Val Brembana medioevale: da Cornello dei Tasso ad Oneta sull’antica via Mercatorum.

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La Strada Provinciale che percorre la Val Brembana da Bergamo sino a Lemma, poco dopo San Giovanni Bianco e prima di immettersi in galleria, presenta una deviazione a destra verso una stradina a picco sul Brembo. Un cartello segnaletico recita Camerata Cornello Km 1.  Molti turisti probabilmente si fermano prima, alle bellissime Terme di San Pellegrino. Certo, il nome di Camerata è assai poco felice e manca un cartello segnaletico che indichi la presenza di un’emergenza storico-culturale, fatto sta che, arrivati alla galleria, si tira dritto senza incertezze.  Ecco, la prossima volta che capiterete in Val Brembana, rallentate, mettete la freccia e infilatevi in quella stradina poco invitante, perchè la moderna viabilità ha tagliato fuori e preservato dalle grandi trasformazioni urbanistiche uno dei borghi medioevali più belli d’Italia. Benvenuti a Cornello dei Tasso, patria dei precursori del servizio postale europeo.

 


A Cornello del Tasso, quindi, non ci si finisce certo per caso, ma per passaparola. Noi, per esempio, ne abbiamo sentito parlare durante una visita guidata a Bergamo un anno fa. Dopo una mattinata di relax alle Terme di San Pellegrino, seguita da un ottimo pranzo all’adiacente Ristorante Cafè Liberty, abbiamo avuto un flash: <<ma non era da queste parti quel paesino dove sono nate le poste?>>. E il santo web, che tutto trova, ci ha scovato il nome e l’indirizzo in pochi minuti. Cornello dei Tasso, frazione di Camerata Cornello, dista dalle Terme solo 6 km/8 minuti di auto, quindi è un ottimo suggerimento per chi alle terme resiste massimo mezza giornata e poi vuole abbinare una gita nei dintorni. Quando imbrocchiamo la deviazione per Cornello, inizia a nevischiare. Lasciamo l’auto al piccolo parcheggio della rotonda sotto al borgo storico e seguiamo i segnavia “Via Mercatorum” e “Museo dei Tasso e della Storia Postale”. Del tutto ignari di cosa sia la Via Mercatorum, iniziamo la salita lungo la mulattiera che in 10 minuti porta al borgo medioevale. E poi varchiamo il primo ingresso ad arco in silenzio, la neve scende ad intermittenza e i colori invernali scorrono grigi come la pietra tra gli antichi portici sui quali si aprono gli usci delle botteghe e allora ci pare di sentirli i mercanti dell’anno mille che urlano dietro le bancherelle mentre i maniscalchi ferrano i cavalli e le donne al terzo piano richiamano i bambini.
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LA VIA MERCATORUM
La Via Mercatorum collegava nel Medioevo la città di Bergamo con la Val Brembana attraverso la Val Seriana. Lo strapiombo sul fiume Brembo, tra Villa d’Almè e Sedrina, in località Botta, impediva il passaggio a chiunque, figuriamoci ai mercanti appesantiti dalle mercanzie. Da Bergamo la via mercantile fu costretta, così, a risalire la bassa val Seriana sino ai paesi di Alzano e da qui su verso il valico di Selvino proseguendo in quota nel territorio compreso tra Serina e Dossena, per poi scendere sul fondovalle brembano sino a San Giovanni Bianco e Cornello dei Tasso, per un totale di circa 70 km. In realtà esisteva anche una mulattiera che da Zogno saliva alla Forcella di Nese e scendeva, senza problemi, su Alzano e da qui a Bergamo, aggirando così la forra di Sedrina, ma la via Mercatorum rimase la via preferita e più trafficata dai mercanti sino alla realizzazione della serenissima via Priula inaugurata nel 1593 per collegare Bergamo con gli alleati dei Grigioni attraverso il Passo San Marco. In questo modo, i veneziani evitarono non solo i pesanti dazi imposti dal Ducato di Milano lungo il lago di Como ma anche le difficoltà dei percorsi montani della via Mercatorum e il borgo di Cornello dei Tasso fu progressivamente isolato, cosa che gli consentì di conservare per secoli l’originario impianto urbanistico.
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LA FAMIGLIA TASSIS DEL CORNELLO
Cornello dei Tasso
, per tutto il Medioevo e fino all’apertura della via Priula, ospitava sotto i suoi splendidi portici l’unico mercato della Val Brembana. Era un luogo di passaggio ma soprattutto di contrattazione dove era di fondamentale importanza avere aggiornamenti sui prezzi e sul valore delle merci e dove era forte il bisogno di scambio di notizie e informazioni inerenti proprio l’attività mercantile. Gli abitanti di Cornello e in particolare gli appartenenti della famiglia Tasso, svilupparono sin da subito una grande esperienza come corrieri di lettere ed alcuni di essi andarono a lavorare a Venezia dove numerosi corrieri privati, già prima dell’anno mille, trasportavano lettere in Italia ed in Europa. Il 6 gennaio 1306 è una data storica perchè nasce a Venezia la Compagnia dei Corrieri della Serenissima, lo Stato ne riconosce ufficialmente l’attività per la prima volta e ne regolamenta l’attività con la Mariegola che contiene statuto, norme e deliberazioni successive adottate dai dirigenti della Compagnia. I corrieri provenienti dalla val Brembana e in particolar modo quelli della famiglia Tasso si distinsero notevolmente ed acquisirono nuova esperienza grazie alla centralità di Venezia rispetto alle grandi rotte mercantili. A Venezia arrivavano, infatti, raffinate e rare merci dall’Oriente di cui aumentava costantemente la richiesta da ogni parte dell’Europa. A partire dal primo capostipide documentato, Omodeo de Tassis del Cornello deceduto nel 1290, i discendenti Tasso, forti della loro esperienza, vengono chiamati ad organizzare i servizi postali di mezza Europa.
(SCARICA L’ALBERO GENEALOGICO DEI TASSO)
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IL MUSEO DEI TASSO E DELLA STORIA POSTALE
Nel Museo dei Tasso e della Storia Postale, un complesso albero genealogico occupa un’intera parete e ricostruisce l’epopea di questa grande famiglia che tra il 1400 e il 1500 organizzò le Poste Pontificie ma, soprattutto, fondò le Poste Imperiali. E’ proprio il ramo tedesco infatti, noto come Thurn und Taxis, quello che ha ottenuto più prestigio e potere finanziario, tanto che nel Seicento, ottenne dagli imperatori il titolo principesco. Janeto Tasso fu il primo a divenire Mastro di Poste Imperiali a Innsbruck, suo fratello Francesco Tasso iniziò l’organizzazione dei collegamenti delle Poste Imperiali in Europa e il terzo fratello, Ruggero Tasso, padre dei cosiddetti “quattro grandi” (Giovan Battista, Simone, Maffeo e Davide), affidò  ai figli la gestione delle linee postali imperiali rispettivamente in Germania, Milano, Spagna, e Venezia.
La cosa incredibile è che della famiglia Tasso si ricorda solo il Ramo dei Poeti, Bernardo e suo figlio Torquato,  autore della Gerusalemme Liberata, mentre l’ignoranza regna sovrana sul resto di una famiglia che ha incredibilmente contribuito a modificare la storia dell’Europa.
Il museo si articola in tre sale dove il visitatore può ripercorrere la storia della famiglia e del servizio postale europeo, la nascita dei francobolli, l’evoluzione del trasporto postale e, naturalmente, approfondire le figure dei letterati Bernardo e Torquato Tasso.

