I Laghi Gemelli, un classico delle Orobie bergamasche

<<Non sei mai stata ai Laghi Gemelli? Ma veramente?>>. E’ un Martedì sera di fine agosto e il Fabio decide che l’indomani si deve porre rimedio a questa mia grave mancanza. Effettivamente quella ai Laghi Gemelli è una delle escursioni più note ai frequentatori delle Orobie Bergamasche, eppure io non ci avevo mai messo piede, complice il fatto che è un sentiero molto battuto ed a noi piace la solitudine.  Partiamo, quindi, alla volta dell’Alta Val Brembana, sorpresi di trovare il parcheggio lungo il lago artificiale di Carona (BG) già quasi pieno al mattino presto, nonostante sia un giorno feriale. Ma è agosto e la nostra ingenuità fa tenerezza.

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Sosta caffè e brioches, acquisto del grattino da 2,00 Euro per il parcheggio giornaliero e, cialtroni come sempre, imbocchiamo a quota 821 m, senza neppure aver dato un’occhiata al meteo, il sentiero CAI 212 per il Rifugio Laghi Gemelli. E’ un percorso ombroso nel bosco, senza alcuna difficoltà tecnica, con pendenza ridotta dai numerosissimi tornanti che consentono una salita davvero agevole fino alla prima diga del Lago Piano Casere (1.816 m) Non lasciatevi impressionare dal nome “laghi gemelli” perchè è stato attribuito precedentemente alla costruzione della diga ENEL, avvenuta nel 1932, quando i due laghetti esistenti, di dimensioni molto più contenute, erano due specchi d’acqua che, visti dall’alto, sembravano specchiarsi. Ora c’è un complesso di laghi artificiali.

Dopo circa 500 metri di dislivello inizia a piovere, senza vento, senza freddo, come fosse una doccia tiepida. Come sempre, il Fabio non è attrezzato per la pioggia e piuttosto che bagnare l’unica maglietta che ha, si denuda procedendo come un Tarzan qualunque mentre gli escursionisti allibiti scendono di corsa verso le auto. Finalmente soli, dopo 1.000 metri di tornantini nel bosco, raggiungiamo la diga, smette di piovere e puntiamo al Rifugio dove mangiare un pasto caldo.

Dalla diga il nostro consiglio è di costeggiare il lago tenendo la destra e proseguire verso il Rifugio (1.968m), tenendo il rio Borleggia visibile sulla sinistra. Il tempo di percorrenza dal parcheggio è di 3 h a causa delle soste ripetute per la pioggia ma è fattibile in 2 ore e mezza o addirittura 2 ore per i più allenati. Dalla prima diga al Rifugio contate cmq 45 minuti quasi in piano. All’interno del Rifugio i cani non possono entrate ma sono disponibili delle panche esterne con servizio al tavolo. Noi abbiamo preso due ottimi primi e mezzo lt di vino rosso al costo di 21,00 Euro. Se aggiungete anche due secondi arrivate sui 40,00 Euro. Servizio rapidissimo nonostante l’affluenza e personale molto disponibile. I tavoli all’interno sono pochi e c’è un servizio bar separato. Toilette pulite. Rifocillati per bene e fatta la scorta d’acqua alla fonte, per completare l’anello si prosegue verso il Lago Colombo (2.030 m) seguendo il sentiero CAI 214 e da qui si prosegue sul sentiero CAI 250 verso il Lago Becco (1.872 m) e il Lago Marcio, e poi iniziare la discesa lungo il CAI 212 dell’andata. Attenzione, nonostante il giro non presenti difficoltà tecniche, è molto lungo e dovete mettere in conto almeno 5 ore di cammino e una discesa noiosissima che durerà un’eternità, ma il giro è davvero di grande soddisfazione.

Dislivello: 1.050 m
14,7 km
33.500 passi


MAPPA DEL PERCORSO
Andate sul Geoportale del CAI di Bergamo per vedere il profilo altimetrico ed aprire e scaricare la mappa di questo e di altri sentieri orobici (stampa PDF). Clicca QUI

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mappa laghi gemelli 3Laghi Gemelli_percorsi

 

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