, leggere e studiare “I Promessi Sposi”, tutte le mie frustrazioni da neofemminista acerba si riversarono su Lucia.

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Da Torno a Montepiatto: il mistero dei massi avelli

I laghi Briantei a sud e i due rami del Lago di Como ad est e ad ovest, delimitano il confine di un vasto territorio, definito Triangolo Lariano. In quest’area è stata rinvenuta la più alta concentrazione di “massi avelli” (circa 32 accertati), ossia misteriose tombe ad inumazione, a forma di vasca, scavate nei cosiddetti massi erratici, grosse pietre di origine glaciale.
Composti prevalentemente da “ghiandone”, una granodiorite a fenocristalli di K-feldspato proveniente dalla Val Masino, i massi erratici destarono subito interesse nell’uomo che colonizzò questo territorio, per l’evidente difformità petrografica rispetto alle rocce sedimentarie locali, per la loro grande dimensione, per l’abbondanza e diffusione che li rese dapprima “magici” e poi utili materiali da costruzione. Alla prima fase, quella magica appartengono i “massi avelli”. Successivamente, a partire dall’epoca romana, grazie alle loro ottime caratteristiche meccaniche e di durevolezza, queste pietre furono impiegate in molte città lombarde. A Milano, per esempio, se ne trovano nell’anfiteatro romano, nei pilastri della Loggia dei Mercanti e negli archi di Porta Nuova (XIII secolo). Ma all’occhio degli escursionisti lombardi più attenti, non sfuggirà la diffusione del ghiandone nelle fontane, nei lavatoi, nelle chiavi di volta degli antichi portoni disseminati lungo i vari sentieri.
Quella che vi presentiamo oggi è, quindi, un’escursione di notevole interesse geologico, storico e paesaggistico, per lo pù premiata da una doverosa sosta enogastronomica al Crotto Montepiatto che ha rinnovato la gestione a maggio 2018.
Partenza da Torno (CO), direzione Piazzaga, Montepiatto e rientro a Torno, lungo un’anello di 8,5 km.
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Baitello Manavello: un balcone a 360° sul gruppo delle Grigne e sul Lario

E’ una Domenica di fine ottobre, persiste una lunga coda estiva, le temperature sono alte, il cielo è terso e decidiamo di unirci ad alcuni amici diretti al Baitello Manavello, un bivacco sempre aperto situato sullo Zucco Manavello (1112 m). Posizionato a picco sul Lario, dalla sua staccionata si gode un panorama esteso su quasi tutto il Lago di Lecco e sul Triangolo Lariano. E, alle spalle, la vista spazia sul gruppo delle Grigne ed in particolare sul Sasso Cavallo, sul Sasso dei Carbonari e sullo Zucco dei Chignoli.
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