Alla scoperta della Valchiusella sull’antica via dei Cantoni

Sono quasi le tre del pomeriggio quando ci alziamo da tavola, diamo un’ultima occhiata alla vista del Lago di Alice dalla terrazza de “Il Pontile” e partiamo alla volta di Fondo, frazione di Traversella, che dista soltanto una mezz’ora di auto. La formazione tipica durante i nostri trasferimenti è questa: Il Fabio, alla guida, controlla il percorso sul navigatore del telefono mentre io smanetto sul mio smartphone per raccogliere più informazioni possibili sulla destinazione. E niente, ci si apre un mondo. Risaliamo una aspra valle a “V”, integra e severa, abbandonando la parte più collinare e lasciandoci alle spalle la Serra di Ivrea, ormai convinti che stiamo raggiungendo un posto figo. E così è. Ci aspetta la Cascata, detta del Ribordone, e la marmitta dei giganti del torrente Burdeiver, due ponti romanici in pietra a dorso di mulo ed un sentiero di collegamento tra 12  antichi borghi (Canton) caratterizzati da piccole costruzioni in pietra (baiti). Questo sentiero prende proprio il nome di antica Via dei Cantoni e noi ne abbiamo percorso un piccolo tratto ad anello, da Fondo (1.074 m) sino a Tallorno (1.222 m), 5 km per 230 m di dislivello in due ore di cammino. Arriviamo a Fondo, parcheggiamo l’auto in prossimità della chiesa e lo spettacolo ha inizio con il primo dei ponti romanici, una splendida struttura del 1727, costruita sul fiume Chiusella sulle rovine di un ponte più antico distrutto da un’alluvione. Il ponte separa e collega le caratteristiche abitazioni civili, poste sulla sponda sinistra, dalla Chiesa di San Bernardo di Mentone (1630), canonica,  cimitero e vecchia casa municipale, posti sulla sponda destra.
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La Bassa Val Chiusella: I Laghi di Alice e Meugliano

Lasciamo Lessolo con destinazione Valchiusella e la prima tappa è il Sito di Importanza Comunitaria “SIC Laghi di Alice e Meugliano” (anno di istituzione 1995). Non siamo mica tanto convinti, perchè, diciamolo, sulla carta sembrano proprio due stagni insignificanti, tuttavia sono situati all’imbocco della Valchiusella, sulla sponda morenica destra della Serra di Ivrea e costituiscono la parte collinare della valle.
Arriviamo al Lago di Alice chiedendoci cosa mai avesse fatto questa Alice per meritarsi la dedica di un lago. Brutta cosa l’ignoranza. Il toponimo si riferisce all’abbondanza  di acqua della zona. Nella fase interglaciale tra Riss e Wurm, i vari cordoni morenici delimitarono le depressioni lasciate dal ritiro del grande ghiacciaio pleistocenico che percorreva la vallata della Dora Baltea. Queste depressioni vennero, quindi, colmate dalle acque di scioglimento dei ghiacci, creando numerosi bacini lacustri. Molti di questi, per il successivo interramento, si sono ridotti o estinti. Oggi sono rimasti i Laghi di Alice e Meugliano, i Laghi di Ivrea, il Lago di Candia e quello di Viverone (il terzo lago più grande del Piemonte), nonchè diverse zone umide.
La prima sorpresa, arrivati al Lago di Alice, è che il lago è una proprietà privata.
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Un weekend nel Canavese: tre percorsi escursionistici alla portata di tutti

E’ il mio compleanno ed una coppia di amici torinesi ci invita, per il weekend successivo, a proseguire i festeggiamenti in Piemonte, cioè quella regione misteriosa sita al di là del mare nostrum, che per noi milanesi è il Lario. Ci sentiamo ormai a casa passeggiando tra le Orobie bergamasche, così belle ma, soprattutto, così vicine, un vero paradiso di calcari a un’ora soltanto di auto. Fare trekking in Piemonte è per noi, quindi, un po’ come andare all’estero, raggiungibile dopo svariati km di autostrada dritta, semi deserta e con risaie e campi a destra e sinistra. Il paesaggio vira rapidamente quando si raggiunge la Serra Morenica di Ivrea, una barriera alta 200-600 metri lunga 20 km e pressochè rettilinea dal Mombarone sino al Lago di Viverone. Ed è proprio qui che ci diamo appuntamento con gli amici torinesi, non proprio a metà strada tra Torino e Milano ma quasi, insomma un buon compromesso. E’ Venerdì sera e siamo sopravvissuti alla prima settimana di lavoro dopo la pausa estiva, abbiamo solo una bozza di programma per il weekend, la Val Chiusella e la zona dei 5 laghi di Ivrea e il meteo promette bene. Arriviamo a Lessolo all’ora di cena, facciamo giusto in tempo a conoscere l’host del B&B Il frutteto di Emi e Teti, ad orientarci nell’appartamento spazioso che abbiamo prenotato e a tirare fuori i rifornimenti di cibo, quando uno scroscio torrenziale ci isola dal resto del mondo. Ci svegliamo il sabato mattina sotto un cielo plumbeo, carico di quella bella pioggia intenzionata a durare giorni che segna la fine dell’estate. Che si fa? Il Frutteto di Emi ha un giardino grande, privato e con piscina, quale situazione migliore per provare il mio regalo di compleanno: il drone Tiger Tekk!

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