Museo dei Tasso e della Storia Postale
Via Cornello 22 – 24010 Camerata Cornello
Tel: 034543479
e-mail:  info@museodeitasso.com
http://www.museodeitasso.com
Da mercoledì a domenica 10.00-12.00 e 14.00-18.00
Ingresso gratuito ma è gradita un’offerta
Cani non ammessi
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SCOPRIRE CORNELLO
Passeggiate senza meta tra i portici e le vie di questo piccolo e delizioso borgo, prendete un caffè alla Trattoria, visitate il museo e poi soffermatevi davanti al palazzo in cui Davide, uno dei “quattro grandi” figli di Ruggero Tasso, trascorse la vecchiaia. L’aquila imperiale sopravvive ancora oggi nello stemma della famiglia affianco al tasso e al corno di posta.
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Proseguite sino alla fine del paese, dove resistono i resti diroccati della vecchia dimora dei Tasso, di epoca feudale. Una targa recita gli onori della famiglia:

Queste ruine ricordano la illlustre casa dei Tasso, i quali fin dal XIII secolo cercarono qui sicura e tranquilla stanza, scesi a Bergamo, sparsi in Germania, nelle Fiandre, in Spagna, ebbero il Generalato delle Poste, vantarono uomini insigni nella prelatura e nelle armi, nelle ambasserie, nelle scienze e nelle lettere, ma più insigli e gloriosi fra tutti Bernardo e il figlio Torquato – Il Consiglio Provinciale alla conservazione dei preziosi avanzi provvide nel 1886.

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Pochi metri più avanti una palina segnavia stuzzicherà certamente la vostra curiosità: Casa di Arlecchino 30′. Sicuramente ha stuzzicato la nostra tanto da prendere informazioni sui sentieri che partono ed arrivano a Cornello. Scopriamo così il sito del Polo Culturale Mercatorum e Priula dove recuperare le indicazioni per il percorso ad anello che collega Cornello dei Tasso alla Casa di Arlecchino a Oneta. Nel sito troverete molti altri percorsi e curiosità interessanti.
Non sempre è aperta ma se lo fosse non esitate ad entrare nella bellissima Chiesa dei Santi Cornelio e Cipriano che, col suo campanile romanico a finestre bifore (datato 1100), domina l’intero abitato. Al suo interno troverete un ciclo di affreschi del XV-XVI secolo (CLICCA QUI per maggiori informazioni).

 

 


LA CASA DI ARLECCHINO
Quella di Arlecchino è una storia strettamente connessa ad un fenomeno migratorio che, nel Quattrocento, portò molte famiglie bergamasche a trasferirsi a Venezia in cerca di fortuna. Come è accaduto ed accade ai migranti di tutto il mondo, anche i numerosi migranti bergamaschi cercarono di non disperdere la propria identità culturale, riunendosi in una stretta comunità dove poter far sopravvivere dialetto, usanze e credenze. Il risultato fu che a Venezia emerse un’immagine stereotipata del bergamasco come uomo rozzo, se non volgare, un po’ semplice ed un po’ maneggione, facile da prendere in giro anche per la parlata dialettale cadenziata, inconfondibile anche oggi. Nacque così la maschera dello Zanni, il servo, che solo nel Cinquecento si trasfornò in una maschera meno volgare, quella di Arlecchino, rimasto comunque un servo imbroglione, molto richiesta nelle corti europee di Francia, Spagna e Germania. Tra i vari comici italiani ingaggiati dalle corti, uno in particolare, Alberto Naselli, detto Zan Ganassa, capocomico della prima compagnia del Duca di Mantova, si attribuì il nome di Harlequin alla corte di Carlo IX e Caterina De Medici ed ormai ricco e affermato, tornò a Bergamo ed acquistò Palazzo Grataroli ad Oneta. I Grataroli risultano in realtà gli unici proprietari del Palazzo sino all’Ottocento per cui la leggenda della Casa di Arlecchino è da prendere un po’ con le pinze.
La Casa di Arlecchino è visitabile solo nel weekend al costo di 1,50 euro. Mettete in conto di deludere i vostri bambini perchè all’interno troverete un paio di stanze con pregevoli affreschi ma nulla che possa rendere felice un bambino.

Casa di Arlecchino
Via Oneta, 1, 24015 Oneta BG
Telefono: 371 146 5312
Sab-Dom dalle  10.00 alle 12.00 e dalle 14.30 alle 17.30
Ingresso: Euro 1,50
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IL TREKKING TRA CORNELLO DEI TASSO E ONETA SULLA VIA MERCATORUM

 

 

Trattasi di una passeggiata per nulla impegnativa, ma di altissimo gradimento per varietà di ambiente, di panorami e, soprattutto, per numero di piccoli borghi medioevali dislocati sulla via Mercatorum.
Questa è la nostra proposta: 1) parcheggiare a Camerata Cornello e raggiungere in pochi minuti di camminata su strada la mulattiera che sale al borgo di Cornello dei Tasso; 2) visitare il borgo, il museo e la chiesa; 3) proseguire costeggiando la chiesa e risalire nei campi lungo il sentiero della via Mercatorum (2 ore) visitando la frazione di Tassi, la chiesa di San Ludovico di Tolosa nel borgo di Bretto e i borghi di Costa dei Lupi e Pradavalle; 4) arrivare ad Oneta, pranzare all’Osteria di Arlecchino (prenotate prima!!!); 5) visitare la Casa di Arlecchino che apre alle alle 14.30; 6) rientrare a Cornello dei Tasso lungo il sentiero breve (30′)

RIEPILOGO DEL SIENTIERO
Dislivello in salita: 600 m
Dislivello in discesa: 650 m
7,5 km
Tempo in movimento: 2 h e 30′

Vuoi ricevere la traccia GPS di questo percorso? Scrivi a oggiescoblog@gmail.com
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DOVE MANGIARE

Trattoria Alimentari di Camozzi
Via Cornello, 12, 24010 Camerata Cornello BG

Ostello Brembo
Via Orbrembo, 20, 24010 Camerata Cornello BG
Telefono: 0345 196 5602
SITO WEB
(disponibilità di camere e camerate per gruppi)

Taverna di Arlecchino di Moretti Franco
SITO WEB

2 Replies to “Val Brembana medioevale: da Cornello dei Tasso ad Oneta sull’antica via Mercatorum.”

  1. Avevo già sentito parlare del Museo dei Tasso, e messo in lista per una gita futura. Ma non sapevo si trovasse in un borgo tanto affascinante! Mi avete incuriosito parecchio. Sapete che non avevo fatto il collegamento con Torquato Tasso? Sono la solita svampita!
    Comunque complimenti per il blog, mi piace molto come scrivete (nonostante non sia amante né di trekking, né di canoa 😬)!

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